immagine in evidenza dell'articolo avatrade commissioniUno degli argomenti più importanti quando si va a scegliere un broker su cui operare è quello legato a costi e commissioni.

Non sorprende che gli utenti siano da sempre molto sensibili a questa tematica, poiché va ad interferire con i profitti generati dall’attività di trading.

In questa mini guida andremo ad analizzare tutti i dettagli per ciò che riguarda le commissioni presentate da AvaTrade, così da capire se si tratta di offerte effettivamente interessanti o meno.

Tutto ciò non prima di aver compreso che tipo di costi e commissioni possono essere presenti nel mondo del trading online e dei broker.

Inutile negare che proprio questo argomento sia di vitale importanza per un investitore: imparare a fare davvero economia è una delle regole fondamentali per ottenere dei risultati con gli investimenti online e non solo.

Questo sarà ciò di cui parleremo oggi con la nostra guida. Compiute le premesse, non rimane che iniziare proprio dai concetti di base: cosa si intende per “commissioni” quando parliamo di trading online e perché è così importante per un trader conoscere bene questo aspetto.

Prima di iniziare, ricordiamo che è possibile approfondire altre caratteristiche del broker con questa guida sulle opinioni di AvaTrade. Detto ciò, partiamo.

AvaTrade 5 stelle
AvaTrade logo
  • Regolamentato: CBI, BVI FSC, ASIC, SAFSCA, FFAJ
  • Piattaforme: AvaTradeGo, MT4, Mac Trading, Webtrader
  • Deposito Min: $100
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AvaTrade commissioni: cosa c’è da sapere

Produrre profitti nel trading online non è un’attività semplice, e tra le tante cose da conoscere per massimizzare la propria attività il capitolo costi e commissioni è tra i più importanti.

Esistono tantissimi modi diversi per applicare commissioni, e non c’è una regola generale per ogni broker. Partiamo da una prima divisione elementare delle tipologie di commissioni possibili nel trading online e non solo:

  • Commissioni a tariffe variabili;
  • Commissioni a tariffe fisse;
  • Commissioni a tariffe digressive;
  • Commissioni per fasce di prezzo.

Questa suddivisione, benché ancora ad un livello elementare, ci consente di affrontare la prima importante questione riferita a costi e commissioni.

Ognuna di queste tipologie predilige un diverso approccio al trading online: un determinato modus operandi potrebbe generare maggiori profitti se le commissioni sono, per esempio, a tariffe variabili, viceversa, potrebbe risultare dispendioso con altre tipologie di commissioni.

Non c’è una tipologia meno dispendiosa di altre: tutto dipende da che tipo di trader approccia ad esse.

Venendo al nostro broker, AvaTrade, è difficile ascriverlo entro solo una di queste categorie. Per spiegare questo concetto dobbiamo rifarci ad una seconda suddivisione più specifica, che rappresenta i diversi costi presenti su questa ed altre piattaforme.

  • Costi e commissioni su depositi e prelievi;
  • Costi e commissioni per conversioni di valuta;
  • Costi di overnight;
  • Commissioni per inattività;
  • Commissioni per servizi opzionali (come AvaProtect);
  • Spread.

Questa la panoramica delle tipologie dei costi presenti su ogni broker, e quindi anche su AvaTrade.

Per comprendere meglio il tema che va sotto il titolo di “AvaTrade commissioni”, non ci resta che analizzare una per una queste commissioni in relazione al nostro broker.

AvaTrade commissioni: costi per la conversione di valuta

Partiamo dal più semplice e meno invasivo: il costo di conversione valutaria. Si tratta di una commissione applicata quando un trader utilizza una valuta per depositi e prelievi che non combacia con quelle presenti sul broker.

Tuttavia, i cittadini italiani non avranno problemi in tal senso, poiché le valute offerte dal broker per depositi e prelievi sono 6, tra cui ovviamente anche l’Euro.

Il problema non si pone per molte persone a dire il vero, ma coloro che utilizzano valute poco conosciute (esempio: il Đồng Vietnamita), dovranno sottostare a questo costo di commissione.

