Sei curioso di scoprire cos’è il Social Trading (chiamato anche Copy Trading o Mirror Trading)?

Vuoi scoprire come società tipo eToro, ZuluTrade e Ayondo sono diventate tra i broker più interessanti degli ultimi anni?

In questa guida di 12 capitoli scoprirai tutto quello che c’è da sapere su questa innovativa forma d’investimento e sui broker che ne fanno parte.

La semplicità del Social Trading ha consentito a centinaia di migliaia di persone di cominciare ad investire oggi. Ma fai attenzione. Il fatto che sia semplice, non vuol dire che sia anche così facile avere successo e fare soldi.

È una disciplina accessibile a tutti, ma occorre comunque diventare dei professionisti per poter avere successo senza correre rischi inutili. Questo corso gratuito, unito ai prossimi, ti darà le basi per poter cominciare il più in fretta possibile, il tuo viaggio nel mondo dell’investimento.

Cos’altro stai aspettando?

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Ecco tutto quello che scoprirai in questa guida:

cos'è e come funziona il social trading

Cos’è il social trading e Come funziona

Il Social Trading, tra i vari tipi di investimenti finanziari, è una disciplina di investimento di ultima generazione, nata grazie al web 2.0. Consente all’investitore, anche se inesperto, di copiare in maniera automatica le operazioni finanziarie fatte da uno o più investitori professionali all’interno di un trading network.

Ecco la nostra personale lista dei 10 migliori Social Trading network.

Gli investitori da cui copiare possono essere scelti sia osservando i loro dati storici e le loro performance, sia interagendo con altri utenti investitori all’interno di piattaforme per il Social Trading (tra le migliori possiamo citare il Social Trading eToro, ZuluTrade e Ayondo).

Il Social Trading quindi è una particolare forma di trading che viene fatta dall’investitore non sul mercato ma sul trader che opera in quel mercato (o addirittura su un fondo di trader grazie ai nuovi eToro CopyFund), avendo modo di scegliere quello che più soddisfano le proprie esigenze in termini di propensione al rischio, ritorno sull’investimento e altre caratteristiche operative utili.

Inoltre, lavorando attraverso server, operare in questo modo non richiede assolutamente di avere il computer sempre acceso e con programmi in esecuzione.

Questo strumento nasce e si sviluppa principalmente grazie al mercato Forex e l’utilizzo delle piattaforme metatrader, e ancora oggi il Forex Social Trading rimane il settore più utilizzato, nonostante l’avvento dei CFD stia permettendo l’espansione verso tutta un’altra serie di strumenti derivati (azioni, indici, materie prime, obbligazioni, tassi d’interesse, etc).

Prima di proseguire tuttavia, è importante fare anche chiarezza sui termini, perché ancora oggi si fa un po’ di confusione sulle differenze tra Mirror, Copy o Social Trading.

Questo corso tratta nello specifico il Copy Trading, ma è perfetto anche per il Mirror Trading, avendo quest’ultimo semplicemente un passaggio in meno.

Tuttavia, dato che, come vedremo, entrambi i settori si sono evoluti ed espansi grazie alle nuove tecnologie 2.0 dei Social Network, la tendenza dell’intero comparto è quella di chiamare tutto Social Trading. Ci siamo quindi adeguati.

Social Trading – 10 steps to start Like a Pro from InvestinGoal

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L’aspetto sociale del Social Trading

Nel Social Trading l’utente non è più solo, ma è circondato da migliaia di investitori che, come lui, stanno cercando di fare le giuste scelte, ed evitare di seguire tutti quei trader che professionali non sono, affidandosi solo ai migliori.

Questa interazione tra utenti può sicuramente portare beneficio in certi casi, ma NON deve essere sopravvalutata.

  • Accetteresti un consiglio da chi non è affatto più esperto di te?
  • Se tu sapessi che la strategia di un trader è molto rischiosa, ti fideresti dei voti positivi di quelli che fino a quel momento hanno guadagnato, ma sono ignari dell’imminente pericolo?
  • Correresti con una monovolume allo stesso modo in cui correresti con un’auto sportiva?
  • Allo stesso modo, faresti le stesse scelte di chi ha un capitale dieci volte il tuo, senza curarti delle differenze di peso e volumi?

Se la tua risposta è no, allora sei già sulla buona strada.

L’attributo “Social” di Social Trading può essere una cosa positiva, sicuramente innovativa e per certi versi un vantaggio rispetto ad essere completamente abbandonati a se stessi, ma bisogna prendere tutto con le pinze e avere ben chiara una cosa.

Qui non si parla di commentare le foto di un amico, di condividere i tuoi pensieri col mondo, di discutere di politica, delle tue passioni, o in generale di interagire con un Social Network come faresti tutti i giorni.

Qui si parla di Social Trading network, qui si parla di soldi. E i soldi sono una cosa molto seria.

Quando si parla di soldi le soluzioni sono due. O ti affidi ai consigli e alle scelte fatte da altri sconosciuti, e con il Social Trading è possibile anche questo (ma ti ho appena evidenziato come questo sia molto rischioso), oppure impari tu stesso ad investire, con metodologie e pratiche professionali, e diventi tu stesso creatore della tua fortuna.

Come dicevano gli antichi romani

“Homo faber fortunae suae”.

Una volta fatto questo, poi potrai usare l’aspetto social del Social Trading come contorno e supporto alla tua strategia. Investingoal è qui per questo. Ovviamente il Social Trading, come qualsiasi altra forma di investimento, comporta dei rischi.

Ma ecco la bella notizia.

Il Social Trading funziona? Quali sono i benefici?

Tu hai e avrai sempre il pieno controllo sulle operazioni che faranno i trader da te scelti, e suoi tuoi soldi.

La proprietà del tuo conto trading sarà sempre tua, non consegnerai il tuo denaro mai a nessuno, potrai gestire ogni minino aspetto del tuo investimento ed avere sempre tutto sotto controllo, in ogni momento.

Non è come consegnare i tuoi soldi nelle mani di qualche altro operatore, per poi sentirsi dire ad un certo punto “Scusa, non è andata come pensavamo, i soldi non ci sono più“. Tu puoi controllare tutto, e decidere se continuare, interrompere o modificare qualsiasi cosa in qualsiasi istante.

Questa è un’enorme possibilità, che di contro richiede però che tu ti assuma pienamente la responsabilità. Il premio per questo tuo dovere è che le percentuali di ritorno sul tuo investimento (ROI) possono essere molto più alte rispetto ad un qualsiasi altro metodo tradizionale.

Per essere responsabile ed artefice del tuo successo, e ottenere questi grandi ritorni, occorre che tu sia preparato al meglio e che studi con cura le lezioni di questo corso.

In ogni caso, non ti preoccupare. Fare Social Trading con successo non è complicato quanto fare trading sul Forex come un Retail Trader.

Comincia subito. Questo corso è il posto migliore per iniziare.

La Storia del Social Trading

storia del social trading

Per poter capire a fondo le caratteristiche e le potenzialità del Social Trading, occorre prima di tutto conoscere la sua storia e la sua evoluzione.

Prima del Social Trading c’erano il Mirror Trading e il Copy Trading, ma prima ancora c’erano le semplici mail. Si, possiamo dire che sono state proprio le mail a creare i presupposti per la storia d’evoluzione del Social Trading, fino alla sua attuale conformazione.

In origine alcuni trader comunicavano ai loro seguaci la loro intenzione di aprire o chiudere determinate operazioni a determinati livelli attraverso l’utilizzo di newsletter. Quando si voleva aprire un trade, veniva mandata una mail, e tutti gli iscritti a quel servizio aprivano lo stesso trade autonomamente. Stessa procedura poi per la chiusura. Si comunicava via mail l’ordine alla mailing list e tutti chiudevano.

In seguito cominciarono a comparire le prime trading room. Il concetto era più o meno lo stesso. Il trader comunicava l’esecuzione di un trade, ma al posto di usare la mail, lo scriveva all’interno di una stanza virtuale dove i follower le potevano leggere e replicare.

In seguito, con l’evoluzione delle chat, gli utenti poterono anche commentare o fare domande in diretta. Ovviamente, il tutto implicava una presenza costante davanti al pc e, il più delle volte, il pagamento di un canone per usufruire del servizio.

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Punto di svolta storico: la replica automatica

A quel punto, alcuni broker e imprenditori cominciarono ad intuire le potenzialità che potevano generarsi se si fosse riuscito a creare un sistema di replica, ma questa volta automatica, dove un’entità unica potesse generare il segnale di compravendita, e tutti gli altri connessi ad esso lo potessero replicare in maniera automatica sui propri conti di trading, senza più bisogno di seguire o monitorare costantemente mail o trading room.

Il merito di aver dato vero inizio alla storia del Social Trading va alla società Tradency. Nel 2005 propose il primo sistema di autotrading, chiamato Mirror Trader. Un trader poteva ospitare la propria strategia di trading sui sistemi di Tradency, a patto di fornire un registro abbastanza lungo con le performance di quella strategia. A quel punto, se la strategia veniva accettata, i clienti di Tradency potevano osservare i dati di quella strategia e, se interessati, potevano decidere di copiare a specchio (Mirror) sul loro conto le operazioni che quella strategia generava.

Un’altro importante balzo in avanti nella storia del Social Trading fu fatto da società come ZuluTrade ed eToro. I trader non dovevano più sottoporre le loro strategie perché venissero poi approvate ed utilizzate. Bastava che i trader collegassero il loro conto di trading personale alla piattaforma di Zulutrade, e da quel momento ogni loro operazione veniva registrata e resa disponibile agli utenti investitori per la consultazione.

Come per il Mirror Trading di Tradency, il nuovo sistema consentiva agli utenti di verificare l’operato e la storia del trader sulla piattaforma grazie anche a nuovi sistemi di analisi e, se interessati, di copiare sul proprio conto le operazioni fatte dal quel trader sul suo conto. Da qui il termine Copy Trading.

Ultimo capitolo… ma la storia del Social Trading continua

Fu un passo importante, perché in questo modo nacque la prima vera interazione diretta tra utente che forniva il segnale ed utente che lo replicava. L’ultimo passaggio di questa storia arrivò poco dopo.

Perché non consentire anche agli investitori che stanno facendo Copy Trading di interagire tra loro, di scambiarsi opinioni, di lasciare commenti sull’operato di un trader e di votarlo? Perché non consentire anche l’utilizzo di Social Network connessi a tutta l’attività di Copy Trading?

Ecco nato il Social Trading.

Ma non finisce ovviamente qui.

Il Social Trading è in continua evoluzione. Le società si espandono e se ne aggiungono di nuove, vengono proposti nuovi servizi sempre più innovativi (dai un occhio per esempio ai nuovi eToro CopyPortfolio), la qualità del servizio viene migliorata costantemente, e la concorrenza generale spinge tutto il settore a migliorarsi.

Se è vero che siamo destinati ad essere sempre più connessi gli uni con gli altri, allora anche il Social Trading farà la sua parte, ed investire sarà sempre più alla portata di tutti.

Questa storia è appena iniziata, ed InvestinGoal è qui per raccontarla insieme a te.

Chi sono gli attori principali nel Social Trading

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Per andare a comprendere come realmente funziona il Social Trading, conviene prima di tutto conoscere gli attori che fanno parte di questa grande macchina.

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Il mercato Forex, la casa del Social Trading

Il Forex è in assoluto il più grande mercato al mondo per volumi di scambio giornalieri. Qualsiasi altro mercato al mondo non arriva neanche alla metà della grandezza del Forex.

In questo mercato si scambiano soldi, o per meglio dire le coppie di valute. Una valuta, come ad esempio il dollaro, non è mai comprata o venduta in termini assoluti, ma sempre in relazione ad un altra valuta. Per cui se compro dollari dovrò, ad esempio, vendere gli euro di cui sono in possesso, e per stabilire quanti dollari riceverò utilizzerò il cambio euro-dollaro, o EUR/USD. Questo cambio cresce o diminuisce a seconda dell’aumentare o diminuire della domanda e della offerta delle due valute.

Nel mercato del Forex si può investire e fare trading (o ancora meglio Social Trading) proprio sul crescere o diminuire del tasso di cambio delle valute. Come si dice nel settore, se compro EUR/USD, o “Vado Long” su EUR/USD (compro euro e vendo dollari), vorrò che il cambio aumenti di valore, in modo da guadagnare la differenza. Viceversa, se vendo EUR/USD, o “Vado Short” su EUR/USD (vendo euro e compro dollari), vorrò che il cambio scenda, per guadagnare sempre la differenza.

