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Calcolatore tasse sulle plusvalenze

Il Calcolatore tasse sulle plusvalenze stima l'imposta sostitutiva che devi versare su un guadagno finanziario prima di decidere se vendere. Inserisci il tipo di strumento, il prezzo di acquisto e di vendita, le commissioni e le minusvalenze pregresse utilizzabili. Restituisce l'imposta dovuta, il guadagno netto, l'aliquota effettiva e le minusvalenze ancora riportabili.

Una sola compravendita: inserisci prezzo di acquisto, prezzo di vendita e commissioni.

Opzioni avanzate
Imposta sostitutiva dovuta
769,60 €
aliquota 26,00% · su una plusvalenza di 2960,00 € · aliquota effettiva 26,00%
Solo a scopo didattico: non è consulenza fiscale. Leggi tutto Il calcolo si riferisce all'Italia, all'anno d'imposta 2026 e a una persona fisica residente che non agisce nell'esercizio di impresa, arte o professione. Non include l'imposta sulle transazioni finanziarie («Tobin tax»), il bollo sui prodotti finanziari e l'IVAFE, i redditi di capitale (dividendi, cedole, proventi di ETF e fondi), che non sono compensabili con le tue minusvalenze, il regime del risparmio gestito, la ricostruzione automatica dei lotti in LIFO e la verifica dell'anzianità delle minusvalenze riportate. Non è consulenza fiscale: prima di dichiarare o versare, verifica con un dottore commercialista o un CAF.
Plusvalenza lorda
2960,00 €
Guadagno netto
2190,40 €
Aliquota applicata
26,00%
Aliquota effettiva
26,00%

Su una plusvalenza di 2960,00 € paghi 769,60 € di imposta sostitutiva (26,00% di aliquota effettiva): ti restano 2190,40 €.

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Plusvalenza 2960,00 € = 13.000 € − 10.000 € − 40 €; imposta 769,60 € = 2960,00 € × 26,00%
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Valutato 90/100 da InvestinGoal
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Filippo Ucchino Verificato da Filippo Ucchino Fondatore, InvestinGoal

Questi risultati sono stime a scopo puramente didattico e non costituiscono una consulenza finanziaria, di investimento o fiscale.

Stima a scopo informativo, non consulenza fiscale. Il calcolo si riferisce all'Italia, all'anno d'imposta 2026, e a una persona fisica residente che non agisce nell'esercizio di impresa, arte o professione. Applica l'imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria (art. 67 del TUIR e D.Lgs. 461/1997) come modificata dalla legge di bilancio 2025 (L. 207/2024) e dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025). Prima di dichiarare o versare, verifica il tuo caso con un dottore commercialista o un CAF.

Che cos'è un calcolatore delle tasse sulle plusvalenze?

Un calcolatore delle tasse sulle plusvalenze è uno strumento che calcola l'imposta sostitutiva dovuta su una plusvalenza, cioè la differenza positiva tra il corrispettivo che incassi vendendo uno strumento finanziario e il suo costo di acquisto aumentato degli oneri inerenti. Nel linguaggio comune la stessa cosa si chiama «capital gain» o «tassazione delle rendite finanziarie», ma il termine tecnico usato dalla legge italiana è plusvalenza, e da qui in avanti usiamo solo quello.

La metrica che lo strumento calcola nasce da una categoria precisa: le plusvalenze realizzate da un privato sono redditi diversi di natura finanziaria ai sensi dell'art. 67, comma 1, del TUIR, e non entrano nell'IRPEF. Su di esse si applica un'imposta separata e proporzionale, l'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, con aliquota del 26% (art. 1, comma 23, della L. 207/2024, che consolida la misura dell'art. 3, comma 1, del DL 66/2014). Non ci sono scaglioni, non c'è franchigia e non esiste alcun holding period: in Italia non conta da quanto tempo detieni il titolo, conta solo che tu abbia realizzato il guadagno vendendo, rimborsando o permutando.

Il calcolatore trasforma quindi quattro numeri, prezzo di acquisto, prezzo di vendita, commissioni e minusvalenze pregresse, in tre risposte: quanto versi, quanto ti resta e qual è l'aliquota che hai realmente pagato sul guadagno lordo. Applica anche il coefficiente ridotto dei titoli di Stato, che porta l'aliquota effettiva al 12,50%.

Perché il calcolatore delle tasse sulle plusvalenze è importante per chi investe?