Ovviamente tutto dipende dalla valuta in questione, e non si può compiere un discorso generale che valga per tutte. Ciò che ci interessa sapere è che:

  1. I cittadini europei (quindi anche Italiani) non dovranno sottostare a nessun costo di conversione;
  2. Chi utilizza valute non previste dal broker dovrà corrispondere un piccolo costo al broker per la conversione da una valuta ad un’altra, un po’ come succede per change values fisici.

Procediamo rapidamente alla seconda tipologia di costi previsti da AvaTrade: quelli previsti per depositi e prelievi.

AvaTrade commissioni: depositi e prelievi

AvaTrade permette di depositare e prelevare denaro in molti modi diversi: bonifici bancari, attraverso carte di credito o di debito o anche tramite ewallets.

La rosa di possibilità presentata all’utente è dunque molto ampia. Contrariamente a ciò che si può pensare, AvaTrade non prevede nessun costo di commissione né per prelievi né per deposito, ma ci sono due eccezioni:

  • Depositi e prelievi in seguito ad una conversione valutaria;
  • Depositi e prelievi attraverso bonifici bancari.

Sul primo punto non c’è poi molto da dire, poiché l’argomento è stato già parzialmente esaurito nel capitolo precedente.

Si tratta di una “tassa” applicata nel caso si utilizzi una valuta non presente tra quelle concesse dal broker, che sono 6 e coprono tutte le valute più utilizzate al mondo.

Per il secondo caso, deposito o prelievo attraverso operazioni bancarie, va compiuta una precisazione.

Con questa modalità il costo dell’operazione può variare, poiché è la banca, e non AvaTrade, a imporre questa commissione.

Il costo dipenderà dall’istituto di credito in questione, e ogni trader dovrà sincerarsene proprio con la banca prima di compiere un’operazione.

Sintetizzando, AvaTrade non presenta nessun costo di commissione per prelievi e depositi, se non per le due eccezioni poc’anzi descritte.

Ricordiamo, infine, che il deposito minimo su AvaTrade è di 100 euro, o il corrispondente in altre valute.

AvaTrade commissioni: tassi di overnight

Prima di tutto, chiariamo cosa si intende per tassi di overnight. Si tratta di un particolare pagamento di interessi, corrisposto al broker nel caso venga tenuta aperta una posizione durante la notte (over-night appunto).

AvaTrade prevede questo costo poiché è molto comune, se non onnipresente, quando si tratta di contratti per differenza.

In linea di massima, questi tassi vengono calcolati su base giornaliera e dipenderanno dal tipo di contratto, l’asset su cui si sta investendo, la natura dell’investimento e la durata dell’operazione.

Non c’è, dunque, un costo fisso, ma l’importo dipenderà unicamente dalle caratteristiche dell’investimento. Ovviamente, ogni asset presente su AvaTrade è interessato da questa tassa, che ricordiamo essere presente solo per le posizioni mantenute durante la notte.

Infatti, ogni broker che permette di investire in contratti per differenza prevede questa tassa, che funge da costo di manutenzione per tenere la posizione aperta durante la notte.

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AvaTrade commissioni: tassa per inattività

Anche la prossima tassa funge da costo di manutenzione, ma in maniera diversa rispetto alla precedente. Se un utente apre un account reale con AvaTrade e non opera per più di 3 mesi, il broker applicherà questa commissione.

L’importo sarà corrispondente a 50 dollari e verrà scalato ogni 3 mesi dal conto dell’utente inattivo. Nel caso il deposito non possa coprire questa spesa, AvaTrade avrà il diritto di chiudere definitivamente il conto.

La natura di questa tassa è abbastanza chiara. Per tenere aperto un deposito ci vuole manutenzione, i cui costi non vengono richiesti agli utenti, almeno finché sono effettivamente attivi.

Tenere un conto aperto senza che questo operi è ovviamente dispendioso, pertanto il broker applica, solo a questo punto, la tassa per inattività.

Ovviamente questo discorso non vale per gli account demo, che ricordiamo essere del tutto gratuiti e non prevedono nessuna commissione o deposito di sorta, tanto meno la tassa per inattività.

AvaTrade commissioni: cos’è AvaProtect e che costi presenta

Chiariamo subito che il prossimo capitolo tratterà di un costo opzionale, dunque non previsto obbligatoriamente per tutti gli utenti.

