Benvenuto nel primo corso di Investingoal, dedicato alle basi per imparare a investire.

Viviamo nell’era dell’informazione.

Ora come non mai, nozioni e conoscenze avanzate sono accessibili a tutti, sempre più facilmente. Non c’è voluto molto che anche un universo così complesso e variegato come quello dell’investire beneficiasse di questi vantaggi.

Le conoscenze per poter scoprire questo campo e per cominciare ad investire oggi sono ora alla portata di tutti, come avrai modo di scoprire con i nostri corsi.

 

guida investire oggi per investitori moderni

Imparare a Investire oggi

L’evoluzione e le nuove tecnologie hanno fatto in modo che nascessero nuove forme moderne di investimento, sempre più accessibili e veloci, una tra tutte il Social Trading.

Il fatto però che oggi sia tutto più accessibile e di facile utilizzo non deve far credere che anche ottenere il successo nella pratica dell’investimento sia facile e senza rischi. Nonostante l’evoluzione, per un principiante le possibilità di successo o fallimento sono rimaste più o meno le stesse.

Quello che è cambiato è la possibilità che un principiante ha di accedere molto più facilmente alle risorse necessarie per capire in cosa investire oggi.

I corsi di Investingoal e il blog sono i luoghi dove potrai trovare tutto quello che ti serve in un percorso ben organizzato e sequenziale. Potrai cominciare ad investire oggi anche se per te questi argomenti sono totalmente sconosciuti. Passo dopo passo ti verrà spiegato tutto.

Cominciare ad investire oggi è facile, ma farlo nella maniera corretta richiede le giuste conoscenze (a volte anche tecniche). Potresti fare tutto da solo, e procedere per un lungo cammino fatto di errori e tentativi.

Oppure puoi partire da Investingoal e dal suo primo corso Investire Oggi.

Dove investire oggi

Qui è dove comincia il percorso che nel minor tempo possibile ti porterà a diventare un investitore evoluto.

Passeremo poi a conoscere il mercato più accessibile di tutti, il Forex, dove avrai modo di investire anche con pochi risparmi.

Proseguiremo poi imparando come funziona il Social Trading, l’innovativa forma d’investimento fondata sul Forex, che ti consentirà di investire oggi senza per forza diventare un esperto di questo mercato.

C’è un modo migliore, più moderno e più evoluto per investire oggi, e il percorso che ti porterà a scoprirlo e conoscerlo davvero parte da qui.

Cominciamo subito con il primo capitolo. Cosa vuol dire davvero “investire”?

Che capitale serve per iniziare ad investire

monete capitale per iniziare investire

“Investire un capitale”:

– Atto di collocare un capitale in attività e acquisti che ne determinino l’aumento

– Mettere a frutto capitali

– Impiegare risorse finanziarie in operazioni fruttifere.

Non so per voi, ma per noi il cammino verso la scoperta dell’arte dell’investire ebbe inizio praticamente nello stesso modo. Eravamo ragazzini e tutti e tre guardammo il mitico film “Wall Street” di Oliver Stone del 1987.

Fu indubbiamente in quel momento che il mondo della finanza, dei mercati e della borsa cominciò ad esercitare il suo fascino nei nostri confronti. Fu anche in quel momento però che una falsa credenza prese piede nel nostro modo di pensare riguardo alle possibilità di investimento.

Come puoi vedere dalle definizioni prese da vari vocabolari, per investire si parla di utilizzo di capitali, e questo termine ha sempre avuto un’accezione di grandezza, di importanza. Quanto è un capitale? Quanto vale?

Quanto vale un capitale da investire?

È pensiero comune che il termine “capitale” sia sinonimo di grande somma di denaro.

È un ammontare relativo per ognuno di noi, ma quasi sempre nella nostra testa assume la forma di un valore che sarà molto difficile da ottenere ed usare per un eventuale investimento.

“Non avrò mai il capitale per un investimento”, “Solo i ricchi hanno i capitali necessari”.

Ebbene, il primo passo da fare è proprio quello di liberarsi di questa convinzione sbagliata.

È un passo fondamentale, forse il più importante. Il termine “capitale” deve perdere ogni accezione di grandezza o importanza. Deve diventare, molto più semplicemente, “l’ammontare di denaro a disposizione che, se perso del tutto, non mi causerebbe nessun problema”.

Questo è il capitale per investire!

Con questo non vogliamo dire che i soldi da investire non sono da considerare importanti. Al contrario! Dovrai trattare i soldi che investirai con il massimo rispetto, dandogli la massima importanza. Devi solo smetterla di pensare che per investire sono necessari dei grandi capitali che tu credi di non poter mai avere. La realtà è che tutti possiedono un capitale. Tutti, nessuno escluso.

Per alcuni si tratterà di centinaia di migliaia di euro, per altri di decine di migliaia, per altri ancora di sole poche centinaia di euro. Non importa.

Qualsiasi sia la cifra, quello è un capitale che si può usare per un investimento.Con questo primo corso, e con quelli a venire sul Forex, e in particolare sul Social Trading, scoprirai come sia davvero possibile investire in pochi passi, e soprattutto come tutto questo oggi, grazie al supporto informatico, sia davvero alla portata di tutti.

Non ti resta che proseguire questo percorso e far tue le informazioni che troverai su Investingoal. Regalati questa opportunità. Finito questo e gli altri semplici corsi avrai gli strumenti per cominciare ad investire e mettere a frutto il tuo capitale, qualunque esso sia.

Investire soldi: le 2 vie principali che puoi utilizzare

sacchi denaro modi investire soldi

Le spiegazioni di cosa voglia dire investire soldi possono essere molte, più o meno tecniche, più o meno particolareggiate. Ma la definizione che a noi piace di più è una sola.

Investire vuol dire far lavorare i soldi per te, al posto tuo.

Al di là della filosofia o dei luoghi comuni, tutti sappiamo che i soldi sono una componente essenziale della vita di ogni uomo o donnna. I soldi ci servono e sono alla base di una miriade di attività fondamentali che pertengono alla nostra vita.

La prima grande distinzione da fare è quella tra “avere i soldi”, e “usare i soldi”. Mettere i nostri risparmi, come si dice, sotto il materasso, ci farà diventare possessori di denaro. Ma essere posseduti non è lo scopo per il quale i soldi esistono. I soldi esistono per essere utilizzati.

Puoi utilizzarli per fare le tue spese, per comprare beni di consumo, lo smart phone, l’automobile, e in generale tutto quello che ti passa per la testa. Anche avere una piccola scorta intoccabile per i tempi bui non è una cattiva idea. Oppure, puoi usare i soldi per fare altri soldi, e questo è proprio quello che si intende per “investire“.

Uno dei principali benefici di investire i soldi è che loro lavorano da soli, non hanno bisogno del tuo sudore e di una tua continua iniziativa. Certo, questo non vuol dire che potrai dimenticartene e non pensarci più, o non controllarli mai.

Dovrai dire ai tuoi soldi dove dovranno stare e come si dovranno comportare, e per farlo dovrai essere a conoscenza di certi fattori teorici e tecnici, ed, in generale, più cose saprai meglio sarà per te. Poi, loro faranno il resto.

I due modi per investire i tuoi soldi

Possiamo distinguere essenzialmente 2 macro categorie di investimenti.

La prima: comprare un bene e attendere che questo cresca di valore nel tempo, per poterlo rivendere ad un valore superiore e incassarne il profitto.

Questo è un metodo che forse tutti conoscono. Il bene famoso più acquistato in questa ottica sono gli immobili. Tutti abbiamo sentito o magari detto “Ho chiesto un mutuo per la casa, è un investimento per il futuro”. Una persona acquista il proprio immobile con la speranza di rivenderlo in futuro quando i prezzi, si presuppone, saranno saliti.