Quanto valga questa differenza me lo dice il Pip, che è l’unità di misura dei tassi di cambio. Di solito, il pip è lo scostamento minimo della quarta cifra decimale dopo la virgola (ex. se EUR/USD passa da 1.3000 a 1.3001 è aumentato di un pip).

Il mercato del Forex è oggi molto conosciuto perché, grazie alla sua espansione e all’esplosione delle tecnologie e della connettività, i costi e gli strumenti per potervi partecipare, compreso appunto il Social Traidng, sono davvero alla portata di tutti.

Inoltre, negli ultimi anni, grazie alla tecnologia dei CFD (Contracts for Difference – Contratti per Differenza) alcune società, una tra tutte eToro, stanno aprendo il Social Trading anche al mercato azionario, agli indici e alle materie prime.

Il broker, il tuo compagno di viaggio

Il broker è colui che consente a chiunque lo desideri di partecipare al mercato del Forex e attuare delle operazioni di compravendita, con estrema velocità e soprattutto comodità.

Per contattare un broker si può utilizzare il telefono come si faceva una volta, il proprio computer come si fa ora, o una piattaforma di Social Trading come potresti fare fra poco.

Bisogna assicurarsi che il broker sia regolamentato e con licenza conforme alla direttiva europea MiFID (Markets in Financial Instruments Directive) relativa ai mercati degli strumenti finanziari. AvaTrade per esempio opera nel settore finanziario dal 2006 e dispone di diverse funzionalità per fare social trading.

Il broker, in sostanza, non è nient’altro che un intermediario che si frappone fra te e il mercato vero e proprio.

Supponiamo che tu voglia andare Long sul cambio EUR/USD, ovvero tu voglia vendere i tuoi dollari e comprare degli euro, perché hai l’intuizione che gli euro saliranno di valore.

A quel punto non devi far altro che contattare il tuo broker e chiedergli di comprare euro e vendere dollari, in nome e per conto tuo, usando i soldi che hai versato su un conto apposito per il trading. Darai disposizioni sulle quantità che vuoi trattare e il broker si occuperà di tutto il resto. Stessa cosa quando vorrai chiudere l’operazione vendendo gli euro e ricomprando i dollari.

Tutto si muove sempre attraverso l’ausilio di broker. Il Social Trading non fa eccezione.

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Il Retail Trader (o Signal Provider o Guru)

Il trader non è nient’altro che quella persona che fa appunto trading su un mercato.

Fare trading sui mercati significa attuare delle operazioni di compravendita di un certo tipo di bene, con l’intenzione di realizzare un ricavo dalla variazione dei prezzi di questi beni, posto ovviamente che la variazione sia stata nella direzione che il Trader sperava.

Come già detto, nel Forex si fa trading sulla variazione dei tassi di cambio delle valute, e con i CFD si può fare la stessa cosa anche sui prezzi di singole azioni quotate, indici o materie prime.

Vi sono diversi tipi di trader, quelli che fanno compravendita per istituzioni o quelli che la fanno per grandi compagnie private. Quelli invece che fanno trading in assoluta autonomia e per conto proprio sono detti Retail Trader, o trader autonomi, e operano sui mercati attraverso l’ausilio di un broker, come abbiamo visto prima.

Solitamente (ma non sempre) un trader è una persona esperta, che ha studiato la struttura del mercato, le sue caratteristiche e il suo funzionamento. Con queste conoscenze a supporto, il trader identifica dei momenti favorevoli per operare, ovvero per eseguire le sue operazioni di compravendita.

I metodi, le tecniche e le strategie che i trader usano ormai sono tante quante sono le lingue e i dialetti nel mondo.

C’è chi si affida solo allo studio delle notizie macro economiche per capire gli andamenti globali e fare operazioni di lungo termine; c’è chi usa esclusivamente strumenti tecnici di analisi grazie a piattaforme computerizzate, per fare operazioni di breve, medio o anche lungo periodo, incurante dei dati macro economici; c’è chi fa un po’ di tutte e due le cose.

Ci sono anche quelli che creano col computer dei programmi informatici che faranno le operazioni al posto loro, all’occorrere di specifiche condizioni nell’andamento dei prezzi, anche senza bisogno dell’intervento del trader.

Quando ci si riferisce ad un retail trader nel mondo del Social Trading si preferisce chiamarlo “Signal Provider” (il Fornitore di Segnali), ma ogni società poi tende a chiamare i propri retail trader a modo suo. Ad esempio eToro fino a poco tempo fa soleva chiamarli “Guru“, mentre ora sono più semplicemente “Investitori“.

L’investitore (o follower)

Questo è il ruolo che ricoprirai tu.

Nella grande macchina del Social Trading, l’investitore è colui che ha scelto di ricevere le indicazioni di aprire o chiudere delle determinate compravendite, su dei determinati cambi, direttamente da uno o più retail trader precedentemente scelti.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che se tu scegli un trader, o come viene meglio detto un Signal Provider, ogni qualvolta quel Signal Provider aprirà un operazione sul suo personale conto di trading, quello stesso tipo di operazione verrà automaticamente aperta anche sul tuo conto di trading, grazie appunto al processo di Social Trading.

Identico processo quando deciderà poi di chiuderla. Se l’operazione del trader avrà realizzato un profitto, anche la tua operazione avrà realizzato un profitto. Stessa cosa per le perdite. Niente di più semplice.

Quando ci si riferisce ad un investitore nel mondo del Social Trading, spesso lo si chiama “Follower” (Colui che segue), soprattutto nel caso di ZuluTrade.

La società di Social Trading

Chi fa in modo che questa magia avvenga è la società di Social Trading.

Queste società si occupano, in ultima analisi, di mettere in comunicazione rispettivamente i broker dei Signal Provider con quelli degli investitori. Una società che fa precisamente questo è ZuluTrade.

In pratica la società si mette d’accordo, da un lato, con il broker del Signal Provider, concordando che ogni qual volta quel trader farà un’operazione, questa dovrà anche essere immediatamente comunicata alla società di Social Trading. Dall’altro lato, concorda con il broker dell’investitore follower che gli ordini di compravendita che arriveranno dalla società di Social Trading saranno autorizzati e replicati così come inviati.

Quando un’operazione verrà effettuata dal Signal Provider, la società la raccoglierà e la girerà a tutti i rispettivi broker degli investitori che avevano deciso di seguire quel trader. Il broker, una volta ricevuto l’ordine, lo eseguirà immediatamente sul conto dell’investitore, secondo i dettagli contenuti nell’ordine stesso.

Un altro modello è invece quello proposto da eToro. Questa società non mette in comunicazione i broker di trader e investitori. EToro è lui stesso un broker a tutti gli effetti, e i suoi clienti hanno aperto un conto direttamente presso questa società. Il lavoro di replica degli ordini è fondamentalmente lo stesso, ma viene gestito tutto internamente.

Ed ecco svelata l’identità dei partecipanti al mercato più grande al mondo, attraverso la tecnica d’investimento più innovativa, il Social Trading.

Nella prossima lezione ti mostreremo come questa operazione di replica avviene nel dettaglio.

Come funziona la replica dei segnali nel Social Trading

come funziona la replica dei segnali trading

Il processo di replica dei segnali nel Social Trading può sembrare elementare, ma in realtà nasconde dietro di sé un grande lavoro di coordinamento e interazione tra le parti.

In questa lezione descriveremo il modello di replica di una società che fa da intermediaria tra diversi broker, come abbiamo detto, ad esempio, ZuluTrade. Questo modello è il più complesso, per cui capendo questo processo si può automaticamente intuire anche quello più semplice di società tipo eToro, che non fanno intermediazione, ma sono esse stesse dei broker.

Vediamolo nel dettaglio in ogni sua fase.

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FASE 1: la partenza del segnale

Tutto inizia dal Signal Provider, ovvero dal trader che hai deciso di seguire. Se decidi di seguirlo stai decidendo di replicare sul tuo conto i suoi segnali di acquisto o vendita.

Supponiamo che il Signal Provider decida di andare Long su EUR/USD per un lotto standard (se non sai cosa significa o come funziona ti raccomando di andare a studiare il corso sul Forex, perché conoscere questi dettagli è fondamentale per la tua sopravvivenza).

Il Signal Provider quindi, attraverso la sua piattaforma di trading, comunica al suo broker di volere aprire questa operazione di acquisto.

Il broker, non appena riceve l’ordine, attua immediatamente due operazioni. Uno, esegue l’ordine sul conto personale del trader, al miglior prezzo del momento, ipotizziamo 1.3000; due, comunica alla società di Social Trading l’ordine che ha appena ricevuto dal trader, ovvero acquisto di EUR/USD per un lotto standard al miglior prezzo di mercato del momento.

processo replica segnali social trading

FASE 2: la modifica

La società di Social Trading riceve la comunicazione da parte del broker in riferimento a quel determinato Signal Provider.

A quel punto la società di Social Trading effettua una ricerca di tutti gli investitori follower che hanno collegato il loro conto a quello di quel Signal Provider, autorizzandone quindi la replica dei segnali. Identificati gli investitori follower, la società di Social trading invierà al broker di ogni investitore un comando filtrato di replica dell’ordine.

“Cosa si intende per filtrato?”

Il comando originale è acquistare 1 lotto standard di EUR/USD al prezzo di 1.3000. Molte piattaforme di Social Trading danno la possibilità di personalizzare l’operatività del follower, questo per consentirgli di adattare il più possibile i rischi e gli obiettivi di investimento con l’operatività dei Signal Provider scelti per la replica.

I filtri che possono essere applicati sono diversi: dall’inibire l’ulteriore replica di segnali raggiunto un numero complessivo di operazioni aperte, all’escludere totalmente la replica per le operazioni fatte su un determinato cambio; dal replicare i segnali del Signal Provider ma in reverse (con un’operazione contraria) o replicarli con un lot size proporzionato per ipotesi al 50%, o impostato ad un determinato valore fisso (esempio 0,1 lotto standard per ogni trade, come vedremo con Zulutrade più avanti).

Questo fa in modo che, prima di passare dal broker e arrivare al conto del follower, l’ordine subisca delle modifiche da parte della società di Social Trading, modifiche precedentemente scelte e impostate dal follower.

Per fare alcuni esempi, nel caso di impostazione reverse, l’ordine di acquisto a 1.3000 si trasformerà in ordine di vendita a 1.3000, quindi un’operazione contraria. Nel caso di replica del volume delle operazioni al 50%, non si parlerà più di un lotto standard ma di 0.5 lotti standard. Nel caso di dimensione fissa preimpostata a 0.1 lotti standard per quel signal provider, si parlerà di modifica del comando da 1 lotto standard a 0,1 lotto standard.

Quindi, l’ordine parte dal Signal Provider, viene preso in consegna dalla società di Social Trading, che lo filtra e modifica in base alle indicazioni dell’investitore follower, e lo re-invia così modificato al broker dell’investitore.

Può non sembrare a prima vista, ma questa peculiarità del Social Trading e del processo di replica è un vantaggio enorme per gli investitori, oltre ad essere un efficacissimo strumento per il controllo del rischio.

Facciamo un altro esempio per rendere l’idea. L’ordine del trader era per un lotto standard, e questo è quello che è stato eseguito sul suo conto.

Tu sai che con un lotto standard il valore del pip è di circa 10 dollari. Supponiamo che con quella operazione il Signal Provider incassi una perdita di 10 pips e che lui abbia un conto di 10.000 dollari. Per lui saranno 100 dollari di perdita su un conto da 10.000, ovvero una perdita del 1%. Immagina se tu replicassi la stessa operazione, con lo stesso lot size sul tuo conto, ma il tuo fosse invece di soli 1.000 dollari. Per te la perdita, a quel punto, sarebbe del 10%. Una perdita enorme per il tuo conto, e con soli 10 pips. Davvero una situazione rischiosa e da evitare assolutamente.

Per ovviare a questo problema, la società di Social Trading ti consente di decidere tu stesso quale sarà il lot size con cui le operazioni di quel Signal Provider verranno replicate sul tuo conto, indipendentemente dalle scelte di lot size del trader.

modifica segnale social tradingRimanendo sempre nell’esempio di prima, puoi comunicare alla società di Social Trading che vuoi che le operazioni di quel trader vengano replicate sul tuo conto con un lot size di 0.01 lotti standard, ovvero un micro lotto. In quel caso una perdita di 10 pips per te corrisponderebbe a una perdita di un dollaro, che su un conto da 1.000 dollari sarebbe lo 0.1%. Ora siamo decisamente dentro termini più ragionevoli.