Il calcolatore delle tasse sulle plusvalenze è importante per chi investe perché l'imposta è un costo reale che riduce il rendimento dell'operazione, e conoscerla prima di vendere è l'unico modo per sapere quanto ti resta davvero in tasca. Un guadagno lordo di 2.960,00 € su azioni non è il tuo guadagno: dopo un'imposta di 769,60 € ne restano 2.190,40 €. La differenza non è un dettaglio contabile, è un quarto del risultato.

C'è poi una ragione operativa che riguarda in particolare chi opera con un broker estero. In Italia esistono tre regimi (art. 5, 6 e 7 del D.Lgs. 461/1997): in regime amministrato l'intermediario italiano trattiene l'imposta al posto tuo, mentre in regime dichiarativo, la condizione normale di chi usa un broker estero, l'imposta la calcoli e la versi tu, con il Modello Redditi quadro RT e con il versamento entro il 30 giugno dell'anno successivo (art. 17 del DPR 435/2001, differibile di 30 giorni con una maggiorazione dello 0,40%). Chi si trova in quel regime deve arrivare alla dichiarazione con il numero già pronto.

Il momento in cui il calcolatore serve davvero è il momento della decisione, non quello della dichiarazione: prima di chiudere una posizione in utile, quando stai valutando se realizzare anche una posizione in perdita per compensarla, e a dicembre, quando decidere se vendere entro il 31 o a gennaio sposta l'imposta di un intero anno d'imposta. Poiché il fisco è parte del rendimento reale di investire, il numero va calcolato prima dell'ordine di vendita, non dopo.

Come si usa il calcolatore delle tasse sulle plusvalenze per le azioni?

Per usare il calcolatore delle tasse sulle plusvalenze scegli il tipo di strumento, inserisci il prezzo o controvalore di acquisto, il prezzo o controvalore di vendita, le commissioni e costi e le eventuali minusvalenze pregresse utilizzabili; lo strumento restituisce l'imposta sostitutiva dovuta, il guadagno netto e l'aliquota effettiva.

I passaggi per usare il calcolatore delle tasse sulle plusvalenze sono elencati di seguito:

  1. Seleziona il tipo di strumento. Scegli «Azioni, ETF, obbligazioni societarie» oppure «Titoli di Stato italiani ed equiparati, white list», perché la seconda voce applica il coefficiente del 48,08% previsto dall'art. 3, comma 5, lettera a), del DL 66/2014 e cambia l'imposta di oltre il doppio.
  2. Inserisci il prezzo o controvalore di acquisto. È il costo della quantità che stai vendendo. Se vendi solo una parte di una posizione comprata in più momenti, per legge si considerano cedute per prime le quote acquistate più di recente (art. 67, comma 1-bis, del TUIR): inserisci il costo di quelle tranche, non il costo medio.
  3. Inserisci il prezzo o controvalore di vendita. È il corrispettivo che hai incassato o che incasseresti alla vendita che stai valutando.
  4. Inserisci commissioni e costi. Sono gli oneri inerenti di acquisto e di vendita, che l'art. 68, comma 6, del TUIR ammette in diminuzione dalla plusvalenza: sommali in un unico importo.
  5. Inserisci le minusvalenze pregresse utilizzabili. Indica solo quelle realizzate nei quattro periodi d'imposta precedenti e regolarmente dichiarate, perché oltre quel termine non sono più compensabili.
  6. Scegli il modo di calcolo. «Singola operazione» risponde alla domanda «quanto pago se vendo questo», «Totale annuo» somma le operazioni di un anno su un solo tipo di strumento per volta, perché i titoli di Stato entrano nella somma già ridotti al 48,08% e non si mescolano con le operazioni ordinarie.

Un campo avanzato completa il quadro: l'aliquota personalizzata, preimpostata a 26,00%, serve solo a simulare scenari «cosa succede se l'aliquota cambia» e non modifica il coefficiente dei titoli di Stato. Tutti gli importi sono in euro. A ogni pressione di Calcola lo strumento aggiorna imposta, netto, aliquota effettiva e minusvalenze residue, così puoi confrontare due ipotesi di vendita, ad esempio due lotti diversi di azioni, prima di passare l'ordine.

Quale formula usa il calcolatore delle tasse sulle plusvalenze?