Un altro esempio di questo tipo di investimento è l’acquisto di opere d’arte. In questo caso, più che sperare in una crescita del valore per il fattore tempo, si spera in una crescita della quotazione e della fama di quel determinato artista o tipo di opera.

Infine, uno degli esempi più importanti di questo tipo di investimento è di sicuro l’acquisto di azioni. Acquistando un azione, l’investitore diventa proprietario di un pezzo di quella stessa società, e spera che il valore di questa salga, in modo da poter poi vendere il pezzo di sua proprietà ad un nuovo acquirente o azionista, e incassarne il profitto.

Quest’ultimo è il ramo che a noi interessa di più, ed è sicuramente quello che si è sviluppato e diversificato più di tutti in questi ultimi decenni.

Addirittura ora possiamo acquistare uno strumento finanziario e guadagnare se il valore di questo scende. Sembra follia, ma in realtà non lo è. Tratteremo questi concetti nel prossimo corso dedicato al mercato del Forex.

La seconda: prestare denaro per un certo periodo di tempo per poi riprenderceli con l’aggiunta di un interesse.

Pensiamo ai famosi bot italiani, o bond inglesi, o bund tedeschi di cui tanto abbiamo sentito parlare. Acquistando un bot italiano io presto allo stato i miei soldi per il valore del bot in quel dato momento, e lo stato si impegna a restituirmeli in un data specifica, con l’aggiunta di un determinato interesse prestabilito, senza possibilità di sottrarsi a questo pagamento, pena la dichiarazione di fallimento.

Un altro esempio di questa categoria è l’acquisto di obbligazioni. Con l’acquisto di obbligazioni, si presta del denaro alla società che le hanno emesse. La società ci compenserà dopo un certo periodo pagandoci un interesse sotto forma di cedole.

Ecco, ora conosci le due grandi modalità con cui puoi impiegare i tuoi soldi e fare in modo che sia il tuo denaro a procurartene altro. Di possibilità ce ne sono moltissime, tutte differenti e ognuna con i propri pregi e difetti.

Con i corsi di Investingoal avrai la possibilità di conoscere i fondamenti dell’arte dell’investimento, per poi specializzarti nella forma più innovativa, chiamata Social Trading.

Starà a te scegliere.

Un’importante differenza

L’importante, dopo aver capito cos’è un investimento e come si investono i propri soldi, è sicuramente capire ed avere ben chiaro cosa un investimento NON È.

Investire NON È giocare d’azzardo. Non scelgo una società come sceglierei un numero alla roulette del casinò. Moltissima gente fa ancora questa associazione, tant’è vero che ancora si dice “giocare in borsa” piuttosto che “investire in borsa”.

È vero che investire vuol dire scommettere, ma non è una scommessa basata solo sulla fortuna. Puoi scommettere anche in borsa tirando una monetina, ma farlo in modo professionale è un’altra cosa.

L’arte dell’investimento si basa sulle ragionevoli aspettative, che derivano dalla statistica, che derivano a loro volta da studi professionali fatti su quel settore. Un investimento si fonda su queste componenti: studio, esperienza e fatti certi.

Ovviamente, il rischio esiste lo stesso, e fa parte del gioco. Non esiste e non esisterà mai la certezza assoluta di guadagnare per ogni singola operazione d’investimento che farai sul mercato. Esistono le statistiche ed esistono i sistemi che funzionano grazie ad esse e che riescono a produrre un guadagno nel miglior modo possibile.

Come investitore dovrai imparare a conoscere e a favorire quei sistemi d’investimento che statisticamente, sul lungo periodo, sono vincenti.

Ma soprattutto, dovrai fare sempre i conti con il rischio.

Dovrai imparare prima di tutto ad accettarlo, perché lui esiste e sarà un tuo compagno di viaggio onnipresente.

In secondo luogo, dovrai imparare a conoscerlo, perché quando avrai capito come gestirlo, quello sarà proprio il momento in cui passerai da “scommettitore” ad “investitore”.

Gli strumenti per un investimento finanziario (+ quello facile)

strumenti investimento finanziario lista

Ti starai probabilmente chiedendo quali sono i principali metodi di investimento per una persona comune, con un budget modesto (o anche molto limitato), e se esiste qualcosa di semplice con cui cominciare, magari in pochissimo tempo.

Il mondo della finanza è in continua evoluzione, e ai metodi classici e per così dire storici, si sono aggiunti nuovi metodi innovativi.

È importante conoscerli tutti perché una delle prime regole di un buon investimento è quello di diversificare il rischio investendo su diversi tipi di asset, quello che in gergo tecnico si dice diversificare il portafoglio d’investimento.

In questa lezione del corso ti illustreremo in parole molto semplici i principali metodi in investimento finanziario di oggi e le loro caratteristiche principali, incluso quello con cui potresti cominciare anche con pochissimo capitale e in brevissimo tempo.

Strumenti d’investimento classici

– AZIONI

Da Wikipedia, “L’azione è un titolo rappresentativo di una quota della proprietà di una società”.

Possedere una o più azioni di una società per azioni significa letteralmente essere socio di quella società, quindi avere anche diritto di voto, ma soprattutto avere il diritto di guadagnare dagli utili prodotti da quella società, solitamente in misura proporzionale al numero di azioni possedute.

Per cui, se possiedi l’1% in azioni di una società, quando e se questa deciderà di distribuire i cosiddetti dividendi, tu ne incasserai l’1%.

Tuttavia, le particolarità possono essere moltissime, e non tutte le società attuano il pagamento dei dividendi ai propri azionisti. In quel caso, l’azionista potrà far fruttare il proprio investimento guadagnando dalla crescita di valore delle sue azioni e dalla successiva vendita ad un altro investitore.

Le azioni di una società sottostanno alle fondamentali leggi di mercato della domanda e offerta, per cui, in generale, più una società è forte, più le sue azioni saranno richieste e quindi il loro valore tenderà a crescere. Al contrario, più una società è debole, più le azioni saranno poco attraenti, la gente non le vorrà e queste perderanno di valore.

Questo significa che, se un azione non paga dividendi, potrai guadagnarci solo dal fatto che queste aumentino di valore, che in altri termini vuol dire speculare sul differenziale tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto.

Le percentuali di ritorno sull’investimento possono essere molto elevate, ma dall’altra parte vi sono anche molti rischi, uno tra tutti che l’azione non salga proprio di valore, o peggio ancora che lo perda.

– OBBLIGAZIONI

Da Wikipedia “Il termine obbligazione (in lingua inglese bond), indica un titolo di debito emesso da società o enti pubblici che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente alla scadenza, più un interesse su tale somma”.

Avere un obbligazione significa aver prestato dei soldi ad un’altra società, ed aver in mano un titolo che attesta che quella società nei tuoi confronti ha un debito, che dovrà essere risarcito in una data specifica, insieme ad un pagamento di un interesse prestabilito, per onorare il suddetto prestito.

Solitamente, tanto più è rischiosa la società a cui tu hai prestato denaro, tanto più l’interesse sarà alto. Al contrario, se la società viene considerata meno rischiosa, il tuo investimento sarà retribuito da un minor tasso di interesse. Oppure, se la società sa di essere meno allettante delle altre, per attirare clienti metterà in circolazione obbligazioni che pagano un interesse maggiore.

Le obbligazioni più famose sono i titoli di stato, come per esempio i BOT o BTP italiani, i Bund tedeschi o i Bond americani o inglesi etc.

Il fatto che si chiamino obbligazioni, sta proprio ad indicare il fatto che chi riceve i soldi in prestito è obbligato a restituire il capitale più l’interesse, nelle date indicate. Quindi, abbiamo una data fissa e un rendimento fisso.

Da un certo punto di vista possiamo dire che le obbligazioni siano investimenti a rischio zero, anche se non è così. Le società possono comunque fallire e quindi non onorare più i loro debiti, e mai come in questi anni abbiamo toccato con mano il fatto che anche gli stessi stati possano andare in bancarotta (vedi Argentina).