Allo stesso modo, supponiamo che il tuo conto sia invece di 50.000 dollari. A quel punto saresti molto ben coperto grazie alla grandezza del tuo conto, e potresti decidere di replicare quelle operazioni con un lot size addirittura superiore a quello del trader, magari 2 lotti standard.

Come puoi vedere, il Social Trading è fatto soprattutto di padronanza di questi concetti di base del Forex, e della capacità di eseguire i giusti calcoli per capire come dimensionare correttamente il proprio conto.

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FASE 3: la ricezione

Torniamo al nostro processo di replica.

La società di Social Trading riceve l’ordine dal broker del Signal Provider, lo filtra e, se c’è bisogno, lo modifica secondo le direttive di ogni singolo investitore follower, e lo rispedisce ai broker di tutti i follower che lo stavano seguendo.

A quel punto il broker dell’investitore follower riceve l’ordine.

L’investitore ha autorizzato il broker ad accettare e replicare sul proprio conto gli ordini ricevuti dalla società di Social Trading, per cui il broker procede come comunicatogli e apre lo stesso tipo di ordine di acquisto su EUR/USD sul conto dell’investitore, ma ovviamente con il lot size da lui scelto.

Tutte queste operazioni, nonostante per leggerle ci sia voluto qualche minuto e possano sembrare macchinose, grazie alle nuove tecnologie e ad internet vengono processate nel giro di pochi decimi di secondo.

ricezione segnali social trading

Lo Slippage: cos’è e perché si forma

Nonostante l’estrema velocità e la sempre crescente precisione, per eseguire queste operazioni trascorre comunque del tempo, anche se brevissimo.

Il prezzo di un cambio, anche in lasso di tempo così minuscolo, può cambiare. Questo aspetto da vita al fenomeno chiamato “Slippage“.

Abbiamo detto che l’ordine di acquisto su EUR/USD era stato eseguito a 1.3000, perché per il broker del trader quello era il prezzo migliore in acquisto di quel momento. L’ordine parte con tutto il processo e arriva dopo pochi attimi al broker dell’investitore, che subito si applica anche lui per cercare il prezzo migliore per il suo cliente.

Ma, data la volatilità elevata di quel momento, come prezzo migliore riesce a trovare solamente 1.3001, ovvero un pip di differenza.

Ecco, quel pip di differenza è chiamato appunto slippage.

Ovviamente, lo slippage può essere a sfavore dell’investitore, come anche a favore, nel caso contrario in cui il prezzo torni un po’ indietro e ci faccia acquistare quel cambio ad un prezzo migliore.

Inoltre, non c’è solo il tempo a creare le condizioni per lo slippage. Come sai, i broker, per eseguire gli ordini dei loro clienti, hanno accesso a dei fornitori di liquidità connessi ai livelli più alti del mercato, che forniscono i prezzi che verranno poi battuti nella compravendita. Diversi fornitori di liquidità potrebbero battere diversi prezzi, per cui tra broker che hanno diversi fornitori potrebbero esserci differenze di prezzo anche non legate al tempo, ma proprio ai prezzi stessi.

Ora che abbiamo visto come funziona con precisione il processo di replica nel Social Trading, possiamo passare ad analizzare nel dettaglio la figura dell’investitore, o follower, ovvero la tua, e quella del Signal Provider. Cominciamo da quest’ultimo.

Chi è e cosa fa il Signal Provider

cosa fa signal provider nel social trading

Cosa vuol dire essere un Signal Provider?

Perché lo fanno e cosa ci guadagnano con il Social Trading?

Dove operano e come si possono trovare i migliori?

Continua con questo post e trova le risposte precise a tutte queste domande.

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Le origini di un trader

Alcuni trader cominciano a fare trading sul Forex per curiosità, e poi si appassionano, altri cercavano semplicemente un modo per fare soldi seduti davanti al computer. Alcuni fanno trading come attività extra lavorativa, per poi farlo diventare un lavoro a tempo pieno, altri ancora lo hanno sempre fatto come lavoro vero e proprio.

Capire il percorso evolutivo di un trader non è molto importante, quello che conta davvero è capire quali sono le sue capacità attuali e la potenza della sua strategia.

Ormai siamo nel mondo del Forex e del trading da più di 10 anni, e di gente ne abbiamo conosciuta molta. Abbiamo visto trader che dopo 20 anni di studi e pratica avevano ancora difficoltà perché commettevano gli stessi errori da principianti. Abbiamo visto anche principianti commettere un certo errore una sola volta e non commetterlo mai più, perché una volta gli era bastata per imparare.

Ovviamente, un certo numero di anni sono necessari per farsi le ossa e acquisire l’esperienza necessaria per essere flessibile e saper reagire prontamente ai mutamenti del mercato.

Tuttavia, quello che davvero conta alla fine di tutto sono la strategia, i risultati e l’autocontrollo. Quando un trader studia lo fa per crearsi un set di regole. Queste regole serviranno a sapere se, quando e come aprire e chiudere un’operazione di trading.

Questo set di regole andrà poi a costituire lo scheletro della sua strategia.

Le 3 grandi scuole di Signal Provider

Queste regole possono basarsi essenzialmente su tre scuole diverse, e sulle fusioni e contaminazioni di queste tra loro.

ANALISI FONDAMENTALE: un Signal Provider in questo campo è esperto nell’interpretare le numerose news di carattere monetario, economico e politico che ogni giorno vengono rilasciate dalle agenzie di stampa. Quando apre delle operazioni di solito la sua visione è di lungo periodo, settimanale o anche mensile, perché solitamente le notizie di questo genere si riflettono sull’andamento dei prezzi non nell’immediato, ma nel lungo periodo. Alcune volte però certi dati economici fanno letteralmente esplodere il prezzo in una direzione, creando delle occasioni (rischiose) di profitto immediato. Pensiamo ad esempio al cambiamento dei tassi d’interesse delle banche centrali, come FED o BCE rispettivamente su dollaro e euro, o ai dati sulla disoccupazione americana.

PRICE ACTION: un Signal Provider esperto nell’azione del prezzo non si preoccupa di sapere quali sono le notizie che muovono il mercato, perché è convinto che l’azione del prezzo sconti già tutto quanto al suo interno. Detto in altri termini, i movimenti giornalieri, settimanali e mensili che il prezzo compie sono in grado di mostrare al trader l’intenzione del prezzo a prendere una determinata direzione nel futuro prossimo. Non conta sapere cosa dice quel determinato dato e come va interpretato, il trader è convinto che la price action abbia già detto tutto su quello che il prezzo vorrà fare e la direzione che vorrà prendere.

INDICATORI: gli indicatori sono degli strumenti tecnici, spesso grafici, che vengono utilizzati attraverso piattaforme elettroniche di trading. Nel mondo del forex la più famosa, e la più utilizzata dai Signal Provider, si chiama Meta Trader 4 o MT4. Gli indicatori disponibili sono migliaia e di diverse categorie. Inoltre, con delle conoscenze di programmazione informatica possono anche essere creati in maniera indipendente. Per citarne uno tra tutti, il più famoso è la media mobile. L’indicatore calcola i valori di un certo numero di periodi precedenti, scelti dal trader, e riporta sul grafico la media di questi valori con un punto. Con lo scorrere del tempo questi punti prendono la forma di una linea curva. Il trader esperto nell’uso degli indicatori ne sa interpretare il comportamento e riesce a trarne delle indicazioni per indovinare la futura direzione del prezzo.

Solitamente ci si riferisce alla Price Action e all’uso degli indicatori come “Analisi Tecnica“.

Per rispondere subito ad una domanda ricorrente, non esiste una scuola migliore di altre. Dipende tutto dallo stile del trader e dalle sue preferenze.

La maggior parte dei trader comunque si specializza in uno di questi settori, ma cerca di sopperire alle lacune di ciascuno con delle nozioni aggiuntive dell’altro.

Man mano che il trader costruisce la propria strategia avrà modo di analizzarne i frutti. Questo non vuol dire solamente osservarne i risultati per constatare se si guadagna o meno. Significa soprattutto analizzare come questi risultati sono stati creati, quali sono le percentuali di vincita, quali sono i rischi di questa strategia, quali i punti deboli, quali i punti di forza.

In questo percorso, fatto anche di tentativi, test e analisi, il trader costruisce la sua strategia, la sua macchina da battaglia. Su InvestinGoal mostreremo quali sono i parametri e i dati di un Signal Provider da analizzare per capire come nascono i suoi risultati, ma soprattutto quali possono essere i rischi nel seguirlo.

La dote migliore di un buon Signal Provider

Infine, dopo la strategia e i risultati, viene l’autocontrollo. Si perché, anche se un trader ha creato la strategia più solida e profittevole di tutti i tempi, ma non è in grado di rispettare quelle stesse regole, presto o tardi andrà incontro a grossi problemi, perché, come tutti sanno, il mercato non perdona.

Questo è uno dei principali motivi per cui moltissimi trader decidono di definire le regole e trasformale in un linguaggio informatico creando una macchina virtuale, un programma che faccia trading al posto loro, in maniera semi o totalmente automatica.

Questi programmi, che vengono chiamati Expert Advisor o EA, seguono costantemente l’andamento dei prezzi e dei dati, e aprono e chiudono operazioni all’occorrere di specifiche condizioni precedentemente impostate dal trader.

Questi programmi sono ottimi sistemi per togliere completamente l’emotività e il fattore psicologico dall’operatività di un trader.

Tuttavia, le macchine, per quanto complesse, non potranno mai replicare esattamente l’intelligenza e la sensibilità umana. Ci sono momenti nel mercato, in cui solo un essere umano può capire cosa sta succedendo e decidere cosa sia meglio fare, o sopratutto non fare.

Che tipo di trader sei?

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Perché decidere di fare il Signal Provider

Il Signal Provider è un trader che ha deciso di condividere la sua strategia di trading con altri investitori. E per rispondere subito ad una domanda classica e fugare ogni dubbio:

Si, i Signal Provider vengono pagati per fare quello che fanno, non lo fanno gratis“.

Sarebbe strano se qualcuno che ha un metodo per guadagnare lo condividesse col mondo intero senza volere niente in cambio. I Signal Provider non fanno eccezione. La cosa interessante è che, nella maggior parte dei casi, non sarai tu a doverli pagare.

Il sistema di compensi per i Signal Provider solitamente è strutturato in modo da farli guadagnare solamente se ci sono degli investitori che stanno seguendo i loro segnali e li stanno replicando usando conti con denaro reale.

Questo significa che solo chi produce delle buone performance e ha dei buoni risultati sarà in grado di attrarre degli investitori desiderosi di seguire i suoi segnali, e quindi realizzare un guadagno. I Signal Provider scarsi molto difficilmente riusciranno a guadagnare dalla loro attività di Social Trading.

Inoltre bisogna aggiungere che il Signal Provider, dal momento in cui ha deciso di collaborare con la società di Social Trading, ha dato permesso a questa di registrare ogni sua operazione, nei minimi dettagli. In questo modo la società può mostrare i dati storici di quel Signal Provider ai possibili investitori, che possono quindi analizzare in anticipo le possibili performance future e i possibili rischi di quel trader. In altri termini, questa situazione di costante controllo spinge un Signal Provider a comportarsi bene durante tutto il suo percorso, perché sa che ogni minimo errore verrebbe registrato e mostrato agli investitori presenti e futuri.

Detto così potrebbe sembrare tutto rose e fiori, e un novizio di Social Trading potrebbe pensare che in questo modo sia impossibile sbagliare, dato che le informazioni sensibili sono visibili in anticipo. La realtà però è diversa.

Innanzitutto deve essere ben chiaro a chiunque voglia investire che le performance passate non sono in alcun modo garanzia e certezza di performance future. Quello che può, e deve, essere certo è la protezione che l’investitore Follower deve costruire per salvaguardare il proprio investimento.

Secondo, l’esperienza insegna che molti Signal Provider usano delle strategie che a prima vista possono sembrare ottime e convenienti, ma che in realtà nascondono dei grossi rischi intrinsechi. La buona notizia è che un occhio esperto ha la capacita di riconoscere questi rischi dall’analisi dei dati del Signal Provider.

Dove sono e come trovare i migliori Signal Provider

Per rispondere a questa domande non ci dilunghiamo ulteriormente e ti rimandiamo ai contenuti che abbiamo creato appositamente.