Il calcolatore delle tasse sulle plusvalenze usa una formula in due passaggi: prima determina il risultato lordo dell'operazione sottraendo costo di acquisto e commissioni al corrispettivo di vendita, poi applica l'aliquota del 26% alla base imponibile, cioè al risultato lordo già ridotto delle minusvalenze pregresse e moltiplicato per il coefficiente dello strumento.

risultato lordo=venditaacquistocommissioni imposta=max(0;risultato lordominusvalenze pregresse)×coefficiente×26%

In queste formule vendita è il corrispettivo percepito, acquisto è il costo o valore di acquisto della quantità ceduta, commissioni sono gli oneri inerenti alle due operazioni, minusvalenze pregresse sono le perdite ancora utilizzabili dei quattro periodi precedenti e il coefficiente vale 1,0000 sugli strumenti ordinari e 0,4808 sui titoli di Stato ed equiparati. Il prodotto 48,08% × 26% è esattamente il 12,5008%, cioè l'aliquota effettiva del 12,50% che si legge sui titoli di Stato.

Con i valori di partenza, una vendita a 13.000,00 € di azioni comprate a 10.000,00 € con 40,00 € di commissioni dà (13.000,00 − 10.000,00 − 40,00) × 1,0000 × 26% = 769,60 €.

La formula presuppone che il costo che inserisci sia già determinato secondo il criterio LIFO di legge e che plusvalenze e minusvalenze appartengano allo stesso comparto, perché quelle sui titoli di Stato entrano nella somma già ridotte al 48,08%.

Qual è un esempio di calcolo delle tasse sulle plusvalenze?

Un esempio di calcolo delle tasse sulle plusvalenze è la vendita di un pacchetto di azioni comprato a 10.000,00 € e rivenduto a 13.000,00 € con 40,00 € di commissioni complessive, che produce un'imposta sostitutiva di 769,60 €, calcolata come segue:

  1. Calcola il risultato lordo. 13.000,00 € − 10.000,00 € − 40,00 € = 2.960,00 €. Le commissioni di acquisto e di vendita sono oneri inerenti e si sottraggono prima di tassare.
  2. Determina la base imponibile. Lo strumento è ordinario, quindi il coefficiente è 1,0000 e la base coincide con il risultato lordo: 2.960,00 € × 1,0000 = 2.960,00 €. Se avessi minusvalenze pregresse utilizzabili, si sottrarrebbero qui.
  3. Applica l'aliquota. 2.960,00 € × 26% = 769,60 € di imposta sostitutiva.
  4. Leggi il netto. 2.960,00 € − 769,60 € = 2.190,40 € di guadagno netto, con un'aliquota effettiva del 26,00%.

Sullo stesso guadagno, la presenza di perdite pregresse cambia tutto. Con 2.975,00 € di plusvalenza e 2.975,00 € di minusvalenze pregresse utilizzabili la base scende a zero e l'imposta è 0,00 €; con 2.976,00 € di minusvalenze resta 1,00 € ancora riportabile per gli anni successivi; con 2.974,00 € la base è 1,00 € e l'imposta è 0,26 €. È la ragione per cui vale la pena tenere il conto delle minusvalenze prima di vendere in utile.

Se invece l'operazione chiude in perdita, ad esempio 12.000,00 € di acquisto, 9.500,00 € di vendita e 30,00 € di commissioni, il risultato lordo è −2.530,00 €: l'imposta è 0,00 € e nasce una minusvalenza riportabile di 2.530,00 €, utilizzabile fino al 2030 se realizzata nel 2026, a condizione di indicarla nel quadro RT della dichiarazione presentata nel 2027 (art. 68, comma 5, del TUIR).

Come si legge il risultato del calcolatore delle tasse sulle plusvalenze?

Leggi il risultato del calcolatore delle tasse sulle plusvalenze partendo dall'imposta sostitutiva dovuta, che è il costo fiscale dell'operazione, e confrontandola subito con il guadagno netto e con l'aliquota effettiva, che ti dicono quanto resta e quale percentuale del guadagno lordo se ne va. Nel caso base l'imposta è 769,60 €, il netto è 2.190,40 € e l'aliquota effettiva è 26,00%.

L'aliquota effettiva è la chiave di lettura più utile, perché quasi mai coincide con il 26% nominale. Scende al 12,50% sui titoli di Stato per effetto del coefficiente, e scende ancora, fino a zero, quando le minusvalenze pregresse abbattono la base imponibile. Un'aliquota effettiva molto bassa non è un errore del calcolo: è il segnale che stai usando perdite accumulate in passato, una risorsa che ha una scadenza.