Tralasciando il rischio di fallimento, che comunque nel caso degli stati rimane un rischio molto limitato, la relativa sicurezza di questo strumento ha ovviamente un costo, ed è il fatto che le obbligazioni producono percentuali di rendimento molto modeste, a volte davvero minuscole.

Come detto poco fa, le azioni dall’altra parte possono offrire rendimenti molto superiori, ma c’è ovviamente il rischio che questi rendimenti non arrivino proprio.

– FONDI COMUNI

Da Wikipedia “I fondi comuni d’investimento sono fondi che utilizzano strumenti finanziari detti “quote di fondi d’investimento” e che raccolgono il denaro di risparmiatori i quali affidano la gestione dei propri risparmi a società di gestione del risparmio con personalità giuridica e capitale distinte da quelli del fondo”.

In altre parole, quando investi in un fondo entri a far parte di un gruppo di persone che hanno raccolto insieme il loro denaro, che hanno poi consegnato ad un investitore esperto per farglielo gestire.

Il gestore andrà con quel capitale a comprare azioni e obbligazioni, e costruirà il fondo comune d’investimento. Gli utili verranno poi distribuiti in relazione alla propria quota di partecipazione in quel fondo.

Ci sono migliaia di tipologie di fondi. Fondi che investono su panieri di titoli, fondi che tendono a replicare indici o un insieme di indici, fondi a gestione passiva, o attiva, compresi i ben famosi hedge fund. Le distinzioni che si possono fare sono molte.

Solitamente molti di questi fondi sono agganciati a piani di accantonamento o polizze assicurative, e sono sottoscritti da un’utenza che non è intenzionata ad impiegare il proprio tempo nell’apprendere come investire autonomamente.

I vantaggi in quel senso sono molti, come anche gli svantaggi. Gli svantaggi principali sono che i ritorni sull’investimento sono spesso molto mediocri, penalizzati in molti casi anche dagli alti costi di gestione. Il gestore deve essere comunque pagato, anche se non ottiene utili, e i rischi di una gestione “creativa”, che miri alla generazione di commissioni più che alla generazione di profitti, sono dietro l’angolo.

Per molti aspetti questi strumenti sono utilizzati da chi ha grosse capacità d’investimento e li utilizza per mantenere il capitale al riparo dall’inflazione e guadagnare qualcosa se le cose vanno bene.

In termini semplici, inflazione significa aumento dei prezzi di beni e servizi, con conseguente riduzione del potere di acquisto. Se oggi con il tuo patrimonio puoi comprare un determinato numero di beni e servizi, non è detto che fra qualche anno con gli stessi soldi li potrai comprare ugualmente, perché il prezzo di quei beni e servizi sarà aumentato a causa dell’inflazione. Si dice anche diminuzione del potere di acquisto.

Chi investe con queste tipologie di strumenti di solito cerca in primis di preservare il potere di acquisto del proprio capitale, e se possibile guadagnare anche qualcosa.

Strumenti d’investimento speculativi

Le prime 3 categorie comprendono in un certo senso l’acquisto vero e proprio di un bene, che sia esso un azione, un titolo o una quota, da tenere e conservare in attesa che generi dei rientri grazie all’apprezzamento.

Gli strumenti che vedremo ora invece non prevedono affatto l’acquisto vero e proprio del bene, e non per forza presuppongono che il bene debba apprezzarsi per generare un guadagno. Qui entriamo nel territorio della speculazione e della vendita allo scoperto, dove si può guadagnare anche in seguito al deprezzamento di un particolare bene.

Solitamente ci si riferisce a questi strumenti come “Strumenti derivati“, perché il loro prezzo deriva appunto dal valore di mercato di un altro strumento finanziario, definito sottostante (come, ad esempio, azioni, indici finanziari, valute, tassi d’interesse).

Nonostante certi termini, come anche “speculazione” o “vendita allo scoperto”, si sentano spesso, e con connotazioni non proprio positive, ti invito ad approfondire la tematica, per capire come non sia lo strumento in sé il problema, ma l’utilizzo che solo alcuni individui ne fanno.

– OPZIONI

Da Wikipedia, “l’opzione è un contratto che conferisce al possessore il diritto, ma non l’obbligo (dunque una possibilità, da cui appunto il termine opzione), di acquistare o vendere il titolo sul quale l’opzione stessa è scritta ad un determinato prezzo di esercizio e/o entro una determinata data, in aggiunta ad un costo iniziale, comunque dovuto e non recuperabile, per la stipulazione/sottoscrizione del contratto d’opzione stesso.”

In altre parole, con un contratto d’opzione ho il diritto (ma non l’obbligo) di acquistare o vendere un bene ad un determinato prezzo e/o entro una determinata data, pagando subito un piccolo costo per avere questo diritto.

Nel caso si verifichino condizioni a me favorevoli, confermerò l’acquisto o la vendita come scritto sull’opzione, facendo fruttare il mio investimento; nel caso invece le condizioni fossero a me sfavorevoli, non concluderò l’operazione ed eviterò così la perdita, ma non potrò ovviamente recuperare il costo iniziale già pagato.

All’interno di questa operatività di base ci sono una lunga serie di strategia avanzate, come ad esempio la possibilità di vendere questi contratti invece di acquistarli, ma non è qui il luogo per parlare di questi argomenti.

– FUTURES

Da Wikipedia “Il contratto futures è un contratto a termine, con il quale le parti si obbligano a scambiarsi alla scadenza un certo quantitativo di determinate attività finanziarie, ad un prezzo stabilito”.

In pratica, con i futures si ottiene il diritto di acquistare o vendere un bene ad un prezzo e ad una data stabiliti al momento dell’apertura dell’operazione.

Al momento della risoluzione del contratto future, l’investitore potrà beneficiare e guadagnare dalla differenza tra il prezzo d’acquisto o vendita stabilito con il future, e il prezzo attuale di mercato del bene sottostante al future stesso.

Ovviamente, se questa differenza sarà positiva si realizzerà un guadagno, viceversa una perdita.

Le attività sottostanti ai future possono essere sia reali, come le commodity (grano, oro, metalli, caffè, etc), sia finanziarie. In quest’ultimo caso parleremo di “financial future”, i cui sottostanti possono essere ad esempio una valuta (currency futures) od un indice borsistico.

– FOREX

Il Foreign Exchange Market, detto più comunemente Forex, è il mercato valutario, il mercato più grande al mondo e il più conosciuto ai nostri tempi. Per cui il Forex non è uno strumento d’investimento, ma un mercato, in cui strumenti come opzioni o futures, oltre al semplice acquisto e vendita (mercato spot), possono essere usati.

In questo mercato non si scambiano beni, ma solamente coppie di valute. Una valuta infatti non viene mai comprata o venduta singolarmente, ma viene scambiata in base al suo controvalore con un altra valuta, attraverso un cambio. Gli speculatori investono proprio sul fatto che questo cambio tra le due valute cresca o diminuisca.

Opzioni, Futures, e il mercato del Forex offrono enormi possibilità di guadagno, ma ovviamente, data la legge di compensazione, anche i rischi crescono di pari passo. Oltre a questo, il livello di conoscenza ed esperienza necessario per poter investire con profitto in questi settori è davvero considerevole.

Rispetto all’affidarsi ad altri per comprare azioni od obbligazioni o quote di fondi (cosa che non richiede tempo), imparare ad operare personalmente in questi settori richiede sicuramente anni e studi approfonditi.

Qualunque promessa di essere profittevoli con pochi sforzi dovrebbe farti quantomeno drizzare le antenne, poiché le statistiche mostrano come circa il 90% di chi prova questi strumenti, senza i dovuti studi e con leggerezza, fallisce.

– SOCIAL TRADING

Il Social Trading è l’ultimo arrivato nel panorama degli strumenti finanziari d’investimento, ed è un’evoluzione di quello che veniva chiamato forex autotrading.