Per primo, scopri quali sono i migliori Social Trading network dove cominciare a sfruttare i Social Signals Provider.

A seguire, abbiamo creato due liste specifiche dei migliori Social Signals Provider per i due principali Social Trading broker. Li trovi qui:

Dubbi? Richieste? Opinioni? Scrivici nei commenti.

Chi è e cosa fa un Follower

cosa fa follower nel social trading

Gli investitori che decidono di investire il loro denaro con il Social Trading sono detti Social Trader, o anche “Follower” (“Coloro che seguono”, dall’inglese To Follow).

In sostanza, è proprio quello che un follower fa, ovvero seguire i segnali di un trader.

Questo non vuol dire che, per avere successo, l’unica cosa che un Follower deve fare è seguire qualcuno a caso, ed il gioco è fatto. Questo non sarebbe investire bensì tentare la fortuna.

Il Follower deve, prima di tutto, armarsi della giusta mentalità e poi delle giuste conoscenze. In questa lezione vedremo insieme le principali caratteristiche che un follower deve possedere.

Un Follower è un investitore che ha deciso di far lavorare i propri soldi al posto suo.

Innanzitutto un buon investitore investe solo il capitale che, in caso venisse intaccato, non danneggerebbe la sua situazione patrimoniale. Non mette mai in gioco somme di denaro che potrebbero compromettere la stabilità della propria situazione economica e finanziaria.

D’altro canto, un Follower è consapevole di cosa vuol dire tenere tutti i soldi in banca. Se da un lato questo può dare sicurezza, dall’altro capisce che tutti i suoi soldi sono depositati secondo il valore di una valuta, e che quindi il valore dei suoi risparmi è comunque soggetto alle variazioni di quella valuta nel mercato dei cambi.

Per questo diversificare in certa misura l’utilizzo del proprio denaro è una buona tecnica per aumentare la propria protezione finanziaria.

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L’obiettivo di un follower

Quale può essere lo scopo di un Follower?

Qui entriamo in un campo molto relativo, perché l’obiettivo di un investitore Follower è qualcosa di personale, e soprattutto che deve essere chiarito in partenza.

Uno degli obiettivi più comuni nel mondo dell’investimento è di ottenere un ritorno annuo del 4% o 5% sul proprio investimento, in modo da mettere al riparo il proprio capitale dall’inflazione e dai costi di mantenimento. Questo è un obiettivo molto conservativo e di tutto rispetto.

Con il Social Trading, tuttavia, è lecito puntare a molto di più. Un Follower sa che con il Social Trading andrà a sfruttare le potenzialità di guadagno che i Retail Trader possono ottenere con il loro trading sul mercato Forex e con i CFD. Le percentuali di guadagno che i bravi trader realizzano sono molto superiori a qualsiasi altro metodo di investimento che abbiamo visto nel primo corso. Non c’è paragone, e non è per forza vero che, con questi trader o Signal Provider, si rischi di più rispetto ad affidare i propri soldi a qualcun altro che li investa per noi.

Sono moltissimi gli episodi di persone che hanno affidato i propri soldi ai dei così detti “esperti”, per poi, di punto in bianco, scoprire che i loro soldi non c’erano più. Non che fossero stati per forza rubati, magari anche solo investiti male in operazioni azzardate.

Con il Social Trading quanto rischiare lo decidi tu, e sopratutto i soldi rimangono sempre in un conto intestato a te, e puoi controllare il loro stato e cosa stanno facendo i Signal Provider ogni volta che lo desideri.

I Retail Trader il rischio del trading lo gestiscono in prima persona, e grazie a questa responsabilità i loro guadagni sono molto superiori. Un Follower gestisce anche lui il rischio in prima persona, ma non tanto di trading diretto, come per i trader, quanto di gestione dei trader stessi.

Ecco perché i guadagni di un investitore Follower possono essere molto superiori rispetto agli altri strumenti.

La gestione del rischio

Un Follower quindi deve sapere gestire il rischio.

Non deve tanto conoscere che particolare tecnica di trading usa un Signal Provider (se la si conosce comunque tanto meglio), ma deve essere in grado di capire quali performance questa strategia è in grado di produrre, e sopratutto a fronte di quali rischi.

I rischi della strategia di un Signal Provider verranno proporzionalmente riportati sul conto dell’investitore Follower che ha deciso di seguirlo. Un Follower deve sempre pensare che, quando replica un Signal Provider, prima ne replica i rischi, e poi, a seguire, gli eventuali guadagni. Invertire questo pensiero e pensare prima ai guadagni e poi, nel caso, ai rischi può essere un comportamento molto pericoloso, se non fatale.

Se volessimo fare un paragone, allora potremmo dire che essere un Follower investitore è come essere un gestore di fondi (un fund manager) e un gestore di portafoglio. L’unico sottoscrittore al tuo fondo sarai tu stesso, e sarai anche colui che andrà a costruire la strategia e il portafoglio.

Come già detto, ne consegue che sarai tu il responsabile unico dei tuoi soldi, e saranno le tue scelte che determineranno il successo o meno del tuo investimento.

Avere una mentalità all’avanguardia

Sobbarcarsi queste responsabilità, tuttavia, potrebbe sembrare inutile e rischioso, se pensiamo che potremmo invece delegarle a qualcun altro. Su questo punto però occorre fare un altro passo in avanti riguardo la mentalità.

Il dogma che devi interiorizzare riguardo il denaro e l’arte di investire è che

la responsabilità dei tuoi soldi sarà sempre e solamente tua. Sempre.

Anche quando deciderai di farli investire a qualcun altro. Chi perderà i Tuoi soldi non potranno essere i gestori, perché per definizione quei soldi sono Tuoi, non loro. Tu potrai accusarli di ogni cosa vorrai, e forse avrai anche ragione, ma sarai solo tu alla fine che li avrai persi.

Non devi dimenticarti mai che la responsabilità dei tuoi soldi è sempre e solo tua. Per questo il Social Trading, che consente un controllo diretto e costante sul proprio capitale, è vantaggioso anche sotto questo punto di vista.

È anche vero che la responsabilità può costare, perché se non sei preparato a prendere le giuste decisioni puoi correre dei rischi eccessivi e perdere del denaro. È per questo che abbiamo deciso di creare InvestinGoal.

Quando imparerai a gestire questa tua grande responsabilità, avrai anche accesso alle grandi potenzialità dei Retail Trader e potrai sfruttare le loro performance.

Come vedremo nella prossima lezione, la prima tua grande responsabilità sarà di conoscere i fattori che caratterizzano lo stile e la strategia di un Signal Provider, e sapere poi come analizzarli.

Analisi delle caratteristiche dei Signal Provider

uomo analisi signal provider

Quali sono le caratteristiche con le quali si possono descrivere, e quindi distinguere, gli stili di diversi Signal Provider?

Va detto innanzitutto che ogni Signal Provider, o ogni Retail Trader in generale, ha un proprio stile.

È molto difficile trovare due trader che facciano le stesse identiche operazioni, anche se magari hanno fatto lo stesso corso di trading, dallo stesso istruttore, e hanno le stesse identiche conoscenze. Nello stile di trading di ogni persona subentrano la propria personalità, le proprie esperienze e le proprie aspettative, tutti elementi che non potranno mai essere uguali tra due persone.

Se le operazioni sono totalmente identiche significa semplicemente che entrambi stanno usando lo stesso programma di Trading automatico, o Expert Advisor.

Detto questo, ci sono alcuni parametri che un buon investitore Follower dovrebbe andare a considerare ogni volta che intende analizzare le performance di un Signal Provider, prima di decidere di seguirne l’operatività.

Vediamo i principali nel dettaglio.

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Da quanto tempo opera quel Signal Provider?

Ecco il primo punto, il più importante da cui partire. La prima cosa da fare quando si osservano le statistiche di un Signal Provider è notarne l’età. Non l’età anagrafica del trader, ma da quanto tempo il trader è connesso alla società di Social Trading, quindi da quanto tempo i suoi dati sono registrati e disponibili per la consultazione.

È chiaro che le statistiche basate su dei dati registrati da solo un mese saranno molto meno rilevanti e utili, ai fini dell’analisi, di statistiche di due o tre anni. Come regola generale è fondamentale non scendere mai al di sotto di un anno, come minimo. Se un Signal Provider mostra delle ottime performance, magari anche sicure, ma non ha ancora compiuto un anno di “età”, allora è meglio aspettare a collegarlo, ed osservarlo ancora.

Il motivo è semplice. I mercati sono mutevoli, ed è importante vedere come un Signal Provider si comporta durante diversi situazioni. Solitamente, in un anno, un trader avrà fatto in tempo ad affrontare diverse condizioni di mercato, e potrai quindi osservare come si è comportato.

Diversamente, se ti fidi di un trader con solo pochi mesi di ottimi record, rischi di collegare una strategia che funzionava solo per il particolare momento favorevole di mercato. Finito quel momento, non sai più cosa aspettarti, e le sorprese potrebbero essere spiacevoli.

Numero di coppie valutarie utilizzate

Ci sono Signal Provider che fanno trading su diverse coppie valutarie o su vari azioni quotate. Ce ne sono invece altri che si specializzano esclusivamente su una o due.

Questo è un altro punto importante da mettere a fuoco, non tanto perché sia meglio o peggio fare una o l’altra cosa, questo è soggettivo ed ogni stile ha i suoi punti di forza e debolezza. Più che altro è importante per contestualizzare un altro dato che vedremo fra poco, ovvero il numero massimo di operazioni aperte simultaneamente.

Parlando di Forex, ma vale anche per i CFD, i trader che utilizzano diverse coppie valutarie solitamente preferiscono diminuire l’incidenza del rischio utilizzando la propria tecnica su più coppie valutarie.

Alcuni usano semplicemente la stessa strategia su più cambi, considerando che, se in certe coppie in alcuni momenti girerà male, ce ne saranno altre in cui invece girerà bene. Mediamente questo porterà sempre ad un risultato positivo, ma nel frattempo si sarà evitato di passare attraverso periodi totalmente negativi, come potrebbe essere nel caso di utilizzo della strategia su una sola coppia.

Altri Signal Provider invece utilizzano complesse strategie di diversificazione che prendono in considerazioni diversi parametri e dati tecnici, tra cui, il più importante, la correlazione positiva e negativa tra strumenti. Si dice correlazione positiva quando due strumenti, nel nostro caso due cambi valutari, si muovono all’unisono, nella stessa direzione e negli stessi tempi. Al contrario, si dice correlazione negativa quando si muovono al contrario l’una rispetto all’altra.

L’altra categoria invece è riferita a quei Signal Provider che concentrano la loro strategia su una o due coppie di valute o di azioni. Questi trader tendono a specializzarsi e a conoscere profondamente il comportamento dello strumento su cui operano, e sono in grado di riconoscere le diverse fasi che quel determinato strumento sta attraversando, e possono quindi adattare la loro strategia all’occorrenza.

Nel caso di utilizzo di Expert Advisor, i Signal Provider ottimizzano il più possibile la strategia automatica per rispecchiare il più possibile i peculiari comportamenti di quello strumento, in modo da ottenere il massimo rendimento.

Numero di operazioni aperte contemporaneamente

La maggior parte (non tutti) dei Signal Provider, sia che diversifichi su più coppie, sia che si focalizzi su una sola, ad un certo punto della propria operatività si troverà ad avere aperta più di un’operazione allo stesso momento. Questo può succedere per diversi motivi, che poi vedremo.

L’importante è cominciare a capire che questo è uno dei parametri più importanti da considerare.

In linea generale, aumentare il numero di trade simultanei può aumentare velocemente il livello di rischio, anche se questo può anche non essere sempre vero.

Consideriamo un Signal Provider che storicamente ha avuto dei momenti in cui si è trovato con al massimo 20 operazioni simultanee. Posso anticiparti già ora che 20 è un valore che, preso singolarmente e fuori contesto, potrebbe essere rischioso, ma andiamo avanti nell’esame. Questo Signal Provider però ha diversificato la propria strategia su 10 diverse coppie di valute, e per ogni coppia ha aperto simultaneamente 2 operazioni massimo. Ora chiaramente il valore 20 assume tutto un altro significato.

Come vedremo più avanti tuttavia, un alto numero di Trade aperti contemporaneamente spesso è il primo rivelatore di una strategia rischiosa. Fra poco vedremo perché.

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Numero di operazioni eseguite mediamente

Il Signal Provider apre poche o tante operazioni al giorno? O alla settimana? O al mese? Numericamente quante sono poche e quante sono tante?

