CMC Markets Sostituto d'Imposta: Tutto ciò che dovresti sapere

logomark Luca Puddu calendar Ultimo Aggiornamento: March 2022 timer 4 min lettura

Quando si parla di broker sostituti di imposta ci si riferisce a quei broker che si comportano da intermediari per la gestione fiscale della posizione del trader. Questo significa che quando si utilizzano broker di questo tipo, alla fine di ogni operazione di trading chiusa, il broker calcola l’imposta da pagare e la sottrae al profitto lordo.

Sul proprio conto trading, dunque, sarà accreditato direttamente il netto successivo alla tassazione dell’azione di trading che si è compiuta. Inoltre questi broker offrono anche un servizio di report a fine mese con tutti i profitti e le relative tasse applicate, documento che potrebbe risultare molto utile per chi deve fare la dichiarazione dei redditi.

In questo articolo cercheremo di capire se CMC Markets è un broker che può fare da sostituto d’imposta o meno. In ogni caso, se sei interessato in generale a questo broker e vuoi conoscere qualcosa in più a riguardo, puoi trovare le nostre opinioni sul broker a questo link: CMC Markets opinioni.

Vediamo però insieme quali sono le risposte alle domande che sicuramente ti stai ponendo su questo broker.

Elenco dei contenuti

CMC Markets agisce da sostituto di imposta in Italia?

Quello che c’è da sapere subito sui broker sostituti di imposta è che questi per comportarsi da tali devono necessariamente avere la propria sede principale sul territorio italiano. Per CMC Markets vale questa requisito?

Purtroppo CMC Markets non ha la sua sede principale in Italia e quindi non può comportarsi da sostituto di imposta. La sua sede principale si trova infatti a Londra, mentre la sede di riferimento in Europa si trova in Germania.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che i trader che utilizzano questo broker devono necessariamente fare in autonomia la propria dichiarazione dei profitti proveniente dalle operazioni di trading al momento della dichiarazione dei redditi. E qui subentra la differenza tra regime dichiarativo e regime amministrato.

Regime dichiarativo vs regime amministrato

Non tutti i trader sanno esattamente quale sia la differenza tra questi due regimi e proprio per questo andremo a chiarirla qui di seguito:

  • Regime dichiarativo: in questo caso a doversi occupare della propria fiscalità deve essere il trader stesso. Di conseguenza, con l’aiuto di un commercialista, durante la dichiarazione dei redditi il trader deve effettuare un resoconto delle operazioni di trading che gli hanno portato profitto e calcolare quindi le tasse da pagare.
  • Regime amministrato: in questo caso tutto quello che ha a che fare con la fiscalità viene amministrato, appunto, dal broker stesso che si comporta da sostituto di imposta. Quindi in questo modo il broker si occupa di calcolare, dichiarare e di versare le tasse relative alle operazioni di trading.

Nonostante il regime amministrato sia la soluzione più comoda, in realtà i broker che lo consentono non sono molti, in quanto non sono molti i broker che hanno sede sul territorio italiano. Per avere un’idea di come funzionano e quali siano questi broker, si può approfondire ad esempio il regime amministrato di IG Markets.

La tassazione con CMC Markets: come funziona

Nel nostro Paese, parlando in generale, le operazioni di trading sono soggette ad un’aliquota del 26%, fatta eccezione per i titoli di stato che sono invece tassati al 12,5%. Chi sceglie CMC Markets come proprio broker deve necessariamente utilizzare un regime dichiarativo dato che come abbiamo visto non può fare da sostituto di imposta. Come fare? È molto semplice in realtà:

  • Dato che i profitti ricevuti dai trader sono lordi, questi vanno presentati in quanto tali nella dichiarazione dei redditi per poter pagare le relative tasse. Il riferimento sarà sempre fatto all’anno precedente, quindi per intenderci i profitti dell’anno 2021 saranno pagati nel 2022.
  • Lo storico di tutte le operazioni di trading che vengono aperte e chiuse in un anno viene comunque presentato dalla piattaforma di broker.
  • Il trader deve compilare il modello unico e il 730.
  • La scadenza di solito avviene a febbraio-marzo.
  • L’importante è sempre rivolgersi ad un commercialista.

Come ottenere lo storico delle operazioni con CMC Markets

Ottenere lo storico da presentare nella dichiarazione dei redditi con CMC Markets è molto facile. Non è necessario fare nessuna ricerca o richiesta speciale, ma basta semplicemente entrare nella propria area clienti e in particolare nella sezione documenti. Da qui poi basta scegliere lo storico.

Nulla di più semplice quindi, ma e nel caso non ci dovessi riuscirci in questo modo è possibile contattare l’assistenza clienti e farsi inviare tramite PEC questo documento.

Cosa succede in caso di perdite?

È importante specificare che le plusvalenze provenienti dal trading devono obbligatoriamente essere dichiarate per poter pagare le relative tasse. La domanda sorge allora spontanea: cosa fare con le perdite?

Non è obbligatorio dichiararle così come le plusvalenze, ma dichiarare le minusvalenze (che hanno validità di 4 anni) è molto utile in quanto vanno a compensare in qualche modo le tassazioni dei guadagni e questo è chiaramente un vantaggio per il trader. In ogni caso è bene ricordare che è opportuno farsi seguire sempre da un buon commercialista.

Se si vogliono conoscere altri dettagli e altre opinioni su CMC Markets basta consultare gli articoli a riguardo in cui trovare tutte le risposte ai propri dubbi.


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Autore del post

Luca Puddu

Broker Expert

Da sempre pieno di interessi diversi tra loro, Luca ha iniziato a interessarsi al mondo della finanza personale nel 2014.

I suoi studi da autodidatta lo hanno portato anno dopo anno a focalizzarsi sempre più nel campo degli investimenti.

Ad oggi, investe attivamente nel mercato azionario e in criptovalute, rivolgendo un’attenzione particolari ai mercati emergenti e alle industrie del futuro.

Il suo ruolo su InvestinGoal.it è analizzare e studiare nei minimi dettagli i brokers e le loro piattaforme, e contemporaneamente controllare che le informazioni mostrate da essi siano corrette.

In questo modo fornisce ai lettori una panoramica completa e veritiera dei broker a cui potrebbero essere interessati.

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