La sua caratteristica fondamentale è il fatto di porsi a metà strada tra le due categorie principali viste fino ad ora:

  • da una parte l’acquisto di azioni, obbligazioni o quote di fondi e l’attesa passiva di ricavi
  • dall’altra la speculazione fai da te, a più alto indice di rischio, sul mercato Forex, o con futures e opzioni.

Nel Social Trading l’investitore è il gestore diretto dei propri soldi, non li affida a nessun gestore esterno, ma allo stesso tempo non è lui a dover comprare o vendere personalmente. Attraverso delle piattaforme specializzate, l’investitore può visionare un portafoglio di operatori di mercato chiamati trader (o Signal Provider), osservare e confrontare lo stile e le performance di questi trader, e, se interessato, può decidere di collegare al suo conto l’operatività di uno o più di questi trader.

Una volta collegati, ogni operazione che verrà fatta dal trader, sul suo conto personale, verrà replicata in automatico sul conto dell’investitore attraverso la piattaforma di Social Trading. Per cui, non sarà l’investitore a decidere che tipo di operazioni compiere, ma lo farà il trader da lui scelto nella fase iniziale.

Una volta scelti i suoi trader preferiti, l’investitore potrà lasciar lavorare i suoi soldi ed effettuare periodicamente delle operazioni di controllo sul proprio portafoglio.

I guadagni rispetto al capitale utilizzato possono essere sicuramente superiori a quelli delle obbligazioni e anche delle azioni, e anche i tempi possono accorciarsi. D’altro canto, i rischi esistono sempre, ma con le dovute conoscenze sono sicuramente molto inferiori rispetto a quelli del Forex fai da te, dato che l’investitore si affida a dei trader che hanno già dato prova di poter essere profittevoli.

Vedremo nel dettaglio le potenzialità di questo nuova forma d’investimento nel corso ad esso dedicato.

Ma non correre per ora, termina prima questo corso, perché qui troverai i concetti più importanti per il successo di ogni investimento, compreso ovviamente con il Social Trading.

Quali tempistiche avere quando si investe

Orologio fattore tempo investimento

Quando pensiamo ai diversi strumenti d’investimento e alla pratica dell’investire in generale, uno dei fattori che spesso scoraggia maggiormente le persone è senza dubbio il tempo. Oggi giorno siamo talmente abituati al concetto di “tutto e subito” che abbiamo perduto il prezioso valore del tempo.

Quante volte abbiamo provato ad imparare qualcosa di nuovo, qualche nuova tecnica che potesse soddisfare un nostro desiderio o necessità, ma poi, dato che i risultati non arrivavano, abbiamo desistito subito dicendo “non funziona”.

La maggior parte delle volte, quello che abbiamo inconsciamente pensato è stato “Non ho voglia di studiare e fare pratica, ci vuole troppo tempo”, e siamo tornati a cercare una nuova tecnica che promettesse una soluzione immediata. Ma ancora abbiamo pensato che ce ne sarebbe voluto troppo, ed abbiamo continuato a cercare la soluzione da “tutto e subito”, senza sforzo.

Ovviamente, quasi mai abbiamo trovato quello che speravamo, e infatti molti dei nostri desideri e delle nostre aspirazioni sono rimasti incompiuti.

Pensiamo solo a quando abbiamo provato a studiare una lingua straniera con uno di quei corsi che promettevano di farcela imparare in 24 ore, senza sforzo, solo con l’ascolto delle cassette. Quando poi abbiamo scoperto che impararla veramente richiedeva uno studio serio, e soprattutto molta pratica, abbiamo abbandonato subito i nostri propositi.

Questo è quello che fa la maggior parte della gente.

Il tempo per gli investimenti

Alcuni invece si comportano diversamente.

Alcuni si soffermano sulla prima tecnica, o ancora meglio, impiegano del tempo all’inizio per trovare una tecnica che sembri meritevole, professionale, adatta al loro modo di essere. A quel punto rimangono concentrati solo su quella, e si danno il giusto periodo per imparare, sapendo che ogni giorno, spendendo anche soli pochi minuti, diventeranno sempre più padroni di questa nuova disciplina.

Queste persone danno del tempo a loro stesse, e lo danno anche alla tecnica per fare in modo che esprima i risultati sperati.

Quando si investe è esattamente la stessa identica cosa. Supponiamo che tu investa in una strategia di compravendita di valute, una strategia che statisticamente ottiene profitto il 65% delle volte. Devi entrare nell’ottica che, una volta cominciato, devi dare modo ai tuoi soldi di lavorare con quella strategia.

Supponiamo ancora che per una sfortunata congiuntura, la strategia attraversi un periodo in cui arrivano tutte insieme quel 35% di perdite, come era statisticamente preannunciato. Molti a quel punto compiono l’errore di non dare tempo alla strategia di compiere il suo ciclo.

Escono, ritirano i propri soldi, ed ecco che cominciano ad arrivare quel 65% di vincite statistiche, ecco che la ragionevole aspettativa si materializza in un vero ricavo. Peccato solamente per chi era uscito prima che si realizzasse.

Quando manca anche la voglia

Il fattore tempistica è anche la ragione per cui in molti preferiscono affidare i propri soldi ad altri investitori, in modo che siano quest’ultimi a fare le scelte al posto loro. Non avevano il tempo, e forse neanche la voglia, di imparare come si faceva.

Come la storia recente ci insegna, queste persone hanno affidato il controllo del loro denaro ad altre persone, hanno avuto fiducia, e purtroppo questa fiducia non gli è stata ripagata. Spesso chi affida i propri soldi ad altri non sa neanche, o non capisce, dove questi soldi vadano a finire, o cosa venga effettivamente comprato. Ecco quando arrivano le brutte sorprese.

Come dice anche Warren Buffet

“I rischi arrivano quando non sai cosa stai facendo”.

Tralasciando il variegato mondo delle truffe e delle società che le attuano (la più famosa recentemente quella di Madoff), una volta che si affida il proprio denaro ad qualcun altro, se ne perde irrimediabilmente il controllo.

Chi lo gestisce molte volte non lo investe dove veramente ci sono delle possibilità, ma piuttosto dove ha invece dei suoi interessi personali o societari.

Secondo te, una società che ha forti partecipazioni in aziende di costruzioni, non userà i tuoi soldi per investire nell’edilizia? Se lo avesse fatto decenni fa sarebbe stato un affare, ma se avesse continuato a farlo mentre la bolla immobiliare scoppiava, il discorso sarebbe stato differente, e non si tratterrebbe più di ragionevoli aspettative, ma di interessi personali.

L’importanza del giusto tempo

Ecco perché darsi il tempo di imparare ad investire, e dare modo ai tuoi soldi di maturare, è di sicuro uno dei fattori più determinanti per il successo in questa disciplina.

Legato a questo fattore ci sono anche le aspettative su quanto e quanto in fretta desideri guadagnare. Anche qui il discorso è semplice. ovvero, per fare in modo che i tuoi soldi lavorino in maniera intelligente e più sicura possibile, ci vogliono le giuste tempistiche e la giusta impostazione.

Come hai visto, la giusta tempistica serve per dare modo all’investimento di fare il proprio ciclo e di manifestare quella ragionevole aspettativa. La giusta impostazione serve per consentire al tuo fondo di sopravvivere in qualsiasi situazione, di resistere anche nei momenti negativi, e di avere sempre la forza necessaria per ripartire.

Per spiegarmi meglio, se possiedi un conto d’investimento di 10.000 dollari, e investi tutto in una strategia che rischia il 50% per tentare di raddoppiare il capitale nel giro di tre mesi, allora stai mettendo i tuoi soldi in una posizione altamente rischiosa. Se il tuo intento è quello di raddoppiare o triplicare il tuo capitale nel giro di pochi mesi, ti assicuro che nel giro neanche di pochi mesi, ma di poche settimane, il tuo conto non sarà raddoppiato, ma dimezzato, se non bruciato del tutto.