A questo tipo di domande possiamo rispondere un po’ come abbiamo fatto riferendoci al numero di trade aperti simultaneamente, dicendo che tutto può essere relativo. Un trader che apre mediamente 10 trade al giorno e utilizza 10 coppie di valute diverse, sarà diverso da un trader che invece ne apre 10 al giorno, ma su una sola coppia.

Capire il perché un Signal Provider apra più o meno operazioni è una cosa che richiederebbe la conoscenza completa della strategia da lui utilizzata, cosa che, tranne per alcuni casi, non ci è concessa.

Quello che però possiamo fare è identificare quante operazioni il trader fa mediamente al giorno, a settimana, e al mese. Uno dei primi metodi di controllo sull’operato del Signal Provider deriva proprio da questi parametri. Se dovessi notare un notevole incremento nel numero di trade giornaliero, settimanale o mensile, significa che qualcosa è cambiato nella strategia del trader, o semplicemente che lui sta cominciando a non rispettarla più come prima.

In ogni caso, in questo modo potrai scoprire subito se ci sono dei cambiamenti e potrai fare le tue considerazioni.

Durata delle operazioni

La durata di un trade incide fortemente sulla connotazione dello stile di un Signal Provider. Come abbiamo visto anche nel corso sul Forex, i trader possono essere suddivisi in tre macro categorie.

Ci sono i Trend Follower trader, che attuano strategie di lungo termine. Qui le singole operazioni vengono aperte per cavalcare dei lunghi movimenti di trend, e per questo possono rimanere aperte diversi giorni o anche alcune settimane o mesi.

Ci sono poi gli Swing Trader, quelli che aprono delle posizioni per guadagnare dagli swing di mercato, e che generalmente vengono chiuse entro pochi giorni, di solito entro la settimana.

Ci sono infine i Day Trader, le cui operazioni vengono sempre chiuse entro la fine della giornata di trading, e tra questi gli Scalper, i più veloci in assoluto, che aprono e chiudono moltissimi operazioni che vengono mantenute per pochi minuti se non secondi.

Percentuali di vincita

Il numero di operazioni che un trader riuscirà a chiudere con profitto andrà a formare la percentuale di vincita del Signal Provider.

Questo è un numero che può essere molto relativo, e che ha bisogno di essere contestualizzato con un altro parametro per dare un contributo concreto all’analisi, come vedremo fra poco.

La cosa fondamentale da fare con questa percentuale è di diffidare fortemente degli estremi. Ovviamente, è facile diffidare di un Signal Provider che chiude in profitto meno del 30% dei trade, perché significa che la sua strategia non è per niente forte. Bisogna però diffidare anche e soprattutto delle percentuali troppo alte, che vanno in generale dall’70% in su.

Qualcuno potrebbe obiettare che più la percentuale è alta, più la strategia del trader è sicura, perché non perde mai. Ecco, il problema è proprio questo. Un trader che non perde mai non è mai esistito e non esisterà mai. Perdere ogni tanto, quando si fa trading sui mercati, è una cosa normalissima.

Se trovi una trader con una percentuale di vincita oltre il 70%, non significa che sia bravissimo, ma semplicemente che tende a non voler chiudere le operazioni in perdita, e le lascia aperte, anche per lungo tempo, per non contabilizzare la perdita, nella speranza che prima o poi il prezzo ritorni dalla parte giusta.

Questa è una strategia rischiosissima, perché il mercato può andarti contro molto più di quanto il tuo capitale possa sostenere, indipendentemente da quanto tu sia liquido.

Tagliare le perdite è fondamentale, chi non lo fa corre un grossissimo rischio, e se decidi di seguire questo tipo di strategie lo corri inevitabilmente anche tu.

Ricorda, il mercato non fa prigionieri, e chi non è disposto a subire una piccola perdita è destinato, prima o poi, a subire la perdita più grossa della sua vita.

Rischio / Rendimento

Il rischio/rendimento si calcola mettendo in relazione quanto un’operazione mira a guadagnare con quanto è disposta a rischiare.

Se un trade ha come obiettivo 100 pip, e lo stop loss è impostato a -50 pip, il rischio/rendimento sarà di 2:1, o direttamente 2 facendo la divisione 100 / 50 = 2.

Altro esempio, se il profitto atteso è di 75 pip e lo stop loss è posizionato a -60, il rischio/rendimento sarà di 1,25 (75 / 60 = 1,25).

Dove il rischio/rendimento è superiore a 1 significa che i profitti attesi sono superiori alle perdite, come numero di pip guadagnati o persi. Viceversa, se il rischio/rendimento è minore di 1 significa che le perdite superano i guadagni, come numero di pip.

Questo valore è molto utile quando correlato con la percentuale di vincita. Infatti, oltre a sapere se le operazioni del trader ottengono un numero di pip maggiore di quanti ne perdano, è fondamentale sapere anche quante volte in media quel trader guadagna o perde, perché lo scenario potrebbe cambiare molto.

Pensiamo ad un rischio rendimento di 2. Vuol dire che un operazione vincente guadagna il doppio di quanto perde. Sembra ottimo, ma poi scopriamo che la percentuale di vincita è solo del 30%. Quindi, nonostante il Signal Provider quando guadagna incassa molti pip rispetto a quelli che ha rischiato, le volte in cui questo perde sono molto superiori alle volte in cui vince. Una strategia del genere presenta una grossa lacuna.

Altro esempio. Un rischio/rendimento di 0.70, quindi con perdite superiore ai guadagni, ma con una percentuale di vincita molto alta del 68%. Un trader del genere ha uno stop più ampio rispetto al profit, ma le volte che lo stop viene preso sono nettamente inferiori rispetto a quando invece va in profitto. Molto probabilmente un trader del genere sarà profittevole sul lungo periodo.

Utilizzare il rischio/rendimento è molto utile quando troviamo dei Signal Provider che hanno una operatività molto precisa, con livelli medi di stop e profit sempre uguali. In casi del genere fare dei calcoli risulta molto facile e conveniente.

Ora che abbiamo elencato i principali parametri per cui un Signal Provider può essere analizzato, nella prossima lezione vedremo le più famose categorie di trader.

Le 4 categorie (+ 1) di Signal Provider

categorie di signal provider nel social trading

Abbiamo detto che ogni trader, quindi ogni Signal Provider, è unico nel suo genere, perché ogni persona trasporta nel trading la somma delle sue esperienze, della sua mentalità e della sua psicologia.

Per questo, sarà difficile trovare due trader completamente uguali, a meno che questi non stiano usando entrambi lo stesso Expert Advisor, ma questo è un altro discorso.

Tuttavia, usando i parametri che abbiamo visto nel precedente capitolo, possiamo catalogare i Signal Provider in categorie. Vediamo le più famose.

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Signal Provider Long Term

Fare trading sul lungo periodo significa cercare di cavalcare gli spostamenti di prezzo, detti anche trend. Questi movimenti possono protrarsi per giorni, settimane, a volte anche mesi.

Un Signal Provider che applica questo tipo di strategia solitamente farà svariati tentativi per cercare di imboccare la partenza giusta del trend. Durante questi tentativi, spesso andrà incontro a diversi stop loss, comunque contenuti in termini di pip. Quando però il trend parte, allora con alcune posizioni rimane saldo all’interno del movimento, per cercare di cavalcarlo il più possibile, per poi chiudere quelle poche operazioni con grandi profitti.

Queste caratteristiche fanno in modo che le statistiche solitamente mostrino una bassa percentuale di vincita, a causa dei diversi tentativi per trovare la partenza del trend, compensata però da un rischio/rendimento molto alto, poiché i pips medi delle operazioni in profitto sono molto superiori a quelli delle operazioni in perdita.

Signal Provider Day Trading

Chi fa day trading, ovvero trading in giornata, solitamente apre una o più posizioni durante il giorno, con l’intento di chiuderle nella giornata stessa o quanto meno nella giornata successiva, raramente due giorni dopo. La durata dei sui trade quindi va da qualche ora a due/tre giorni massimo.

Questo Signal Provider tenta sia di cavalcare i piccoli trend che a volte si vengono a formare in giornata, sia di sfruttare le numerose giornate di range, dove cioè il prezzo continua a rimbalzare entro certo livelli, senza prendere una decisione precisa.

Chiudendo tutte le posizioni in giornata, l’estensione media sia degli stop che dei profitti sarà inferiore al valore di range medio di quella particolare coppia di valute. Se ad esempio consideriamo che EUR/USD si muove mediamente in un range di 160 pips per giornata, un day trader che opera su questo cambio avrà sempre dei valori medi di profitto o stop di molto inferiori a questo valore.

Signal Provider Swing Trading

Lo Swing Trading si pone a metà strada tra il trend following di lungo periodo e il day trading giornaliero.

Questo trader cerca, con tutti gli strumenti tecnici a sua disposizione, di identificare la partenza di quei movimenti del mercato, repentini e decisi, in una precisa direzione, chiamati appunto swing.

Solitamente l’orizzonte temporale di trade di questo genere è da una a quattro giornate di trading, comunque entro una settimana.

Signal Provider Scalper

I trader che fanno scalping sono i più veloci di tutti. In una sola giornata possono fare anche centinaia di operazioni, ma che durano solitamente da qualche secondo a pochi minuti.

Con un orizzonte temporale così ristretto, i profitti attesi per operazione ovviamente sono di pochissimi pip, come anche i livelli di stop. Tutto si svolge in pochi minuti, per pochi pips e per moltissime volte al giorno.

È un trading frenetico, e sono davvero in pochi quelli in grado di reggere certi ritmi, ed essere in profitto a fine giornata, senza l’ausilio di Expert Advisor o di programmi automatici.

Solitamente la percentuale di vincita di questi Signal Provider è alta, a fronte però di estensione dei profitti minima e di un numero altissimo di operazioni compiute ogni giorno. La velocità di gestione delle posizioni e minimi profitti per operazione rendono questi trader, in molti casi, difficili da replicare.

Signal Provider Martingala

Il martingala non è una specifica categoria di trader, ma piuttosto una tecnica di trading che tutte e quattro le categorie sopracitate possono usare.

Il trader che usa tecniche martingala ha una particolare gestione delle operazioni quando queste vanno in perdita. In pratica, quando un trade comincia ad andare in perdita, questo non viene chiuso, ma lasciato aperto. In più ne viene aperto un altro, nella stessa direzione del primo.

Detto in altri termini, supponiamo di avere un’operazione di acquisto, quindi un ottica rialzista. Più il prezzo va contro alla prima operazione e quindi scende, più il Signal Provider aprirà altre operazioni nella stessa direzione della prima, in modo da abbassare il prezzo di carico, o il livello di break-even.

In pratica, quando ad un certo punto il prezzo girerà nella direzione favorevole e comincerà a salire, il trader non dovrà aspettare che il prezzo torni al livello di apertura del primo trade per essere almeno a break-even (a pari), poiché ci saranno le altre operazioni che cominceranno a guadagnare pip.

Il prezzo, raggiunto il quale la somma delle vincite e delle perdite dei diversi trade sarà a pari, sarà più basso, per cui più raggiungibile, rispetto al prezzo del primo trade, che si trova molto più in alto. Questo significa “abbassare il prezzo di carico“.

Queste sono le principali categorie sotto le quali possono essere catalogati più o meno tutti i Signal Provider. Ovviamente, ci sono molte sfumature tra queste categorie e in confini non sempre sono così precisi.

Sono molti, infatti, i Signal Provider che potrebbero facilmente cadere in più di una categoria, o che, più semplicemente, usano nella stessa strategia tecniche che appartengono ad una o all’altra categoria.

Nella prossima lezione vedremo quali possono essere i rischi per un investitore Follower con ognuna di queste categorie.

I rischi quando si investe con il Social Trading

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Come ogni tipo di strumento d’investimento, anche il Social Trading presenta un certo tipo di rischio.

Ogni categoria di Signal Provider presenta dei parametri caratteristici, dei punti di forza e ovviamente di debolezza. In questo capitolo andremo a vedere appunto questi ultimi.

Inoltre, l’operatività di un Signal Provider non è l’unico elemento portatore di rischio, ma ve ne sono anche altri. Tuttavia, non c’è da preoccuparsi. Una volta che lo si conosce, non si tratta più di rischio, ma solo di un altro elemento del puzzle, da considerare insieme a tutti gli altri.