Risultato mostratoChe cosa significaChe cosa farne prima di decidere
Imposta maggiore di zero, aliquota effettiva 26,00%Plusvalenza piena su strumenti ordinari, nessuna compensazione in corsoConfronta il netto con l'obiettivo della vendita e considera se hai perdite ancora utilizzabili da realizzare
Imposta maggiore di zero, aliquota effettiva 12,50%Plusvalenza su titoli di Stato ed equiparati, ridotta al 48,08%Ricorda che lo stesso guadagno su azioni costerebbe più del doppio
Imposta 0,00 € con minusvalenze residueLe perdite pregresse hanno azzerato la base e una parte resta disponibileAnnota il residuo e l'anno di scadenza: si usa solo entro il quarto periodo successivo
Imposta 0,00 € con minusvalenza dell'annoL'operazione chiude in perditaDichiara la minusvalenza nel quadro RT, altrimenti non potrai compensarla in futuro

Il dato che i risparmiatori sottovalutano di più è proprio l'ultimo. Una minusvalenza esiste fiscalmente solo se la dichiari nel periodo in cui la realizzi, e da quel momento hai quattro periodi d'imposta per usarla: una perdita del 2026 vale fino al 2030 compreso, poi si perde. Leggere il risultato significa quindi decidere due cose insieme, se vendere adesso e che cosa fare del residuo fiscale che l'operazione lascia.

Come tratta il calcolatore delle tasse sulle plusvalenze i titoli di Stato e i BTP?

Il calcolatore delle tasse sulle plusvalenze tratta i titoli di Stato come un caso a sé: plusvalenze e minusvalenze su BOT, BTP, CCT, CTZ, BTP Italia e strumenti equiparati, comprese le obbligazioni degli Stati in white list, si computano nella misura del 48,08% dell'ammontare realizzato (art. 3, comma 5, lettera a, del DL 66/2014), il che porta l'aliquota effettiva a 12,50% invece del 26%.

Su una plusvalenza di 1.500,00 € realizzata su un BTP il conto è questo: base imponibile 1.500,00 € × 0,4808 = 721,20 €, imposta 721,20 € × 26% = 187,51 €, guadagno netto 1.312,49 €, aliquota effettiva 12,50%. Lo stesso identico guadagno su azioni pagherebbe 390,00 €, cioè il 108% in più. È la ragione per cui il tipo di strumento è il primo campo del calcolatore e non un dettaglio avanzato.

AttributoAzioni, ETF, obbligazioni societarieTitoli di Stato ed equiparati
Coefficiente sulla base1,00000,4808
Aliquota nominale26%26%
Aliquota effettiva26,00%12,50%
Imposta su 1.500,00 € di plusvalenza390,00 €187,51 €
Effetto sulle minusvalenzeRiportabili per interoRiportabili al 48,08%

Il coefficiente lavora in entrambe le direzioni, ed è il punto che sfugge più spesso. Una perdita di 2.000,00 € su un titolo di Stato non genera 2.000,00 € di minusvalenza riportabile ma 961,60 €, perché la riduzione al 48,08% si applica anche in perdita. Chi tiene BTP e azioni nello stesso portafoglio deve quindi calcolare i due comparti separatamente, ed è esattamente ciò che il modo «Totale annuo» impone quando chiede di lavorare su un solo tipo di strumento per volta.

Quali sono i limiti del calcolatore delle tasse sulle plusvalenze?

Il limite principale del calcolatore delle tasse sulle plusvalenze è che calcola solo l'imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria di una persona fisica residente in regime dichiarativo, quindi il risultato è una stima accurata quanto lo sono i dati che inserisci e non è un modello completo della tua posizione fiscale.