Per capire se una percentuale di guadagno sul breve periodo è troppo esagerata, prova a convertire il guadagno in una perdita, e chiediti se potresti accettarlo. Per esempio, se con un impostazione di conto sei convinto di ottenere il 50% in più di capitale nel giro di un mese, prova a chiederti come sarebbe invece se fra un mese perdessi metà del tuo conto, perché quasi sicuramente succederà proprio questo.

Ora, giustamente ti starai chiedendo: “Quanto dura questo “giusto tempo” di cui tanto parli?” , “Quali sono le tempistiche?”.

Warren Buffet ha una sua personale teoria a riguardo, forse un po’ estrema.

“L’unità temporale che preferisco è “per sempre”.

Ora, per non partire con delle unità temporali così estreme, che potrebbero causare qualche problema a chi non ha tutta l’esperienza di chi è stato l’uomo più ricco del mondo (e rimane nelle prime posizioni da anni grazie all’arte dell’investire), per quanto riguarda il nostro punto di vista che ti andremo a mostrare per il Social Trading, l’unità temporale che noi preferiamo è sicuramente l'”anno“, per due motivi principali.

1) Prima di scegliere un sistema di investimento devi poterne vedere le performance di almeno un anno. Non intendo dire che devi stare per un anno ad osservarlo, intendo che devi poter consultare i dati di tutto quello che ha fatto per almeno un anno, magari con l’ausilio di particolari strumenti che te ne semplificano la lettura. Se poi hai a disposizione 2 o 3 anni o anche più, ancora meglio.

2) Una volta che hai ragionato su come vuoi investire, quanto vuoi investire, su chi vuoi investire, e hai fatto tutti i calcoli, considerando le ragionevoli aspettative, ma soprattutto il rischio che intendi correre, a quel punto devi lasciare che questa strategia lavori con i tuoi soldi per almeno un anno.

Ovviamente, ci possono essere delle eccezioni, ma questi sono degli ottimi punti di partenza. Se dopo solo un mese, per degli eventi imprevisti, tutto dovesse andare contro le tue aspettative, non c’è bisogno ovviamente di aspettare un anno per poter intervenire.

Nella normalità, se le condizioni che ti hanno portato a fare un certo tipo di scelte rimangono valide, allora devi dare modo al tuo investimento di lavorare, e un anno di solito è il periodo giusto per poter poi tirare le tue conclusioni.

C’è poi il tempo da dare a te stesso per poter imparare questa nuova disciplina. Su questo fattore tu in questo momento sei avvantaggiato, perché abbiamo creato un percorso completo per mostrarti come investire con le nuove opportunità del Social Trading.

Non saltare però subito avanti, ricorda questa lezione. Datti il tempo di leggere tutti i corsi, almeno una volta, ancora meglio se li leggessi due volte. Metabolizza bene tutti i concetti.

Poi comincia.

Se fai un passo preciso alla volta arriverai dritto a centrare i tuoi obiettivi. Chi invece corre scomposto e salta i passaggi è più facile che manchi l’obiettivo.

Una persona, nonostante avesse capito l’importanza del fattore tempo, al termine di una riflessione mi disse “Ci vuole comunque troppo. Lo sai che mi ci vorrebbero almeno 2 anni per investire e raggiungere il risultato che voglio?”.

Io ho risposto con un’altra domanda:

“Per caso questo tuo obiettivo sarà più vicino fra 2 anni se neanche cominci?!”.

Come impostare un obiettivo d’investimento valido

Frecce obiettivo investimento

Sapersi porre un obiettivo è qualcosa di molto potente per la psicologia di un individuo.

Tuttavia, farlo nel modo giusto non è così scontato, e presuppone una buona capacità di analisi, ma non, come potresti pensare, di fattori e condizioni esterni. Continua nella lettura per capire cosa intendiamo.

“Se conosci il nemico e conosci te stesso, nemmeno in cento battaglie ti troverai in pericolo. Se non conosci il nemico ma conosci te stesso, le tue possibilità di vittoria sono pari a quelle di sconfitta. Se non conosci né il nemico né te stesso, ogni battaglia significherà per te sconfitta certa.”

(Sun Tzu – L’arte della guerra).

Così parlava questo famosissimo filosofo e generale cinese vissuto 2500 anni fa. A prima vista può sembrare la solita frase fatta, ma in realtà il concetto che vuole esprimere si sposa benissimo con i fondamenti psicologici che stanno alla base dell’arte dell’investire.

Cominciamo facendo una precisazione: quando si investe non ci sono nemici, non ci sono i buoni ed i cattivi. Quando si investe esistono l’obiettivo che si vuole raggiungere, ed i relativi rischi. Per cui, possiamo cominciare modificando la frase di Sun Tzu in “Se conosci i tuoi obiettivi e conosci te stesso, nemmeno in cento investimenti ti troverai in pericolo”.

Primo obiettivo d’investimento: essere padroni dei propri soldi

Essere padroni dei propri soldi (che tradotto vuol dire anche investirli personalmente), avere un obiettivo, e soprattutto avere i fondamenti teorici per poterlo raggiungere, ci pone nella vantaggiosa condizione di sapere quali sono i rischi in cui possiamo imbatterci.

Conoscere i rischi connessi al raggiungimento di un preciso obiettivo è davvero il punto di partenza per un buon investimento. Non avrebbe senso cominciare una qualsiasi attività senza prima avere appurato quali possano essere i rischi. Proseguire senza conoscerli può facilmente tramutarsi in incoscienza.

Secondo obiettivo d’investimento: conoscere se stessi

Una volta che hai chiaro il tuo obiettivo, e conosci quindi tutti i rischi correlati ad esso, a quel punto devi fare un altro tipo di analisi, ma rivolta verso te stesso.

Devi essere sincero, riconoscere i tuoi limiti, prevedere le tue eventuali reazioni e i tuoi livelli di sopportazione.

Per fare un esempio pratico, supponiamo tu abbia a disposizione 2 strategie d’investimento. Entrambe mirano a realizzare il 50% d’incremento del tuo capitale iniziale. La prima statisticamente riesce in un solo anno, rischiando il 50% del tuo fondo, l’altra invece impiega statisticamente 2 anni, rischiando però solo il 20%. Quale delle 2 strategie d’investimento sceglieresti?

Molti rispondono a colpo sicuro che sceglierebbero la prima. “Perché scegliere la seconda se l’obiettivo è lo stesso, ma la prima ci mette metà del tempo per arrivare al 50%?”. E per molti questa in effetti sarebbe la scelta migliore. Ma proviamo ad immaginarci un possibile scenario considerando la prima strategia.

Cominciamo il nostro investimento, e per puro caso la strategia purtroppo entra in un periodo negativo, e nel giro di 3 mesi arrivano quel 50% di perdite preavvisato statisticamente. Anche se non è facile, prova ad immaginare come ti sentiresti se dopo 3 mesi non avessi ancora accumulato un solo dollaro di guadagno, ma anzi vedessi il tuo conto totalmente dimezzato. Posso assicurarti che per pochissimi questo non sarebbe affatto un problema.

Le perdite non piacciono a nessuno, e perdere metà del proprio capitale può essere davvero un brutto colpo. In ogni modo, nelle perdite si vedono anche lo spirito, il coraggio e i nervi saldi dell’investitore.

Infatti, l’investitore esperto, che ha usato la strategia 1, passati quei tre mesi e ritrovatosi senza metà del conto, analizzerebbe ancora tutte le condizioni che l’hanno portato a scegliere quella strategia. Le passerebbe tutte in rassegna analiticamente e ragionerebbe a mente lucida. Concluderebbe che le giuste condizioni sono ancora in essere, per cui deciderebbe di proseguire con la strategia, e verrebbe poi premiato.

