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Nella guida qui redatta troviamo tutte le informazioni che riguardano la tassazione nel trading online quando si opera con il broker AvaTrade.

Come vedremo il broker in questione non è sostituto d’imposta e capiremo quali opinioni ha Avatrade riguardo l’intermediazione fiscale.

La tassazione nel trading non è particolarmente complicata e, anche se è un argomento poco trattato, ha un’importanza considerevole al fine di un’attenta condotta fiscale.

L’attività di trading può generare profitti elevati, è necessario che ogni investitore conosca come funziona e quali siano le particolarità della tassazione in questo ambito.

Nei prossimi paragrafi affronteremo diversi punti salienti riguardanti la tassazione con AvaTrade:

  • la differenza tra regime dichiarativo e regime amministrato;
  • la tassazione con AvaTrade: come funziona;
  • come si calcolano le tasse nel trading online: plusvalenza e minusvalenza;
  • come si configurano i prelievi con AvaTrade;
  • considerazioni finali e conclusioni.

AvaTrade 5 stelle
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  • Regolamentato: CBI, BVI FSC, ASIC, SAFSCA, FFAJ
  • Piattaforme: AvaTradeGo, MT4, Mac Trading, Webtrader
  • Deposito Min: $100
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Differenza Regime dichiarativo/regime amministrato

Regime dichiarativo e regime amministrato sono regimi di risparmio fiscale a cui l’investitore può accedere in base al broker di utilizzo. Sostanzialmente sono regimi contrapposti, senza dilungarsi troppo accenniamo le principali differenze che li costituiscono:

  • Il regime dichiarativo lascia l’investitore libero di calcolare la dichiarazione delle imposte. Sono pratiche che si possono svolgere in autonomia ma è sempre consigliabile affidarsi ad un commercialista. Il trader in regime dichiarativo ha piena responsabilità dell’operazione ed il broker non funge da sostituto d’imposta.
  • Il regime amministrato, al contrario, prevede che un intermediario come una banca o il broker stesso si occupi della gestione fiscale e agirà quindi da sostituto d’imposta. Il trader riceve i propri ricavi al netto delle imposte direttamente dal broker, che si assume la responsabilità della dichiarazione e del versamento delle imposte.

Se è semplice dedurre che un regime amministrato conferisce all’investitore una certa tranquillità riguardo il pagamento delle tasse, è veritiero che in un regime dichiarativo il trader gode di alcuni vantaggi economici. Con una propria valutazione delle imposte, ed un attento calcolo delle minusvalenze e plusvalenze, è possibile ottenere un’ottimizzazione fiscale che può tradursi in un abbassamento delle tasse a fine anno.

Vediamo nel dettaglio come funziona il regime dichiarativo e come operare una tassazione corretta con AvaTrade.

La tassazione con AvaTrade: come funziona

Chiariamo subito che pagare le tasse con AvaTrade non è difficile, anche se il broker non si configura come sostituto d’imposta.

Non essere sostituto d’imposta significa che i profitti espressi sul conto AvaTrade sono da considerarsi sempre e comunque lordi: non sarà il broker a detrarre le tasse derivanti dall’attività di trading, starà al trader stesso dichiarare i guadagni e versare le relative imposte.

La trafila burocratica per effettuare l’operazione non è particolarmente complicata, il broker mette a disposizione direttamente sulla piattaforma, così come su MetaTrader, una sezione dove è possibile scaricare lo storico di tutte le posizioni aperte e concluse nel corso dell’anno fiscale di riferimento.

Scaricato il resoconto dell’attività di trading svolte, sarà sufficiente compilare il modello unico e il 730 per dichiarare le imposte. È consigliato rivolgersi al proprio commercialista o CAF, in modo da essere sicuri della regolarità dell’operazione.

Come per le altre dichiarazioni di questo tipo, i pagamenti sono da riferirsi all’anno precedente e la scadenza ricade nel periodo di febbraio-marzo. Significa che i profitti delle operazioni svolte su AvaTrade nel 2020 verranno dichiarate e pagate nella primavera del 2021.

Ma come si calcolano le tasse nel trading e quali attività vanno dichiarate? Sostanzialmente tutte le attività svolte con il proprio conto AvaTrade vanno dichiarate.
Tuttavia è importante capire a quanto ammonta la tassazione nel trading  e come influisce il calcolo di  plusvalenze e  minusvalenze ai fini della dichiarazione delle imposte.

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Come si calcolano le tasse nel trading online: plusvalenza e minusvalenza

Quando si parla di plusvalenza e minusvalenza si affrontano temi comuni in economia generale, e di conseguenza questi concetti appartengono anche alla tassazione nel trading. Vediamo cosa significano nel dettaglio.

Sostanzialmente la plusvalenza rappresenta una differenza positiva mentre, al contrario, la minusvalenza sta a significare uno scarto negativo.

In ambito di dichiarazione delle imposte sono concetti importanti: infatti nel trading vengono tassate solo ed esclusivamente le plusvalenze.