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Il rischio con un Signal Provider Long Term

Più che di rischio, per un investitore Follower che decidesse di usare Signal Provider di questo genere, dovremmo parlare di necessità di avere la giusta mentalità.

Il problema, se scegli di impostare una strategia sul lungo termine, è che molto probabilmente per un lungo periodo iniziale non vedrai particolari profitti, ma più che altro soventi piccole perdite.

In linea generale, i Signal Provider che utilizzano seriamente tecniche di lungo termine sono tra i meno rischiosi, perché non lasciano mai correre le perdite, ma al contrario le tagliano cercando di far correre invece i profitti. Non sarà però un processo immediato, e molte perdite verranno tagliate prima di vedere dei bei profitti esplodere nel tuo conto.

Per molti investitori Follower questo può essere un problema perché potrebbero pensare di aver fatto la scelta sbagliata, e potrebbero abbandonare quel Signal Provider senza avergli concesso il tempo necessario per esprimere il suo potenziale, perdendo magari un’occasione importante.

I Signal Provider Long Term, quindi, non sono fatti per chi non sa aspettare. Tuttavia, come detto e ripetuto nel primo corso sull’investimento, la capacità di gestire il rischio, quindi anche di saper aspettare e avere la giusta pazienza, è una, se non la più importante, tra le qualità che un buon investitore dovrebbe possedere.

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Il rischio con un Signal Provider Day Trading

Come detto per i Long Term, anche per i Signal Provider che fanno Day Trading non si parla proprio di rischio, quanto di giusta mentalità.

Se per i Long Term potevi assistere a una lunga serie di piccole perdite prima di vedere un’esplosione di profitto, con il Day Trading potresti andare incontro a delle serie di perdite e profitti molto simili tra loro, prima di vedere un effettivo e stabile aumento di capitale.

In altre parole, nelle tecniche di Day Trading è molto frequente che, per certi periodi, profitti e perdite si equivalgano, e che quindi la situazione del conto continui a rimbalzare senza però salire, rimanendo piuttosto stabile, o magari scendendo un pochino.

Anche qui, è solo questione di avere pazienza nella strategia del Signal Provider che hai precedentemente analizzato. Se il suo modo di operare non è cambiato, significa che probabilmente la sua strategia sta attraversando un momento congiunturale non adatto, ma che date le statistiche su cui è stato fondato, presto o tardi tornerà a portare in profitto il capitale.

È solo questione di controllare il rischio e avere la giusta pazienza.

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Il rischio con un Signal Provider Swing Trading

Questa categoria si pone come sempre un po’ a metà strada tra i trend follower di lungo periodo e i day trader.

Come con il long term, vi possono essere diversi tentativi di imboccare lo swing che finiscono in stop loss. Come il day trading, profitti e perdite (anche se l’estensione dei profitti solitamente è ben maggiore di quella delle perdite) possono equivalersi o portare a esigui guadagni anche per lunghi periodi. Anche qui quindi è necessaria una buona dose di pazienza e di accettazione della strategia.

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Il rischio con un Signal Provider Scalper

Dalla categoria scalping in poi possiamo invece parlare di vero e proprio rischio.

Il problema principale nel replicare una strategia del genere risiede principalmente nello slippage. Come sai, lo slippage è quella piccolissima differenza tra il prezzo al quale è stato battuto il trade del Signal Provider, rispetto al prezzo al quale è stato battuto il trade sul conto del Follower.

È una piccolissima differenza, spesso a tuo sfavore, causata dall’inevitabile passare del tempo, anche se brevissimo, durante il processo di replica, e dalle piccole differenze di quotazione che possono esserci tra diversi broker.

Con un Signal Provider che fa Scalping avrai una grandissima quantità di trade replicati, ognuno con un livello di slippage intrinseco. Considerando che i margini di profitto degli Scalper sono strettissimi, anche nell’ordine di meno di una decina di pip o di un paio di pip, se in più dovrai sottrarre ogni volta lo slippage, correrai davvero il rischio di compromettere il rendimento della strategia.

Per questo motivo, strategie estreme di scalping sono assolutamente da evitare per non rischiare di vedere dei possibili guadagni erosi dalla moltiplicazione senza freno dello slippage.

Da notare inoltre che alcune società di Social Trading fanno in modo di non consentire nemmeno ai Signal Provider di utilizzare strategie di scalping estremo.

Il rischio con un Signal Provider Martingala

Senza mezzi termini, per noi sono i più rischiosi in assoluto.

Dobbiamo però anche riconoscere che, ad un occhio inesperto, sono i più attraenti, ed è qui che può scattare la trappola.

Non contabilizzando le perdite, sono gli unici trader che, per diversi giorni, anche in modo costante, ti potrebbero dare solamente dei profitti. Inoltre, dato che le perdite vengono contabilizzate raramente, li troverai spesso nelle prime posizioni della classifica dei Signal Provider proposte dalle società di Social Trading.

Come detto altre volte, la volontà metodica di non voler tagliare le perdite è la cosa più rischiosa che si possa fare nel trading e nell’investire in generale. Dall’altro lato, è anche vero che spesso e volentieri una tecnica del genere potrebbe evitare di contabilizzare delle perdite quando il prezzo prende un’altra direzione. Basta aspettare qualche giorno e la Martingala farà il suo corso, facendo recuperare velocemente tutte le perdite per salvarsi e tornare a pari, magari anche con piccolo guadagno.

rischio martingala social trading

Il problema è che questo non avviene sempre. Come detto e ripetuto molte volte, il mercato, nonostante tutte le statistiche che uno può studiare, è una creatura irrazionale. Ci saranno dei momenti, e puoi scommetterci che prima o poi arriveranno, in cui il prezzo non tornerà sui suoi passi, neanche dopo settimane, correndo violentemente nella direzione opposta a quella sperata.

Se è vero che aumentare il numero dei trade consente di recuperare in fretta, è altrettanto vero che, in una situazione in cui il prezzo non torna sui suoi passi, quell’elevato numero di trade in perdita farà aumentare vertiginosamente il rischio dovuto dal livello delle perdite complessive.

Se non sei sufficientemente preparato, queste possono essere situazioni fatali per il tuo conto.

Il rischio delle commissioni

Fin ad ora abbiamo visto il rischio psicologico o tecnico di seguire una di queste categorie di Signal Provider. Ora è giunto il momento di parlare anche di un altro possibile rischio, che può interessare tutte le categorie di Signal Provider viste finora, ma maggiormente i Signal Provider che fanno scalping e i Martingala.

Per farti capire devo prima di tutto spiegarti nel dettaglio come di solito un Signal Provider guadagna condividendo i propri segnali attraverso una società di Social Trading.

Ricorderai dalla lezione nel corso Forex che quando si apre e chiude un trade attraverso un broker, questo ci fa pagare ogni volta uno spread, che viene calcolato semplicemente aggiungendo una piccola quantità allo spread reale di mercato. Nel caso del Forex solitamente il broker aggiunge da 1 a 3 pips circa come spread, ma questo può variare sia dal broker, sia dalla coppia di valute presa in considerazione.

In ogni caso, lo spread è il guadagno che il broker si mette in tasca ogni volta che tu apri e chiudi un trade. Indipendentemente dal fatto che con quel trade tu abbia guadagnato o perso, lo spread lo paghi sempre.

Nel Social Trading i guadagni, sia per la società, sia per il Signal Provider derivano proprio da quello spread.

In pratica, quando un Follower collega il proprio conto alla società di Social Trading, questa società contatta il broker del follower e viene stipulato un accordo. Questo accordo, solitamente, verte sulle operazioni che verranno aperte sul conto del Follower.

Tutti gli spread che il broker guadagnerà, dipendono dal fatto che il Follower sta seguendo dei Signal Provider attraverso la Società di Social Trading. Il broker perciò si impegna a corrispondere alla società di Social Trading una parte dello spread pagato dal Follower in ogni operazione, sotto forma di commissione. La società di Social Trading, a sua volta, andrà a corrispondere una parte di spread al Signal Provider che ha generato il segnale.

Sono sicuro che ora tutto comincia a esserti più chiaro. Possiamo fare subito due considerazioni:

1) Un Signal Provider guadagna solo ed esclusivamente se è seguito da investitori Follower con un conto live, con soldi veri. Tutti quelli che lo seguono con conto demo non gli fanno guadagnare niente.

2) Più operazioni un Signal Provider apre, più commissioni incassa, indipendentemente dal fatto che le sue operazioni guadagnino e facciano guadagnare altri Follower. Lo spread si paga sempre.

È ovvio che, date queste condizioni, molti presunti trader non siano approdati nel circuito del Social Trading per condividere la loro esperienza e al tempo stesso guadagnare qualcosa in più, ma piuttosto per guadagnare e basta grazie alle commissioni, anche se di trading ne sapevano poco o niente.

Ora ti è più chiaro perché soprattutto Scalper e Martingala sono un forte rischio anche da questo punto di vista, in particolare i Martingala. Molti di questi presunti trader si affidano a questo procedimento matematico piuttosto facile, che nel breve periodo può produrre delle performance ottime e molto allettanti per i Follower inesperti.

Immagina. Una percentuale altissima, se non anche il 100%, di trade chiusi in profitto. Perdite quasi o del tutto inesistenti. Profitti costanti ogni giorno. Detto così potrebbe sembrare un sogno, e infatti è proprio questo, un sogno, o per meglio dire un miraggio.

Moltissimi investitori Follower, che si sono buttati senza conoscenze ed esperienza alcuna sul Social Trading, sono incappati in questi squali. Ti lascio immaginare come è finita per quasi tutti loro. Un brevissimo periodo di felicità prima che la grande falce si abbattesse sui loro conti.

La dura verità del Social Trading

La tua considerazione legittima potrebbe essere “Ma questi Signal Provider facendo così rischiano anche i loro stessi soldi. Se da un lato guadagnano le commissioni dall’altro però perdono il loro capitale“.

Ora ti svelo l’ultimo tassello per farti capire a pieno il rischio di chi fa Social Trading solo per le commissioni: in alcuni casi (non sempre e non con tutti) i Signal Provider possono operare e mandare i loro segnali anche da un conto demo.

Hai capito bene, da un conto con soldi virtuali, quindi senza rischiare niente del proprio capitale. Ovviamente, la società di Social Trading ti evidenzierà questo fattore, e sarà qualcosa da tenere sicuramente in considerazione quando farai le tue valutazioni.

Inoltre, anche nel caso di società che non consentono ai Signal Provider di usare conti demo, ma solo conti reali con i propri soldi dentro, i rischi non vengono eliminati del tutto. Grazie alla leva finanziaria e alle nuove quantità utilizzabili (una volta c’era solo il lotto standard, ora ci sono anche i mini, micro e nano lotti, ovvero 1/10, 1/100 e 1/1000 di lotto) un Signal Provider può aprire un conto con poche centinaia di dollari ed avere comunque un alto livello di margine per poter utilizzare queste tecniche rischiose. Se tutto va bene, i profitti derivanti dalle commissioni potrebbero essere altissimi, mentre in caso di fallimento, la loro perdita sarebbe solo relativa al piccolo conto aperto.

Non ti nascondo che questo tipo di presunti Signal Provider esistono ancora oggi, e che molti investitori alle prime armi tuttora finiscono per cascare in queste trappole.

Ora però, questo non è più un tuo problema.

Grazie a quello che hai imparato, e che imparerai ancora, con Investingoal, saprai riconoscere ed evitare questo rischio senza alcuna difficoltà, andando invece a trovare ed apprezzare quei trader che operano seriamente e in maniera professionale, per un beneficio comune tra Signal Provider e investitore Follower.

È una missione comune

Aggiungo ancora un’altra cosa molto importante.

Ora che sai come questo meccanismo funziona, e quale può essere il rischio per un investitore inesperto, è tuo dovere fare in modo che quante più persone possibile sappiano come difendersi. Uno dei più ambiziosi obiettivi di Investingoal è di riuscire a rendere consapevoli di questi rischi tutti quelli che vogliono provare o già stanno usando il Social Trading, tanto da fare in modo che tutti gli squali a caccia di commissioni muoiano letteralmente di fame.

Solo così potremo avere un Social Trading pulito, fondato davvero su conoscenza e professionalità.

C’è un modo semplice per te per poter fare tutto questo. Continua il tuo percorso con Investingoal, condividi i nostri contenuti con i Social Network, e sopratutto partecipa alla nostra Community, in modo da farla crescere.