Passato il momento negativo, la strategia comincia a macinare ottime operazioni e nei nove mesi successivi il conto recupera tutte le perdite e raggiunge il suo target anche prima dell’anno.

Ora, questo è uno scenario costruito con fantasia, e con un bel lieto fine, ma puoi immaginare come molti non sarebbero per niente a proprio agio con un rischio del genere, nonostante la prospettiva del tempo risparmiato possa essere interessante. Molti, conoscendo se stessi e le loro possibili reazioni, preferirebbero scegliere una via più sicura, che arrivi allo stesso risultato, nel doppio del tempo, ma anche con meno della metà dei rischi.

Conoscere te stesso vuol dire anche essere consapevole della condizione o situazione in cui ti trovi. Un pensionato può avere un orizzonte temporale diverso da un giovane lavoratore appena maggiorenne. Ma non tutto è scontato.

Un pensionato potrebbe voler investire su un piano molto contenuto ma solido per mettere al riparo la sua pensione dall’inflazione. Oppure potrebbe volere un piano più ambizioso per una parte di suoi risparmi, per cercare di lasciare qualcosa di più ai suoi nipoti.

Un giovane allo stesso modo potrebbe volere una strategia per un capitale che prevede di accumulare per almeno 20 anni, per il quale vuole rischiare ma non troppo, per evitare brutte sorprese. Oppure, potrebbe volere puntare a raddoppiare il capitale nel giro di 2 anni per comprarsi la macchina dei suoi sogni, per cui è disposto a rischiare qualcosa di più.

Questi sono tutti esempi per farti capire come gli obiettivi possano variare in base alle condizioni e agli intenti personali di ognuno di noi.

Obiettivo = Guadagno, ma soprattutto Obiettivo = Rischio

A questo proposito, Peter Lynch dice che

“L’organo principale per investire è lo stomaco, non il cervello”.

Con questo non vuole intendere che non devi ragionare razionalmente sulle decisioni e che ti devi basare solo sull’istinto.

Intende molto più saggiamente che, una volta valutata la situazione e fatti i dovuti ragionamenti, se dentro di te, a livello anche emotivo e fisico (nella pancia), senti che qualcosa non va in quel investimento, ad esempio che non saresti in grado di sopportarne i rischi, allora sicuramente devi quanto meno fermarti e riconsiderare, se non abbandonare del tutto quel progetto.

Quindi, conosci te stesso abbastanza a fondo da capire quali sono i tuoi obiettivi e i rischi che saresti in grado di sopportare?

Come lavorare ed investire allo stesso tempo

come lavorare investire allo stesso tempo

Nell’introduzione abbiamo detto come investire significa molto semplicemente far lavorare i soldi per te, al posto tuo. Ma osservando la questione da ancora più in alto possiamo chiederci: “Quanti sono i metodi per fare soldi?”

La risposta anche qui è molto semplice. I metodi sono solamente due.

“Persone a lavoro” oppure “Soldi a lavoro”. Come puoi notare, del secondo ce ne stiamo già occupando.

Ma per dare un quadro completo dobbiamo spendere qualche parola anche per il primo metodo, e forse queste poche righe sono le più importanti per consentire un vero cambiamento nella vita finanziaria di ogni persona.

Lavorare per investire

“Persone a lavoro” significa essenzialmente che il lavoro delle persone crea valore che viene tramutato poi in soldi, sia nel caso di un datore di lavoro che fa lavorare altre persone, sia nel caso del lavoratore che viene pagato per il lavoro svolto.

Se anche tu sei come la maggior parte delle persone, come lo siamo stati quasi tutti, sei un dipendente di un datore di lavoro, che sia lo stato o un privato, che ogni mese ti paga le ore di lavoro che tu hai svolto per lui.

A quel punto cosa fai?

Prendi quel denaro, vai dalla banca e paghi la rata del mutuo, vai dalla concessionaria e paghi la rata della macchina, paghi le spese della casa, paghi i debiti, paghi le medicine, e forse paghi anche i figli con la paghetta. Alla fine del mese non è praticamente rimasto più niente, ma arriva un nuovo stipendio e il circolo ricomincia.

Ma qual è il senso di tutto questo mio discorso banale?

La ragione di queste mie parole è che voglio passarti il concetto di

“pagare te stesso”.

Avrai notato che nell’elenco di pagamenti c’erano quasi tutti, mancavi solo tu. Perché si, la cosa più importante che devi cominciare a fare da oggi è di pagare te stesso, e non per ultimo, ma assolutamente per primo.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che la prima cosa da fare ogni volta che ricevi dei soldi guadagnati grazie al tuo lavoro è di prenderne una parte e metterla da parte. Il metodo migliore è aprirti un altro conto e bonificarti la somma. Ma è fondamentale farlo subito, perché la persona più importante nella tua vita finanziaria sei tu stesso, e per questo pagarti per primo è la cosa più sensata da fare.

Farlo alla fine del mese, quando hai già dovuto sostenere tutte le altre spese, diventa più difficile ed estenuante. Inoltre, degli esperimenti hanno dimostrato come per le persone sia più facile accantonare in partenza una cifra e vivere col resto, piuttosto che vivere il mese sapendo di dovere risparmiare quella cifra alla fine.

Perciò, fallo subito. Pagare te stesso per primo ogni volta è il passo più importante per ottenere quelle risorse necessarie per puntare alla libertà finanziaria, quella libertà che può essere raggiunta appunto attraverso la pratica dell’investimento.

Investire per non lavorare

Ritornando al discorso dell’introduzione, a questo punto molti pensano di dover lavorare e pagare se stessi per molti anni prima di poter avere un capitale sufficiente per poter investire, convinti sempre che per investire servano per forza grandi somme. Come abbiamo già detto, questo non è assolutamente vero.

Inoltre, investire una cifra ogni mese, anche piccola, può portare a grandi vantaggi rispetto a chi investe tutto in una volta.

Facciamo un esempio per spiegare meglio. Supponiamo che tu ed un amico decidiate di investire nelle azioni di una grande azienda in cui credete molto. Il tuo amico investe tutto il suo capitale e acquista tutte le azioni che può dato il prezzo delle azioni in quel momento. Tu invece ti fai più furbo, e decidi di acquistare le azioni a pacchetti, ogni mese, con un versamento fisso di capitale.

Cosa succede? Succede che siccome i prezzi delle azioni non salgono e basta, ma a volte scendono anche, in alcuni mesi tu ti sei ritrovato a comprare le azioni ad un prezzo più conveniente di quanto fece il tuo amico, in altri mesi invece no. É stato dimostrato che comprando in questo modo statisticamente ti ritroverai ad avere molte più quote, molte più azioni rispetto al tuo amico che invece le ha comprate tutte e in una sola volta.

Anche nel caso dell’utilizzo di una strategia di trading questo sistema funziona ottimamente. Gli alti e i bassi di una strategia sono comparabili agli alti e bassi del prezzo di un’azione o di uno strumento finanziario. In parole semplici, dare nuovi fondi alla strategia a rate in periodi constanti fa in modo di spalmare e di ottimizzare i rischi su un lungo periodo in modo da ottenere un maggior beneficio.

Ora hai finalmente chiaro il senso di questa lezione. Lavorare e pagare te stesso per primo ogni mese ti consente di fare 3 cose.

Una, essere sempre sicuro di mettere a frutto il tuo lavoro manuale, in modo da non perdere tutti i tuoi guadagni pagando altri.

Due, di poter cominciare a fare soldi nel secondo modo, ovvero facendo lavorare i soldi stessi.

Tre, di ottenere vantaggi nel tempo acquisendo a prezzi migliori le quote del tuo investimento.

Ora, abbiamo i due strumenti principali, lavoro umano e soldi pronti per consentirci di farne altri. Nella prossima lezione vedremo il terzo e ultimo tassello, ovvero il concetto degli interessi composti.

Il potere degli interessi composti e come sfruttarli

investire conoscenza

“Gli interessi composti sono l’ottava meraviglia del mondo”.