Restano fuori dal calcolo, e vanno considerate a parte, le voci elencate qui sotto:

  • L'imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax. Dal 1° gennaio 2026 l'aliquota sui trasferimenti di azioni e strumenti partecipativi di emittenti italiani è raddoppiata dallo 0,2% allo 0,4%, ridotta alla metà, cioè allo 0,2%, sulle operazioni concluse su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione (art. 1, commi 29 e 31, della L. 199/2025). Restano esenti le azioni delle società con capitalizzazione media inferiore a 500 milioni di euro, secondo l'elenco che il MEF pubblica ogni anno. Non entra nel calcolo perché la sua base è il saldo netto giornaliero per singolo strumento, un dato che gli input aggregati non contengono.
  • L'imposta di bollo sui prodotti finanziari e l'IVAFE, entrambe pari allo 0,2% annuo, la prima sul controvalore del dossier titoli e la seconda sui prodotti finanziari detenuti all'estero. Sono patrimoniali annuali, non imposte sul guadagno.
  • I redditi di capitale: dividendi, cedole e proventi positivi di ETF e fondi sono tassati a parte al 26% e non passano da questo calcolo.
  • La ricostruzione automatica dei lotti: lo strumento applica il costo che inserisci e non ricostruisce le tranche di acquisto secondo il criterio LIFO, che resta a tuo carico.
  • La verifica dell'anzianità delle minusvalenze riportate, utilizzabili non oltre il quarto periodo d'imposta successivo, e il regime del risparmio gestito, che tassa il risultato maturato e non quello realizzato.
  • I casi speciali: partecipazioni qualificate, cessione di partecipazioni in società semplici, rideterminazione del costo, titoli e valute estere da convertire ai cambi del giorno di ogni operazione, e qualunque situazione di esercizio di impresa, arte o professione.

C'è infine un limite temporale da conoscere. Le regole modellate qui sono quelle dell'anno d'imposta 2026: dal 1° gennaio 2027 entra in applicazione il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026), che rinumera gli articoli citati in questa pagina. Lo strumento è informativo e non sostituisce una consulenza: prima di dichiarare o versare, verifica il tuo caso con un dottore commercialista o un CAF.

Quali sono gli errori più comuni nel calcolo delle tasse sulle plusvalenze su azioni ed ETF?

L'errore più comune nel calcolo delle tasse sulle plusvalenze è credere che le minusvalenze possano abbattere qualsiasi reddito finanziario, mentre la legge italiana separa nettamente due categorie: le minusvalenze compensano solo altre plusvalenze, cioè redditi diversi, e non toccano i redditi di capitale. Gli errori che più spesso falsano il risultato sono elencati di seguito:

  • Compensare le perdite con dividendi, cedole e proventi degli ETF. I dividendi incassati, le cedole obbligazionarie e i proventi positivi di fondi ed ETF sono redditi di capitale ai sensi dell'art. 44 del TUIR: pagano il 26% pieno anche se hai un portafoglio in perdita. È il motivo per cui un investitore in ETF a distribuzione può avere minusvalenze inutilizzate e allo stesso tempo un'imposta da versare.
  • Usare il costo medio o il criterio FIFO. Con due tranche da 100 azioni, una comprata a 10,00 € e una a 18,00 €, e la vendita di 100 azioni a 20,00 €, il costo da inserire è 1.800,00 €, cioè quello degli acquisti più recenti: la plusvalenza è 200,00 € e l'imposta 52,00 €. Con il costo medio, 1.400,00 €, pagheresti 104,00 € in più; con il FIFO, criterio che nella legge italiana non esiste, ne pagheresti 208,00 € in più. Dopo quella vendita in portafoglio resta la tranche più vecchia, con costo 1.000,00 €, e sarà quella a determinare la plusvalenza della cessione successiva.
  • Inserire minusvalenze già scadute. Il calcolatore accetta l'importo che scrivi senza verificarne l'anzianità: una perdita del 2021 non è più utilizzabile nel 2026, e includerla porta a versare meno del dovuto.
  • Mescolare titoli di Stato e strumenti ordinari nel totale annuo. Le due categorie hanno coefficienti diversi e vanno sommate separatamente, altrimenti la base imponibile è sbagliata in partenza.

Ognuno di questi errori nasce prima del calcolo, nel modo in cui prepari i numeri da inserire: il calcolatore applica correttamente la regola, ma non può sapere se il costo che gli hai dato è quello giusto.

Qual è la differenza tra il calcolo delle tasse sulle plusvalenze e il calcolo delle tasse sul trading?

La differenza tra il calcolo delle tasse sulle plusvalenze e il calcolo delle tasse sul trading non sta nell'imposta, che è la stessa imposta sostitutiva del 26%, ma nell'unità di calcolo: qui si calcola il costo fiscale di una singola operazione o di un anno su un solo tipo di strumento, mentre il calcolo delle tasse sul trading parte dal saldo algebrico di tutte le operazioni dell'anno, derivati compresi.

