Immagine in evidenza dell'articolo xtb spread bettingChe il mondo del trading online venga frequentemente riformato è cosa ben nota agli appassionati, che nel corso degli anni hanno avuto modo di vedere diversi strumenti essere bannati o broker chiusi.

Questo accade soprattutto in Unione Europea, dove l’ESMA svolge un’attività di vigilanza che possiamo sicuramente definire come zelante e precisa, sempre orientata verso la messa in sicurezza dell’intero settore per garantire a milioni di utenti la massima affidabilità da ogni soggetto che vi partecipa.

Esistono diversi casi molto noti alla community di rettifiche e modificazioni imposte dall’ESMA: la leva finanziaria ci fornisce un ottimo esempio in tal senso, poiché prima non esistevano dei limiti predefiniti e in genere erano concessi livelli piuttosto alti.

Molti investitori saranno stati sicuramente infastiditi dai limiti introdotti, poiché con livelli di leva molto alti si poteva aspirare ad ottenere grandi somme in poco tempo e con poco denaro effettivamente investito.

Tuttavia, non si potevano ignorare i rischi impliciti in un simile strumento. Fu proprio il rischio eccessivo a muovere l’ESMA verso una più stringente regolamentazione in fatto di leva.

Oggi parleremo di un caso leggermente diverso: il broker XTB ha per lungo tempo presentato uno strumento chiamato Spread Betting, che aveva effettivamente attirato su di sé molte attenzioni.

Nella guida di oggi cercheremo di chiarire definitivamente la vicenda, ma non prima di aver chiarito il funzionamento stesso dello Spread Betting di XTB.

Chi volesse invece approfondire le caratteristiche del broker può leggere la recensione XTB opinioni, che tratterà diversi argomenti, come il deposito minimo, le piattaforme disponibili ed altri dettagli.

XTB 5 stelle
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  • Regolamentato: FCA, IFSC, KNF, CNMV
  • Piattaforme: MT4, xStation5
  • Deposito Min: $250
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Cos’è lo Spread Betting di XTB

Lo spread Betting non è altro che uno strumento finanziario derivato, il quale sfrutta sostanzialmente la leva finanziaria per ottenere delle previsioni sull’andamento di un asset.

Il trader non deve far altro che puntare una somma di denaro, non necessariamente correlata al prezzo dell’asset, su un suo rialzo in borsa o una sua discesa.

Facciamo un esempio pratico: se puntiamo 1 euro su il titolo Amazon, otterremo 1 euro per ogni pip in rialzo o in discesa rispetto al prezzo di entrata.

Insomma, l’utente decide quanto puntare su ogni punto di variazione: se scommette su “Sell” otterrà profitto se l’asset perde valore, se opta per “Buy” otterrà profitti se l’asset aumenta il suo valore iniziale.

Anche da questa breve spiegazione saranno sicuramente emersi alcuni degli elementi controversi di questo strumento.

Prima di tutto, il nome non è tra i più rassicuranti: Bet significa appunto scommessa, una terminologia sicuramente scorretta quando parliamo di investimenti finanziari, che non sono certo paragonabili al gioco d’azzardo.

Inoltre, questo strumento ricorda fin troppo il funzionamento e le meccaniche proprie di un altro strumento derivato controverso: le Opzioni Binarie.

Quest’ultimo è stato appunto vietato in Unione Europea, ma viene ancora concesso ai trader professionisti, gli unici a poter utilizzare questo strumento e con livelli di leva anche maggiori rispetto a consentito.

Tuttavia, il motivo di questa decisione è semplice: un trader professionista non può essere paragonato ad un semplice utente retail, sia per esperienza sui mercati finanziari, sia molto spesso per capitali impiegati, pertanto anche i rischi sono da valutare diversamente.

Dopotutto l’obiettivo primario dell’ESMA non è certo proteggere i professionisti, bensì medi investitori se non proprio novizi.

Ma vediamo proprio le motivazioni che hanno spinto l’ESMA a vietare lo Spread Betting in Unione Europea.

Perché l’ESMA ha vietato Spread Betting di XTB di Europa

Sappiamo che l’ESMA è sempre stata molto attenta in fatto di strumenti finanziari, rendendo il più possibile il settore a misura di utente.

Con la direttiva MiFID II ha imposto diverse regole ai broker che operano nel Vecchio Continente, tra cui i già citati limiti alla leva finanziaria. Proprio nella medesima direttiva troviamo anche il divieto di offrire lo Spread Betting, ma come mai?

