immagine in evidenza dell'articolo cos'è lo spread nel forexSpesso, leggendo tra vari articoli e recensioni, ti sarà sicuramente capitato di leggere affermazioni riguardanti il fatto che lo Spread, per molti forex broker, è l’unica fonte di guadagno.

Ma esattamente cos’è lo spread nel forex?

In questo approfondimento andremo a mostrarti esattamente cos’è lo Spread e, dunque, in che modo i maggiori broker forex ricavano profitti.

Andremo, inoltre, ad accennare alla fondamentale differenza tra i broker che ricavano profitti dallo Spread e gli ecn brokers che, invece, impongono commissioni sul trading.

Le commissioni sul trading possono risultare sgradite ai trader, ma non è detto che siano sconvenienti rispetto a pagare lo spread.

Cos’è lo Spread?

Lo Spread è un termine che viene impiegato spesso, e non solo nell’ambito del trading online. Specialmente nei paesi dell’Unione Europea, infatti, lo Spread è uno spettro che aleggia in ogni decisione politica che gli stati membri prendono di volta in volta.

Sebbene i due siano diversi, il concetto alla base è lo stesso: lo Spread è un differenziale tra due valori.

Nel caso del trading online, esso si misura sulla base della differenza dei prezzi di acquisto (bid) e di vendita (ask) di un asset. A questo valore il broker spesso applica un mark-up, ovvero un proprio margine che costituisce la sua fonte di profitto.

La differenza tra il trading con lo Spread e quello con le commissioni sta nel fatto che lo Spread viene calcolato in pips e viene a dipendere esclusivamente dalle variazioni dei prezzi delle due possibili operazioni su un asset.

Le commissioni, al contrario, si calcolano sulla base dei volumi di trading (l’unità di misura dei quali è il lotto) e dipendono solo secondariamente dalla tipologia di titolo su cui si va ad investire.

Quanto guadagna un broker: i pips

I pips dello Spread variano da broker a broker e in base al tipo di titolo su cui si va ad investire.

In linea di massima i canoni generali per il Forex Market sono tali che:

  • Coppie di valute maggiori presentano Spread ridotti, anche sotto i 2 pips;
  • Coppie di valute minori o valute esotiche presentano Spread che possono anche raggiungere i 30 pips;

Lo Spread varia anche molto in base alla liquidità di mercato e in base al tipo di broker con cui si decide di operare.

Nel caso di broker market maker, sono i broker stessi che gestiscono il mercato degli asset che mettono a disposizione entro il proprio sistema, motivo per cui possono direttamente decidere il prezzo di ciascun asset e lo Spread ad esso associato.

I broker che, invece, fungono solo da intermediari, hanno meno libertà d’azione sotto questo punto di vista e dipendono maggiormente dal prezzo di mercato di ogni asset.

Un altro fattore rilevante nel valutare il margine di profitto che ogni broker riserva per sé su ciascuna operazione è la differenza tra Spread variabile e Spread fisso. Come si può intuire facilmente dallo stesso nome, lo Spread variabile non presenta un valore fisso di pips ma dipende dalle quotazioni di mercato.

Lo Spread fisso, invece, presenta un valore costante nel tempo, indipendente dalla quotazione dell’asset a cui fa riferimento e dal differenziale in tempo reale dell’offerta e della domanda del titolo.

Ovviamente gli Spread variabili si mantengono su quote più basse rispetto a quelli fissi, sebbene possano risultare inadatti ad alcune operazioni.

Spread o commissioni: quale scegliere?

Scegliere un broker ECN o un broker con Spread? Quando conviene?

Si tratta di una questione che in molti si pongono e l’unica risposta possibile è: dipende.

Nel caso in cui si decide di operare con broker con deposito minimo simile a quello di eToro (dove il deposito minimo eToro è di 200€), allora fare trading con Spread conviene decisamente di più.

Gli investimenti che coinvolgono piccole cifre, specialmente per i trader principianti, potrebbero non contemplare la possibilità di fare trading con commissioni.

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Commissioni: convengono oppure no?

Le commissioni, possono risultare non convenienti in quanto queste vengono applicate sui volumi di trading.

Per intenderci, ogni operazione che viene effettuata su un broker coinvolge una certa quantità di capitale nominale, misurato in lotti di trading. Un lotto di trading corrisponde a circa 100.000 unità di valuta base.

Investendo sui principali broker spesso si andrà ad operare su Micro-lotti, equivalenti a 1.000 unità di valuta base. Tenendo conto che le commissioni di trading si aggirano intorno ai 10€ per lotto di trading, appare chiaro che, specialmente se ci si dedica ad operazioni particolari, come lo scalping, le commissioni possono risultare sconvenienti.

Inoltre, se si è alle prime armi, le commissioni potrebbero andare ad erodere significativamente i profitti che potrebbero presentarsi già scarsi per coloro che non hanno solide basi di negoziazione.

Abituarsi ad operare con lo Spread: l’account demo

Come abbiamo già evidenziato nell’approfondimento su fbs broker demo, prima di partire e realizzare operazioni con denaro reale è sempre meglio mettersi alla prova con l’account demo.

Questo vale anche per lo Spread: familiarizzare con il pagamento di pips ed effettuare calcoli precisi dei propri potenziali profitti in luce dei pips versati al broker per ogni operazione non è semplice.

Operando per qualche tempo con l’account demo, oltre a non farti correre alcun rischio, ti aiuterà a prendere dimestichezza anche con questo aspetto del trading online.

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