AttributoCalcolo delle tasse sulle plusvalenzeCalcolo delle tasse sul trading
Unità di calcoloSingola operazione, o totale annuo su un solo tipo di strumentoSaldo algebrico dell'intero anno
Strumenti copertiAzioni, ETF, obbligazioni societarie, titoli di Stato al 48,08%Anche CFD, futures, opzioni e forex (art. 68, comma 8, del TUIR)
Domanda a cui risponde«Quanto pago se vendo questo?»«Quanto devo versare per l'anno?»
Aliquota26%, effettivo 12,50% sui titoli di Stato26% su tutto il saldo

La scelta pratica è semplice: se stai valutando una vendita specifica o vuoi sapere quanto ti costerebbe realizzare un guadagno su un BTP o su un pacchetto di azioni, il calcolo giusto è questo; se invece stai chiudendo l'anno e devi sommare decine di operazioni con i loro differenziali positivi e negativi, il calcolatore tasse sul trading lavora sull'aggregato annuo e gestisce i derivati, che qui non sono modellati.

Quali calcolatori sono correlati al calcolatore delle tasse sulle plusvalenze?

I calcolatori correlati al calcolatore delle tasse sulle plusvalenze coprono il resto del percorso di un guadagno finanziario, dal profitto lordo dell'operazione al rendimento dei titoli su cui l'imposta si applica in misura ridotta.

I calcolatori correlati al calcolatore delle tasse sulle plusvalenze sono elencati di seguito:

FAQ

Quante tasse si pagano sulle plusvalenze in Italia?

Si paga il 26% di imposta sostitutiva sulla plusvalenza, cioè sul guadagno al netto del costo di acquisto e delle commissioni. L'aliquota è proporzionale: non ci sono scaglioni, franchigie o sconti legati a quanto a lungo hai tenuto il titolo. Sui titoli di Stato italiani ed equiparati la plusvalenza si computa al 48,08%, quindi l'aliquota effettiva scende al 12,50%.

Come funziona la compensazione delle minusvalenze?

Le minusvalenze si sommano algebricamente alle plusvalenze dello stesso anno e l'eccedenza negativa si porta in deduzione dalle plusvalenze dei quattro periodi d'imposta successivi, a condizione di averla indicata nella dichiarazione dell'anno in cui l'hai realizzata. Una perdita del 2026 vale quindi fino al 2030. Le minusvalenze compensano solo altre plusvalenze, mai dividendi, cedole o proventi di ETF e fondi.

Che cos'è il quadro RT e chi lo deve compilare?

Il quadro RT è la sezione del Modello Redditi Persone Fisiche dedicata alle plusvalenze di natura finanziaria. Lo compila chi è in regime dichiarativo, cioè tipicamente chi opera con un broker estero e non ha un intermediario italiano che trattiene l'imposta al posto suo. Serve anche a dichiarare le minusvalenze: se non le indichi lì, non potrai compensarle negli anni successivi.

Come sono tassati gli ETF?

Dipende da che cosa produce il guadagno. I proventi positivi di ETF e fondi, comprese le distribuzioni, sono redditi di capitale ai sensi dell'art. 44 del TUIR: pagano il 26% e non sono compensabili con le tue minusvalenze. Le perdite realizzate restano invece minusvalenze utilizzabili contro future plusvalenze. È l'asimmetria che genera più confusione: puoi avere perdite inutilizzate e imposta da versare.

Quando si pagano le tasse sulle plusvalenze?

In regime dichiarativo l'imposta sostitutiva si versa con F24 entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di realizzo, quindi i guadagni del 2026 si pagano entro il 30 giugno 2027. Il termine è differibile di 30 giorni con una maggiorazione dello 0,40%. In regime amministrato non c'è nulla da versare: l'intermediario italiano trattiene l'imposta operazione per operazione.

Questo strumento è a scopo informativo e didattico, non è una consulenza fiscale. Calcola l'imposta sostitutiva italiana sui redditi diversi di natura finanziaria per l'anno d'imposta 2026 ed esclude Tobin tax, imposta di bollo, IVAFE, redditi di capitale e regimi opzionali. Ultimo aggiornamento dei dati: 28 luglio 2026. Prima di dichiarare o versare, verifica il tuo caso con un dottore commercialista o un CAF.

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