Sostanzialmente l’ESMA ha considerato questo strumento finanziario come gambling, ossia gioco d’azzardo, dunque pericoloso per gli utenti, specie per i neofiti del settore, facilmente impressionabili da questo tipo di offerte.

Va detto che il broker XTB ha immediatamente seguito la direttiva, essendo un broker regolamentato e certificato. Per approfondire proprio il discorso intorno alle certificazioni presentate da questo broker, è possibile visitare questa guida sulle opinioni di XTB, in cui verranno spiegati tutti i dettagli inerenti.

Da principio XTB si era limitato ad offrire il servizio nel solo Regno Unito, che presenta un suo ente regolatore, l’FCA, e dunque non coinvolto nelle decisioni dell’ESMA.

Tuttavia, tra i due enti regolatori sussiste un rapporto di collaborazione, tant’è che anche nel Regno Unito lo Spread Betting è stato presto vietato.

Oggigiorno, per utilizzare lo Spread Betting ci sono solamente due alternative: essere un trader professionista, o virare su strumenti simili, come vedremo nel prossimo paragrafo.

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Alternative allo Spread Betting di XTB: i Turbo Warrants

I certificati Turbo, noti anche come Turbo Warrants o Turbo certificates, sono titoli i quali seguono il valore dell’asset sottostante e con cui è possibile aprire sia posizioni long che short.

Nonostante sia un prodotto a leva, viene definito “a rischio limitato”, poiché ogni ordine presenta dei livelli di knock-out predeterminati. Se questi livelli vengono superati, l’ordine verrà chiuso automaticamente, andando a contenere i rischi e le perdite, in maniera similare ad uno Stop Loss.

Una caratteristica positiva di questi contratti è che sono quotati in borsa e non scambiati in mercati Over the counter.

Questo consente di visionare in maniera più trasparente tutti i dettagli relativi, così che impostare una strategia risulti più immediato.

Esiste anche una variante ai normali Turbo Warrants, ossia i Turbo24.

Si tratta dei primi contratti al mondo negoziabili H24, e dunque anche quando i mercati sono effettivamente chiusi. Questo grazie alla piattaforma Spectrum, un sistema multilaterale di negoziazione che permette di operare direttamente sul book degli ordini.

Ricordiamo che questo strumento è offerto unicamente dal broker IG Markets, e nemmeno in tutti i paesi. L’ Italia fortunatamente è tra questi, così come pochi altre nazioni europee.

Differenze CFD e Turbo Warrants

Molti lettori avranno sicuramente notato alcune similitudini tra i Turbo Warrants e i Contratti per Differenza, lo strumento finanziario ampiamente più utilizzato nel mondo del trading online.

Un’analogia semplice da cogliere è che entrambi possono offrire posizioni sia long che short, che permetteranno di assecondare l’andamento dei mercati.

La vera differenza è il funzionamento della leva finanziaria. se nei primi la leva finanziaria è decisa prima di far partire l’ordine e ha sei limiti stabiliti e spesso fissi, i Turbo Warrants presentano invece una leva dinamica.

Questa non sarà corrispondente ad un valore predefinito, ma cambierà in base al valore del sottostante e dell’andamento dell’operazione, andando ad aumentare, per esempio, quando il valore del certificato si avvicina alla soglia di Lock-out.

Altra differenza è la presenza di una scadenza programmata, mentre con i CFD è il trader a dover scegliere il momento migliore per chiudere la propria posizione.

Conclusioni

Nella guida di oggi abbiamo avuto modo di conoscere e confrontare 3 diversi strumenti finanziari: lo Spread Betting di XTB, i Turbo Warrants e i CFD.

Dopo aver mostrato il perché lo Spread Betting è stato vietato in tutta Europa dall’ESMA, abbiamo mostrato come i Turbo Warrants possano davvero risultare un’alternativa interessante, anche se ancora poco conosciuta, poiché presentata da un unico broker, IG Markets.

Per ciò che riguarda le opinioni su XTB, questo rimane un ottimo broker anche senza più disporre degli Spread Betting, con una vasta gamma di asset in CFD tra cui scegliere.

Ci teniamo a sottolineare come qualsiasi strumento o broker scegliate, l’uso di un conto demo per i meno esperti è assolutamente consigliato.

Conoscere e sfruttare adeguatamente questi strumenti può richiedere anni di esperienza e la presenza della leva finanziaria ne aumenta soprattutto i rischi se usata incautamente.

Il trading online è un ambiente alle volte insidioso e solo attraverso studio e pratica potranno essere raggiunti davvero dei risultati soddisfacenti.

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