Questo farà si che sempre più investitori arriveranno su Investingoal e scopriranno come proteggersi. Noi, chiaramente, ne saremo contenti per ovvie ragioni, ma credo lo sarai anche tu, perché avrai fatto la cosa giusta.

Grazie a te chi arriverà si potrà salvare dai possibili pericoli. In fondo lo spirito di una community è proprio questo.

Proteggersi insieme dai rischi e condividere insieme tutti i benefici.

Come analizzare Equity Line e Drawdown

drawdown equity line social trading

Abbiamo visto le caratteristiche positive e negative di ogni categoria di Signal Provider.

Ora non ci resta che scoprire le due colonne portanti, i due elementi fondamentali, quelli che analizzerai sempre per primi ogni qualvolta ti approccerai ad un Signal Provider.

Stiamo parlando della Equity Line e del Drawdown.

Questi due dati faranno da primo grande spartiacque tra “interessanti” e “da scartare“. La tua domanda quindi potrebbe essere: “Ma se sono i 2 elementi principali, quelli con cui si inizia, perché me ne parli solo dopo gli altri parametri?“.

Ecco il motivo. Come abbiamo riscontrato grazie a diversi feedback, molte persone compiono l’errore di basarsi esclusivamente su un analisi approssimativa di questi due elementi, evitando poi di andare più a fondo nell’analisi di quelli che abbiamo visto nel capitolo 6, o, peggio ancora, non essendone neanche a conoscenza.

Equity Line e Drawdown sono i due elementi fondamentali ma, per fugare ogni dubbio, non bastano per poter fare una buona scelta. Sono i due elementi imprescindibili di partenza, ma, finita la loro analisi, si deve passare per forza ad analizzare tutti gli altri. In caso contrario, il rischio di seguire un Signal Provider rischioso cresce di molto.

Nel capitolo 6, 7 e 8 ti abbiamo chiarito quali sono gli elementi che dovrai assolutamente considerare ogni volta in un Signal Provider, ora andremo a vedere i due che ti consentiranno di decidere quali, tra i migliaia di trader, andare ad analizzare.

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EQUITY LINE

equity line social trading

La Equity Line è una rappresentazione grafica dell’andamento del saldo del conto del Signal Provider.

Il grafico che rappresenta l’Equity Line ha, sull’asse delle ordinate, il saldo del conto, e, sull’asse delle ascisse, il tempo, oppure il numero progressivo delle operazioni eseguite. L’unione dei vari punti crea una linea che rappresenta l’andamento del saldo, e si chiama appunto Equity Line.

La prima grande divisione possiamo farla tra:

1) le Equity Line che mostrano l’andamento per ogni trade

2) quelle che invece mostrano l’andamento giornaliero, ovvero il saldo finale di cosa è stato fatto durante una giornata di trading.

Nel secondo caso potremmo quindi trovare dei momenti in cui la Equity Line è piatta. Questo perché se il Signal Provider non fa nessuna operazione in quel periodo la linea segnerà appunto lo stesso valore costante corrispondente all’ultimo saldo. Nel primo caso invece, non potremo mai trovare momenti piatti, perché non si terrà conto del tempo che passa, ma solo dei guadagni o delle perdite dei trade quando effettivamente vengono chiusi.

Un’ulteriore divisione che potremmo fare è tra:

1) le Equity Line che mostrano l’andamento del saldo solo per le posizioni chiuse

2) quelle che invece includono anche i movimenti delle posizioni ancora aperte.

Per le Equity con solo posizioni chiuse, nel caso di progressione giornaliera, si tratterà chiaramente di un saldo formato dalla sommatoria delle sole operazioni chiuse in giornata. Queste Equity sono le classiche e le più famose, e sono molto utili per capire certi tipi di comportamenti del Signal Provider.

Tuttavia, un occhio inesperto a volte potrebbe mal interpretare questo tipo di Equity Line classica. Per spiegarmi meglio, se io chiudo un’operazione, ma ne ho altre 10 aperte sul conto, la mia situazione contabile potrebbe essere molto diversa rispetto a quella mostrata da una Equity che invece mostra solo il saldo per le operazioni chiuse.

Per fare un esempio pratico, pensiamo a chi non chiude quasi mai le operazioni che sono in perdita (i famosi martingala). La sua Equity Line classica potrebbe essere perfetta e sempre in salita, dato che chiude i trade solo quando questi sono in profitto o se sommati tra loro sono a break-even. In realtà quel Trader potrebbe avere nello stesso momento molti altri trade aperti e in perdita, ma la Equity Line classica ci mostrerebbe solamente il “+10 pip” di giornata, mentre non ci farebbe vedere il “-1000 pip di posizioni aperte”.

Ecco perché esistono anche altri tipi di Equity Line, che oltre al saldo delle sole posizioni chiuse integrano al loro interno anche i valori reali del saldo, in considerazione di tutte le posizioni aperte. Possono essercene vari tipi, ad esempio Equity Line che includono solo le posizioni aperte in perdita, o che includono anche quelle in profitto.

La cosa fondamentale quando si osserva una Equity Line è sapere con quali criteri è stata disegnata, in modo da avere una visione chiara dei dati che stiamo osservando e poter fare le giuste considerazioni.

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DRAWDOWN

drawdown social trading

L’elemento complementare alla Equity Line, che ne amplia la possibilità di analisi, è il Drawdown.

In termini semplici, il Drawdown rappresenta le perdite di un’attività di Trading, o meglio il livello di perdite sostenuto prima di tornare nuovamente a generare profitti.

Osservando una normalissima Equity Line, che presenta momenti di salita e momenti di discesa, i Drawdown sono tutte quelle discese a cui poi sono succedute delle nuove salite, con nuovi massimi nella scala dei profitti.

Quante perdite ha dovuto sostenere il Trader prima di riuscire a generare dei nuovi massimi di profitto?

Questa è la domanda a cui il Drawdown risponde con precisione.

Il Drawdown può essere espresso in due modi:

  1. Si possono considerare le perdite in termini assoluti, quali denaro o pips
  2. oppure in termini di percentuale.

Le percentuali ci aiutano in quella che è l’analisi dell’effettiva capacità di trading della strategia del Signal Provider, mentre i valori assoluti di denaro o pips ci aiuteranno principalmente nel processo di costruzione del nostro portafoglio. Entrambi i fattori in ogni caso concorrono a sostenere le decisioni prese in merito al money management, come vedremo nello specifico nella prossima lezione.

A nostro avviso il Drawdown in percentuale deve essere sempre calcolato in due modi, o per meglio dire, prendendo due riferimenti diversi. Una volta che hai identificato un drawdown, puoi calcolare a quanto ammonta in percentuale sia rispetto al totale dei profitti accumulati, sia rispetto all’ammontare dei profitti raggiunti prima che il Drawdown stesso cominciasse. Entrambi i valori sono molto importanti, e possono mostrarti questo aspetto delle performance del trader da due diverse angolazioni.

percentuale drawdown social tradingLe percentuali ci aiutano ad osservare i Drawdown anche da un’altro interessante punto di vista. Se, un Signal Provider perde il 50% dei suoi pips, per poter tornare almeno in pareggio, non dovrà produrre una nuova performance del 50%, bensì del 100%. Si perché, se perdendo il 50% ha dimezzato i suoi guadagni, si trova quindi con metà del capitale. Per fare in modo che quella metà torni ad essere un intero dovrà per forza raddoppiarla, per cui fare una performance del 100%. Bisogna quindi sempre porre attenzione, perché più alto è il Drawdown più è difficile recuperare i profitti.

Come abbiamo visto per la Equity Line, anche il Drawdown può essere calcolato o espresso in diversi modi, in base a cosa viene considerato, se solo le posizioni chiuse, o se vengono inserite nel calcolo anche quelle ancora aperte.

Il Drawdown classico si basa sulle perdite nella Equity classica, causate dalle sole posizioni chiuse e contabilizzate, mentre quello che include le posizioni aperte calcola quanto effettivamente il conto è sceso in termini di capitale, a fronte di tutte le posizioni aperte.

Entrambe le vie possono dare indicazioni, ma come puoi immagine l’interesse maggiore bisogna darlo al Drawdown che include le posizioni aperte, perché in questo modo possiamo osservare realmente i rischi che sono stati sostenuti. Ogni operazione, prima di essere chiusa, oscilla. Per calcolare i possibili rischi ho bisogno di sapere quanto è stata profonda l’oscillazione al ribasso, e di sapere poi quanto è stata l’oscillazione al ribasso dell’intero conto, considerando la somma di tutti i trade aperti in un dato momento o giorno.

Al di là di tutti i modi in cui può essere rappresentato, il valore che più ci interessa sarà il Max Drawdown, ovvero la massima riduzione del capitale prima di tornare a creare un nuovo massimo di profitto.

Altri valori che potranno essere molto utili saranno anche il Drawdown Medio e la Frequenza del Drawdown, ovvero ogni quanto tempo questi si verificano.

Equity Line, Drawdown e tutti gli altri elementi di analisi che abbiamo visto, se uniti intelligentemente, concorrono ad aiutare l’investitore Follower nelle decisioni sulla gestione del denaro inserito nel suo portafoglio, ovvero del suo Money Management.

Nella prossima lezione ci faremo la seguente domanda.

Date tutte queste premesse e queste caratteristiche dei Signal Provider che ho scelto, come posso utilizzare il mio denaro al meglio per ottenere i maggiori rendimenti possibili?“.

Come utilizzare il Money Management

money management in social

Il Money Management è la gestione del denaro utilizzato in tutti i nostri asset, e come primo scopo ha quello di controllo del rischio .

Gestire i propri soldi in maniera oculata è il vero spartiacque tra successo e fallimento, ed è per questo che molti Trader o anche investitori Follower hanno difficoltà all’inizio, proprio perché sottovalutano l’importanza del Money Management nella propria strategia d’investimento.

Anche la strategia più proficua e vincente della storia potrebbe causarti seri problemi se non hai ben chiaro in mente come gestire il rischio, e di conseguenza il tuo capitale.

Per fartelo capire ti faccio un esempio estremo. Supponiamo tu abbia trovato una strategia che vince 99 volte su 100, un vero prodigio, quasi un miracolo. Entusiasta, prendi il tuo conto da 10.000 usd e lo punti tutto su questa strategia. Sfortuna vuole che la prima operazione fatta sia propria quell’unica operazione perdente su 100. Passata quella, il sistema a quel punto parte con le altre 99 operazioni di fila vincenti. Peccato per te però, perché puntando tutto su quella prima operazione ti sei bruciato il conto e sei uscito dai giochi poco prima di diventare finalmente ricco.

Ora ti è più chiaro il concetto di cosa vuol dire Money Management per la gestione del rischio.

Ogni investimento, ogni strategia, ogni Signal Provider si porta dietro un certo livello di rischio. È inevitabile e fa parte del gioco. La bravura dell’investitore sta nell’assegnare il giusto quantitativo di capitale ad ogni pezzo della strategia, in modo che tutta la struttura possa continuare ad operare con efficienza e con il minor rischio possibile.

Nel Social Trading, trattandosi di una forma di investimento vera e propria, bisognerà decidere quali e quanti Signal Provider inserire nel portafoglio, quanta parte del capitale assegnare ad ognuno, che Lot Size assegnare ad ogni Signal Provider in base alla fetta di capitale dedicato, e infine i livelli di controllo per prendere le future decisioni di gestione.

Tutte queste operazioni concorrono a delineare il nostro Money Management.

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Quanto capitale assegnare ad un Signal Provider

Ogni Signal Provider porta con sé la sua strategia e le sue performance, con i suoi parametri, le sue peculiarità, i suoi livelli di rendimento ma sopratutto di rischio. Da tutti questi parametri derivano dei ragionamenti di Money Management finalizzati ad indicare qual’è la fetta ideale di capitale da assegnare a quel Trader, in modo che produca il meglio delle sue performance mettendo a rischio il meno possibile la stabilità del portafoglio.

Quanta parte assegnare deve anche dipendere dai tuoi obiettivi d’investimento iniziali. È chiaro che se ho un obiettivo conservativo darò più spazio ai Signal Provider molto tranquilli, e diversificherò con una fetta minore assegnata a Signal Provider più spinti. Viceversa nel caso volessi invece puntare ad una grande percentuale di ritorno.

Parlando di percentuali, una buona strategia di money management potrebbe essere di assegnare il 50-60% del portafoglio a Signal Provider adatti al tuo obiettivo (spinti o conservativi), un 20-30% a Signal Provider opposti (o con caratteristiche differenti) per diversificare, e la restante parte del tuo conto lasciarla come capitale di protezione.