Questo significa che verseremo le imposte solo se otteniamo un profitto dalla nostra attività di trading. Facciamo un esempio per capire meglio cosa si intende per plusvalenza.

Supponiamo di aver aperto un conto AvaTrade e depositato la somma minima che il broker ci consente: 100 euro. A fine anno le nostre operazioni hanno portato un aumento del conto fino a 200 euro. Di questa cifra verrà tassata solo la plusvalenza prodotta, ovvero 100 euro (200 – 100 di deposito)

Cosa succede se durante l’anno le nostre attività non producono guadagno, o peggio hanno prodotto delle perdite?

É qui che entrano in gioco le minusvalenze: se il conto va in perdita, a fine anno fiscale si avrà uno scarto negativo e quindi una minusvalenza. Non solo in questo caso non andranno versate tasse alle casse dello stato, ma si avrà anche la possibilità di recuperare le perdite. Le minusvalenze in regime dichiarativo possono essere recuperate entro 4 anni.

 Le buone prassi in regime dichiarativo se si opera con AvaTrade sono:

  • Le plusvalenze vanno sempre dichiarate, sia che vengano prelevate sia che vengano lasciate sul conto;
  • Le minusvalenze non sono obbligatorie da dichiarare, ma inserirle nella dichiarazione permette di recuperarle dalle tasse.

Esistono delle eccezioni per le quali non è possibile recuperare le minusvalenze (criptovalute, dividendi o EFT). Puoi approfondire e trovare ulteriori informazioni in questa guida dettagliata su Avatrade opinioni.

Prelievi con AvaTrade

Prelevare denaro dai propri conti non è difficile, come traspare da molte opinioni su Avatrade.

Una volta effettuato l’accesso al proprio conto di trading mediante login (indirizzo email e password), basterà cliccare la voce “Preleva fondi” dal menù principale della piattaforma. Il broker vi chiederà di compilare il relativo modulo di prelievo e una volta scelto il metodo di trasferimento e inserito i dati richiesti, il prelievo verrà elaborato da AvaTrade nelle successive 24 ore lavorative.

Come previsto dalle normative ESMA MiFID II, ai fini di prelevare i propri fondi dal conto AvaTrade, quest’ultimo deve essere completamento verificato.

Cosa significa conto verificato?

Verificare il proprio conto con AvaTrade non significa altro che dimostrare al broker di essere di diritto il titolare effettivo del conto.
La verifica da parte del broker avviene tramite alcuni documenti che il trader deve fornire:

1. Prova di identità. Copia a colori di un documento valido per verificare l’identità che corrisponda alle informazioni dell’account (Passaporto, carta d’identità, patente di guida);

2. Prova di residenza. Bolletta di un’utenza recente che attesti il reale indirizzo del titolare del conto, anche questo in conformità con quanto contenuto nelle informazioni dell’account (bollette di gas, corrente elettrica, telefono).

Una volta che il conto è stato verificato e confermato da AvaTrade sarà possibile effettuare un prelievo dai propri fondi. Il metodo di pagamento per il prelievo non può essere variato rispetto a quello utilizzato al momento del primo deposito (Carta di credito o Bonifico).

AvaTrade consente di effettuare prelievi esclusivamente al titolare dell’account: è quindi impossibile inviare fondi a terze parti. Inoltre, il broker non applica nessuna commissione su depositi e prelievi, quello però a cui si deve prestare attenzione sono le commissioni sulle conversioni. Puoi approfondire questi aspetti nella guida recensione Avatrade opinioni.

Ricordiamo che è possibile oscurare il codice di sicurezza CVV nel retro della carta di credito, così come le 8 cifre anteriori.

Conclusioni

Al termine di questa guida possiamo concludere affermando che AvaTrade non agisce come sostituto di imposta e rimette al titolare del conto il dovere di dichiarare e versare le imposte relative alle proprie attività di trading.

Abbiamo visto però, che il regime dichiarativo non è complicato e permette all’investitore un attento calcolo di plusvalenze e minusvalenze che può rivelarsi conveniente svolgere in autonomia. Il nostro consiglio è di farsi sempre affiancare da un commercialista o dal CAF per essere sicuri di svolgere la trafila burocratica correttamente.

Nei paragrafi precedenti, sono stati risolti i principali dubbi relativi al metodo di prelievo dei fondi con AvaTrade e visto nel dettaglio come effettuarlo. Invitiamo comunque a leggere tutte le informazioni rilasciate dal broker per essere sempre informati nel dettaglio su come muoversi all’interno del mondo del trading online.

Per chi volesse iniziare da zero i propri investimenti con AvaTrade, il consiglio è quello di sperimentare prima le funzionalità del broker e della piattaforma tramite un conto demo.

Operare con questi strumenti finanziari comporta sempre dei rischi, approcciarsi senza consapevolezza e formazione porterà inevitabilmente a perdere denaro.

Per una corretta conoscenza dei principali aspetti e opinioni su Avatrade ti raccomandiamo di leggere questa guida completa.

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