Così diceva un certo Albert Einstein, quello che tutti conosciamo come lo scienziato per antonomasia. Non ti spaventare però, non si tratta di concetti o teoremi matematici impossibili da capire per noi normali esseri umani, tutt’altro. Anzi, forse è uno dei pochi casi in cui la matematica scolastica diventa utile e interessante.

Cos’è l’interesse composto – Definizione facile

Partiamo dal dare una definizione di che cos’è l’interesse composto. L’interesse composto è quell’interesse che, invece di venire riscosso, viene aggiunto al capitale iniziale che lo ha generato.

Questo vuol dire che per il periodo successivo, gli interessi verranno maturati su un montante composto dal capitale iniziale più gli interessi maturati nel primo periodo. Proseguendo, nel terzo periodo gli interessi verranno maturati sempre sul capitale iniziale, più sugli interessi maturati nel primo periodo, più sugli interessi maturati nel secondo periodo (che a loro volta sono maturati sugli interessi del primo).

E così avanti per ogni periodo che si aggiunge al calcolo. Forse così, capire come funzionano gli interessi composti può sembrare complicato, e quindi come al solito procediamo con un esempio per chiarire il concetto.

Calcolo Interessi Composti

Supponiamo che sia tu che un tuo amico abbiate un capitale iniziale di 10.000 usd. Entrambi scegliete un piano di investimento che genera un 10% annuo, ma il tuo amico ogni anno decide di ritirare gli interessi maturati.

Passati 5 anni il tuo amico avrà incassato per 5 volte interessi per 1.000 usd, che sommati al capitale iniziale fanno un totale di 15.000 usd. Tu invece decidi di sfruttare il potere degli interessi composti, e quindi ogni anno reinvesti gli interessi maturati l’anno prima.

Passati 5 anni il tuo capitale totale è di 16.105,10 usd. Rispetto al tuo amico hai guadagnato 1.105,10 usd in più.

Passano altri 5 anni. Il tuo amico si trova con 20.000,00 usd totali, mentre tu reinvestendo gli interessi sei arrivato alla cifra di 25.937,42 usd. Ora cominci a capire il potere degli interessi composti.

Passati altri 5 anni, il tuo amico si troverà con 25.000 usd totali, mentre tu, al di là di ogni più rosea aspettativa, senza fare assolutamente niente, avrai in totale 41.772,48 usd.

Possiamo creare questa grande differenza con degli interessi annuali su un periodo di soli 15 anni. Il grafico nell’immagine ti mostra invece cosa succederebbe se potessimo fare la stessa operazione per un periodo di 40 anni.

Niente male vero?!

grafico avanzamento interessi composti

Il segreto degli interessi composti

Per poter funzionare e per sprigionare tutto il loro potenziale, il fattore fondamentale degli interessi composti è il tempo. Senza la giusta pazienza non si riuscirà a raggiungere quel vantaggio matematico fondamentale per consentire agli interessi di maturare significativamente su se stessi.

Ora, abbiamo fatto un esempio prendendo un rendimento a tasso fisso, con pagamento annuale. Proviamo a considerare invece gli interessi composti nell’utilizzo di una strategia di replica, come può essere nel Social Trading.

Con una strategia di Social Trading il tuo conto farà in automatico delle operazioni di un certo peso, un peso che verrà deciso per prima cosa in base alla grandezza del tuo capitale iniziale.

Ora, poniamo che mediamente tu ottenga un rendimento mensile del 5%. Lasciandoli sul conto, ad un certo punto potrai andare ad aumentare il peso delle operazioni che verranno replicate, perché il tuo capitale, aumentato grazie agli interessi, consentirà una “potenza di fuoco” maggiore.

E così via, il concetto di interesse composto si ripete anche nel caso di una strategia di trading.

Ora che hai capito cosa sono gli interessi composti e il potere di reinvestirli, prova ad immaginare di mettere insieme tutto quello che hai imparato fino ad ora.

Ora sai che il tempo lavora a tuo favore, che più lo sfrutti e più il tempo ti paga. Ora sai che la prima cosa da fare è pagare te stesso, e puoi farlo aggiungendo una quota fissa al capitale iniziale ogni mese. Ora sai che, oltre ai tuoi versamenti costanti, ci sono anche gli interessi composti che faranno aumentare velocemente la potenza della tua macchina da investimento.

A chi pensa che si possa investire solo avendo un grande capitale e riuscendo ad ottenere una grande percentuale di interessi, ora puoi spiegare che c’è un altro modo, che non richiede né grandi capitali né grandi percentuali di ritorno, ma solo un po’ di pazienza per lasciare il tempo ai tuoi soldi di moltiplicarsi.

Perché Investire nella conoscenza è il miglior investimento

investire nella conoscenza

Come abbiamo già detto, investire non significa assolutamente scommettere o giocare d’azzardo.

Investire significa basarsi su studi e statistiche per trovare delle ragionevoli aspettative di successo cercando di sfruttarle con una determinata strategia. Questo vuol dire che lo studio non farà mai male ai fini dell’investire.

Come diceva Benjamin Franklin

“Investire in conoscenza paga i migliori interessi”.

Più studi, più approfondisci un argomento e diventi padrone di esso, meglio è. Questa è una regola assoluta. Tuttavia, esiste comunque un rischio per chi decide di studiare ed approfondire, un rischio che devi avere ben chiaro fin dall’inizio, perché colpisce praticamente tutti. Persino i più grandi investitori ne sono stati affetti almeno una volta.

Investire non è predire

Stiamo parlando del rischio di “credere di non poter sbagliare”.

Per dirlo in altri termini, credere di essere sempre nel giusto, e non vedere più le circostanze che ti dicono il contrario. Non importa quanto approfonditi siano i tuoi studi, il mercato ti punirà severamente se non sei disposto ad ammettere di aver sbagliato e di perdere, anche se tutti i tuoi ragionamenti prevedevano che dovessi vincere.

Il mercato si basa sulle persone e sulle loro decisioni, non su leggi matematiche, e come sappiamo le persone tendono a prendere spesso e volentieri decisioni irrazionali. Paura ed avidità sono le 2 emozioni che guidano gli andamenti di qualsiasi mercato.

Queste due condizioni umane sono sì studiabili ed analizzabili, ma non potranno mai, e ripeto mai essere tradotte in perfette leggi matematiche.

Anche una strategia che va a segno il 90% delle volte ti farà andare in rovina se non sei disposto ad accettare quel 10% di volte in cui perde. Questo capita spessissimo con quei trader o investitori che non vogliono chiudere le operazioni in perdita o non vogliono abbandonare gli investimenti sbagliati ammettendo lo sbaglio, perché convinti che prima o poi torneranno in loro favore.

Mai sfidare il mercato

Nell’ambiente di borsa tutti sanno che il mercato non fa prigionieri. Anche la più solida delle strategie farà fallire il tuo conto se, dall’altra parte, ti ostinerai a voler sfidare il mercato.

Sir John Templeton diceva

“Le quattro parole più pericolose quando si investe sono: questa volta è diverso”.

Non sfidare mai il mercato. Il mercato ha sempre ragione.

Studia, imposta una strategia e seguila sia quando vince sia quando perde se le condizioni iniziali sono sempre le stesse.

Se invece sono cambiate, ragiona a mente fredda e valuta se è ancora il caso di proseguire su quella strada, anche se questo vorrebbe dire ammettere l’errore e incassare una perdita. C’è un detto che si usa spesso nel mondo degli affari, degli investimenti e del trading.

“Se non sei disposto ad accettare una piccola perdita, presto o tardi subirai la peggior perdita della tua vita”.

Questo è un dato di fatto.

Cos’è un Portafoglio Investimenti e come funziona

portafoglio investimento grafici tablet

Portafoglio investimenti è sicuramente uno dei termini che sentiamo più spesso quando si tratta di investire. Vediamo di chiarire di cosa si tratta e quali sono le sue caratteristiche.