Stiamo parlando di AvaProtect, un servizio aggiuntivo che può essere richiesto da alcuni utenti in cambio di una commissione.

In parole povere, si tratta di un servizio opzionale di protezione dell’operazione, ma spieghiamoci meglio.

pagina di avaprotect sul sito di avatrade

Il funzionamento di Avaprotect può essere effettivamente paragonato a quello di un’assicurazione. Per un periodo determinato, in caso di perdite in seguito ad un’operazione, il broker rimedierà alla perdita, proteggendo il vostro conto.

Questa funzione è ancora in fase di aggiornamento e per ora non è disponibile per tutti gli asset presenti su AvaTrade. Il broker ha già garantito, comunque, l’impegno ad allargare questa offerta anche ad altri asset ancora non compresi.

I costi possono dipendere dall’asset e dalla tipologia dell’operazione, dunque non è un costo puramente fisso.

L’argomento è ampio, e si può approfondire attraverso AvaTrade opinioni, una guida più specifica contenente tutte le informazioni utili sul broker irlandese.

Ultimo capitolo da affrontare è anche quello probabilmente più importante: stiamo parlando dei costi denominati spread, gli unici davvero ineliminabili.

AvaTrade commissioni: Spread e commissioni di Trading

Per capire cos’è lo spread possiamo partire da una semplice definizione: lo spread corrisponde alla differenza di prezzo dell’asset che si crea da quando acquistiamo il suddetto a quando decidiamo di venderlo.

Questa cifra andrà poi corrisposta al broker, pertanto sarà di vitale importanza sincerarsi delle “tariffe” in maniera preliminare.

Esistono due tipi di spread:

  • Spread a tasso fisso: il quale sarà sempre identico per l’asset in questione anche in casi eccezionali del mercato;
  • Spread a tasso variabile: questo avrà natura cangiante e sarà influenzato da alcuni fattori, quali volatilità momentanea, asset e tipologia dell’account.

AvaTrade prevede unicamente Spread a tasso fisso, che possono variare solo in base alla tipologia di account utilizzata.

Rispetto agli spread a tasso variabile, gli spread a tasso fisso non saranno influenzati da periodi di forte volatilità, che ne farebbero lievitare l’importo.

Secondo moltissime delle opinioni su AvaTrade sostengono che gli spread di questo broker siano tra i più bassi del settore, cosa che parrebbe confermata da una comparazione tra le piattaforme.

Ecco gli spread di alcuni degli asset più popolari della piattaforma, così che possiate farvi un’idea degli effettivi livelli di spread.

  • EUR/USD – 0,9 pip (0,6 per gli operatori professionali);
  • Oro – 0,34 pips;
  • S&P 500 – 0,25% dell’investimento;
  • Bitcoin – 0,35% dell’investimento;
  • Titoli USA – 0,13% dell’investimento.

Concluso anche l’argomento spread, non rimane che concludere la guida sulle commissioni presenti su AvaTrade, proponendo alcune considerazioni finali.

AvaTrade commissioni: considerazioni finali

Dopo aver affrontato ogni singolo argomento del macro-tema “AvaTrade commissioni” possiamo trarre alcune conclusioni sulla questione.

AvaTrade presenta le stesse commissioni, almeno a livello generale, di altri broker regolamentati ed affidabili, con alcune eccezioni importanti.

Il servizio AvaProtect è sicuramente un’aggiunta interessante, poiché non esistono assicurazioni simili sulle operazioni.

Rimane comunque un servizio opzionale e sarà il trader a decidere liberamente se usarlo o meno.

In secondo luogo, gli spread, benché presenti per la stragrande maggioranza dei broker simili, su AvaTrade sono sensibilmente più bassi rispetto alla media del mercato.

Insomma, dal punto di vista di costi e commissioni AvaTrade è sicuramente tra i broker più interessanti dell’intero mercato, motivo per il quale è utilizzatissimo da un gran numero di persone in Italia e nel mondo.

AvaTrade 5 stelle
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  • Regolamentato: CBI, BVI FSC, ASIC, SAFSCA, FFAJ
  • Piattaforme: AvaTradeGo, MT4, Mac Trading, Webtrader
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