Il portafoglio di investimento è un insieme di attività finanziarie opportunamente combinate per il raggiungimento di un obiettivo. Detta in maniera semplice, è l’insieme di tutti i prodotti finanziari o delle strategie su cui hai deciso di investire.

Vantaggi del portafoglio diversificato

Il termine portafoglio va di pari passo con un altro termine, ovvero “diversificazione“. Si perché, lo scopo ultimo di avere un portafoglio d’investimento è di unire diversi tipi di strumenti che operano con modalità diverse, in modo da diminuire il rischio complessivo dell’investimento stesso.

Se si posseggono solo strumenti simili tra loro si corre il rischio di essere sbilanciati in entrambi i sensi, sia quando si guadagna, ma soprattutto quando si perde.

Cerca di immaginare quale sarebbe la tua reazione se ad un certo punto vedessi tutti i tuoi investimenti in perdita. Certo, dall’altra parte in certi momenti li vedresti anche tutti in profitto, ma hai già imparato come sia molto più importante soffermarsi sulle proprie reazioni relative ai momenti critici, quelli in cui ci sono difficoltà e occorre tenere i nervi saldi.

Oltre a questo tipo di considerazioni logiche, la creazione di un portafoglio d’investimento ben diversificato è stato oggetto di grandi studi professionali ed accademici, improntati ovviamente in primo luogo alla statistica.

La diversificazione del portafoglio e la statistica

È stato studiato come i rischi correlati ad un portafoglio ben diversificato sono statisticamente minori rispetto ad uno poco o non diversificato affatto.

Nel caso di azioni e obbligazioni si possono fare diverse ipotesi. Considerando le obbligazioni come gli strumenti più sicuri e le azioni come quelli più rischiosi, si possono profilare diverse modalità d’impostazione. L’investitore che vuole un portafoglio conservativo, di basso rischio, allocherà almeno 2 terzi del capitale all’acquisto di obbligazioni, magari una piccola parte in un fondo deposito, e il restante capitale verrà destinato all’investimento azionario.

Viceversa per chi preferisce un’impostazione più aggressiva, con maggiori rischi ma anche prospettive di ricavo maggiori, almeno 2/3 del capitale verranno destinati alle azioni e il restante alle obbligazioni e fondi.

Ovviamente queste sono linee guida molto blande ed indicative. All’interno di questa cornice si possono andare a costruire portafogli molto più specifici in base alle preferenze dell’investitore. Infatti, non solo si può scegliere tra azioni e obbligazioni, ma anche quali tipologie.

Prendendo in considerazione i titoli di stato, ne esistono di diverse categorie in base al loro grado di sicurezza e ritorno, e per identificarli si usano le agenzie di rating (Standard & Poor’s, Moody’s e Fithc) e i cosiddetti “Rate” (ovvero voti, AAA, AA+, etc ).

Per cui, se tu volessi un portafoglio ancora più conservativo, di quei due terzi di obbligazioni potresti allocarne un 65% in titoli di stato o enti sovrannazionali con giudizio di rating AAA o AA+, e la parte restante destinarla a strumenti obbligazionari con giudizi di rating inferiori e tassi cedolari più remunerativi.

Stesso discorso per le azioni. Per un approccio più conservativo si possono scegliere azioni di società solide che generano introiti nel lungo periodo, oppure per essere più aggressivi si possono scegliere società più giovani che si suppone faranno salti da gigante nel breve termine.

Ora capisci che costruire un portafoglio è letteralmente come cucirsi un abito addosso, su misura. Ovviamente, questo si riflette anche nel caso di investimenti in strategie di replica come nel Social Trading.

Investire l’intero capitale su un unico Signal Provider non è la migliore delle soluzioni. Anche qui, imparando a conoscere i parametri coi quali si analizzano le performance di un trader, potrai distinguere i Signal Provider conservativi da quelli invece più aggressivi, e lavorare analogamente nella costruzione di un portafoglio bilanciato secondo la tua personale propensione al rischio.

Per concludere, c’è un solo rischio quando si tratta di costruire un portafoglio d’investimento e di diversificare, ed è di esagerare. Come tutte le cose, serve il giusto equilibrio. Warren Buffet suole dire che

“Diversificazioni troppo estese avvengono quando gli investitori non sanno quello che stanno facendo”.

Guida Investire: riassunto e conclusioni

dollaro terra sommario corso investire

Sei arrivato alla conclusione di questo primo percorso, il fondamentale, il più importante in assoluto.

Avere ben chiare quali sono le basi dell’arte dell’investimento è il primo passo per cominciare il cammino nella giusta direzione. Oltre ad evitare brutte sorprese, beneficerai di un notevole risparmio di tempo nel raggiungimento del tuo obiettivo. Chi parte senza basi, infatti, spreca molto tempo all’inizio facendo i primi tentativi, e probabilmente perdendo molti soldi.

Ovviamente, con intelligenza e molta saggezza, usando solo la propria esperienza, un investitore potrebbe comunque arrivare alle stesse conclusioni e principi, ma impiegherebbe molto più tempo e forse anche molti più soldi prima di arrivare allo stesso traguardo. Se inoltre uno saggio non è affatto, potrebbe pure continuare a ripetere gli stessi errori all’infinito.

L’arte di investire: argomenti salienti

Ripercorriamo i punti principali trattati in questo corso introduttivo all’arte dell’investire:

  • I metodi per fare soldi sono solo 2, persone al lavoro, e soldi al lavoro;
  • Paga te stesso per primo, è il primo passo per mettere a frutto il tuo lavoro;
  • Investire significa far lavorare i soldi al posto tuo, per produrre altri soldi;
  • Gli interessi composti sono la terza arma per l’investimento efficace;
  • Il tempo è tuo alleato, più lo sfrutti più lavora in tuo favore;
  • Conoscere te stesso è il fondamento di ogni strategia vincente;
  • Diversificare saggiamente il portafoglio diminuisce i rischi complessivi;
  • Studia e approfondisci, ma sii sempre pronto ad ammettere di aver sbagliato;

Investire sfruttando esempi concreti

Nelle prossime immagini puoi vedere dei grafici rappresentativi di ogni strumento che abbiamo descritto nella lezione 3.

Ognuno di questi strumenti è considerato secondo 3 fattori calcolati su una scala di 100 casciuno: possibilità di guadagno, rischio intrinseco, tempo, e si presuppone che ogni strumento venga usato nel modo giusto, senza esagerazioni.

  • Per possibilità di guadagno si intende il livello ritorno di che solitamente si possono ottenere da quel tipo di investimento, ponendo che le cose vadano nel verso giusto.
  • Per rischio intrinseco si intende la possibilità che il tuo piano non vada come sperato, e che quindi si materializzi una perdita o un assenza di guadagno.
  • Per tempo si intende l’orizzonte temporale tipico in cui quel determinato strumento produce i suoi effetti.

grafico rischio rendimento

Osserva come il Social Trading sia probabilmente la più interessante tra tutte le opzioni. Chiaramente questi grafici sono una nostra personale interpretazione, ma siamo sicuri che, se approfondirai un po’ questi argomenti, troverai che queste immagini sono molto esplicative.

Inoltre, una visuale del genere può aiutarti nel caso pensassi di combinare diversi tra questi strumenti in un portafoglio diversificato, includendo tra i quali il Social Trading, per come te lo andremo a descrivere nei prossimi corsi.

Noi non vogliamo suggerirti che il migliore sia in assoluto il Social Trading, anzi, ci auguriamo che tu ti incuriosisca ed approfondisca tutti questi strumenti, obbligazioni, azioni, fondi comuni, Forex, e che magari diversifichi il tuo portafoglio includendo alcuni o tutti di questi strumenti insieme al Social Trading.

Di sicuro, ora hai le basi per affrontare questo percorso nel migliore dei modi.