Noi crediamo molto nel capitale di protezione. Il Social Trading è un investimento che consente incredibili ritorni sul capitale, ma porta con sè anche dei rischi da non sottovalutare, soprattutto se consideri il fatto che la gestione è tutta nelle tue mani, e potresti non avere la minima esperienza diretta sul campo, ma solo concetti teorici.

Mantenere una fetta del capitale al di fuori dei giochi vuol dire proteggersi ulteriormente in caso di gravi errori o avvenimenti imprevisti. Dovessi incontrare degli ostacoli lungo il cammino, quella fetta di capitale sarebbe sempre pronta a ridarti un po’ di ossigeno. Vedrai poi più nel dettaglio che cosa intendiamo.

Decidere queste percentuali è più un’arte che un processo matematico, e l’esperienza è sicuramente quello che più ti aiuterà nel trovare la perfetta calibratura del tuo portafoglio investimenti e la giusta strategia di Money Management.

Esistono comunque delle formule matematiche che possono aiutarti nel capire quanta percentuale di capitale un Signal Provider potrebbe gestire in base alle sue performance.

Ovviamente, il valore delle percentuali andrà ad incidere sul numero dei Signal Provider che potrai utilizzare. Se hai deciso di dedicare il 60% a Signal Provider spinti, non potrai usare 5 trader che secondo l’utilizzo di determinate formule matematiche occuperebbero sul tuo conto uno spazio pari al 20% ciascuno.

Quanti Signal Provider usare

Come prima cosa hai deciso le percentuali di capitale da usare per la tua strategia.

Il prossimo passo per un buon money management è decidere quanti Signal Provider utilizzare. Oltre a quanto detto nel precedente paragrafo, bisogna anche ragionare sulla capienza del proprio conto, perché se hai un conto piccolo e segui troppi Signal Provider, potresti non avere più la copertura di margine sufficiente per replicare tutte le operazioni, come spiegato nel corso sul Forex. Anche questo è Money Management.

In generale, è sempre meglio non esagerare con il numero di Signal Provider, per una questione di semplicità nella gestione, e per quello che diceva Warren Buffet: “Se uno diversifica troppo è perché non sa quello che sta facendo“.

Non servono decine di Signal Provider per dare un’impronta al portafoglio secondo il tuo obiettivo. Studia molti Signal Provider, ma alla fine scegli i tuoi preferiti, focalizzati su quelli, e impara a conoscerli meglio che puoi.

Che tipo di trader sei?

Il tuo capitale è a rischio

Che Lot Size assegnare ad un Signal Provider

Ecco uno degli argomenti più importanti riguardo il Money Management nel Social Trading.

Quanti lotti, o mini lotti, o micro lotti devo assegnare ad ogni Signal Provider?

La risposta non è facile, ma la matematica e la logica possono offrirci un grande aiuto.

  1. Il lot size deve riflettere in primo luogo la percentuale di capitale che abbiamo deciso di assegnare a quel trader.
  2. In secondo luogo deve riflettere il livello di rischio del trader stesso.

Anche qui, combinare perfettamente questi elementi è una pratica che si acquisisce con il tempo e l’esperienza, ma per crearti una ottima base di partenza per un buon money management puoi partire usando dei calcoli.

Il valore più importante in questo caso è il Max Drawdown. Ed è facile capire il perché.

Se le performance passate non sono garanzia di quelle future, è comunque vero che sono una possibile anticipazione di quello che puoi aspettarti. In ogni caso, è quello su cui puoi basarti per prendere le tue migliori decisioni. In questa ottica, il valore di Max Drawdown è un ottimo indicatore di quello che di peggio potresti attenderti dal quel Signal Provider.

Il momento peggiore vissuto dal Signal Provider è quello che, per traslazione, potresti vivere anche tu nel caso quel trader dovesse replicare un momento del genere.

Questo significa che il Max Drawdown del Signal Provider è il valore fondamentale per capire quanto rischio possiamo sopportare, quanti soldi siamo disposti a rischiare, e quindi che lot size quel Signal Provider può gestire.

I livelli di controllo di Money Management

Ora che hai chiarito tutti i parametri per impostare l’operatività dei Signal Provider all’interno del tuo portafoglio, cosa resta da fare riguardo il money management?

Rimane da stabilire quali devono essere i livelli di controllo per l’evoluzione del tuo capitale.

Poniamo il caso che un Signal Provider incontri un periodo di Drawdown che non si era mai verificato fino ad ora, creando quindi un nuovo livello di Max Drawdown. A quel punto bisognerà andare a riconsiderare l’operato di quel trader, e nel caso ad aggiornare tutte le relative impostazioni.

Bisogna anche avere ben chiaro un livello di aspettativa massimo sulle perdite generali e cumulative del conto. Immagina che tutti i Signal Provider producano nello stesso momento la loro peggiore performance storica, e calcola quanto il tuo conto potrebbe risentirne. Nel caso dovessi raggiungere quel livello, vuol dire che è arrivato il momento di riconsiderare tutta la struttura del tuo portafoglio, e soprattutto delle scelte dei Signal Provider.

Questi possono essere due casi negativi. Ma ora viene anche quello positivo.

Arriverà un momento in cui i tuoi guadagni consentiranno al tuo portafoglio di salire di livello. Il tuo capitale sarà cresciuto abbastanza da sostenere un incremento di Lot Size assegnato ai Signal Provider, e cominciare quindi a trattare capitali più consistenti per la crescita progressiva del tuo conto.

Anche avere chiaro anche questo livello fa parte di una buona strategia di Money Management.

Che aspettative avere con il Social Trading

che aspettative avere nel social trading

Prima di passare alla conclusione di questo corso sul Social Trading e cominciare il prossimo, occorre parlare di qualche questione pratica riguardo il tempo, le risorse e le aspettative.

Molti investitori domandano quali siano le tempistiche quando si tratta di investire oggi il proprio capitale con il Social Trading.

D’altro canto, un investitore potrebbe benissimo prendere il proprio capitale, consegnarlo a qualcun altro che lo gestisca al posto suo, pagarlo, e poi attendere, con tutti i rischi e gli scarsi rendimenti che ne conseguono. Questo metodo, che è poi quello classico, richiederebbe un investimento minimo in termini di tempo.

Oppure puoi scegliere di investire un po’ del tuo tempo per un certo periodo, imparare come si investe in modo autonomo e come lo si fa tramite il Social Trading.

Questo metodo ti impiegherà sicuramente più tempo, ma di contro non perderai mai il totale controllo sui tuoi soldi, e avrai accesso ad un rendimento potenziale senza paragoni.

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Quanto ci vuole per imparare il Social Trading?

A quanto ammonti il tempo necessario per essere in grado di cominciare ad operare con successo dipende solo da te.

Di sicuro c’è un fatto. Arrivando su Investingoal e seguendo i nostri corsi stai drasticamente riducendo i tempi necessari per la tua formazione. Cominciare senza nessun materiale didattico ti espone ai pericoli di fare scelte molto rischiose, dettate semplicemente dalla tua scarsa conoscenza degli argomenti.

Cominciando da solo saresti costretto ad imparare facendo esperienza. Da un certo punto di vista, è una cosa fantastica, ma purtroppo qui ci sono di mezzo i tuoi soldi, e rischiarli per fare esperienza non avrebbe molto senso. Cominciare con Investingoal invece ti consente di avere fin da subito tutte le conoscenze di base necessarie per cominciare in sicurezza, escludendo i rischi di minacciare da subito il tuo capitale con scelte molto azzardate, dettate dalla totale inesperienza.

Inoltre, tutta le esperienze che farai a seguire avranno un valore diverso, migliore, perché, grazie alle tue solide conoscenze di base, potrai contestualizzarle in modo molto più organizzato e proficuo per la tua formazione sul campo.

Fare esperienza senza neanche aver capito cos’hai fatto non può svelarti neanche cosa hai rischiato. Risulterebbe essere un’esperienza poco utile.

Fare degli errori è normale, succede a tutti, anche dopo anni di esperienza. L’importante è che ogni errore non metta mai a repentaglio la stabilità del tuo conto e delle tue risorse, e che da quello sbaglio tu possa veramente imparare qualcosa.

Le conoscenze che otterrai con Investingoal servono soprattutto a questo.

Quanto ci vuole per avere successo con il Social Trading?

In riferimento al fattore tempo c’è anche un altro argomento importante da trattare. Quello riguardo le tempistiche su quanto tempo serva per poter guadagnare.

Anche qui il discorso si può fare personale e dipende soprattutto dal tipo di strategia che hai deciso di perseguire. Se hai una strategia Long Term, non puoi pretendere di vederne i risultati dopo solo un mese. Ma anche se hai progettato un strategia Short Term, pensare di poter ottenere grandi risultati dopo solo due settimane ti pone in una situazione pericolosa.

Come detto altre volte, qui parliamo di investimento, non di scommesse o gioco d’azzardo. Se vuoi tentare di raddoppiare il tuo capitale in una serata ti consiglio di provare alla roulette del casinò. Di sicuro hai più possibilità e impiegherai molto meno tempo, nel senso che nel giro di una sola serata saprai subito se avrai raddoppiato il tuo capitale, o se, molto più probabilmente, l’avrai perso miseramente. Anche questo può essere un risparmio di tempo, forse però poco intelligente.

Tutte le cose buone richiedono tempo e cura, e l’arte dell’investire soprattutto fa parte di questa categoria.

Sia quando studi che quando imposti il tuo portafoglio, datti il giusto tempo, non correre. Pensa bene a tutte le possibili varianti, a tutti i possibili problemi, fai un brainstorming di tutto quello che può essere collegato alla tua strategia, pro e contro, momenti migliori e peggiori, tempistiche e soprattutto le regole che i tuoi Signal Provider dovranno rispettare, pena la riduzione del Lot Size assegnato o del totale scollegamento.

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Investire vuol dire avere pazienza

Una volta che hai fatto tutto questo, viene chiamata in causa la parte più difficile per la psicologia di un investitore Follower: la capacità di avere pazienza e saper aspettare.

Ci vuole tempo per far lavorare il proprio portafoglio investimenti. Se, da un lato, poter vedere lo stato del proprio capitale, ogni volta che lo si desidera, è una cosa fantastica, dall’altro può creare un possibile stress.

Immagina di impostare una strategia a lungo termine. Come già detto, potrebbero volerci mesi per vederne i risultati. Se non riesci a rimanere sereno e controlli freneticamente il conto più volte al giorno, ti assicuro che subirai un certo tipo di stress e di insoddisfazione.

Se i presupposti e le motivazioni che ti hanno portato a scegliere determinati Signal Provider, e ad assegnargli determinati valori, sono ancora validi dopo settimane o mesi di assenza di profitti, allora vuol dire che forse la tua mente sta cominciando a soffrire il passare del tempo.

Quando cominci ad avvertire questo fastidio devi stare molto attento ed essere molto cauto con le azioni che deciderai di intraprendere, perché, se decidi di cambiare strategia di colpo, rischi di perdere il momento in cui avresti finalmente cominciato a realizzare i tanto attesi profitti.

Te lo posso assicurare, non c’è rabbia e frustrazione peggiore di quella causata dal rimpianto di non aver saputo aspettare ancora un po’, e aver perso l’occasione che si stava per concretizzare dopo lungo tempo.

D’altro canto, se i presupposti di creazione della strategia dovessero venire meno, secondo le regole che ti sei posto all’inizio, allora dovresti agire senza esitazione. Questo è il rovescio della medaglia, rimanere immobili e non prendere decisioni per paura del cambiamento è quello che in psicologia chiamano “mantenere lo status quo”.

Per questo servono regole precise stabilite all’inizio, per non avere poi dubbi su quello che si deve fare. La bravura di un buon investitore Follower sta anche in questo, nell’impostare regole non troppo rigide e non troppo lascive, in modo che ci si possa muovere saggiamente all’interno dei possibili scenari, e soprattutto nel rispettarle.

Il primo anno

In linea di massima comunque, se l’investitore Follower ha studiato a dovere tutti gli argomenti, ha impiegato il tempo necessario per procedere con tutte le operazioni contenute in questi corsi, e ha controllato l’esattezza di tutte le sue impostazioni, ipotizzando che i suoi Signal Provider facciano il proprio dovere senza fare errori lungo il cammino, allora il tempo minimo da lasciare al portafoglio perché questo lavori, prima di fare delle considerazioni in merito, è di almeno 6 mesi, ma molto meglio se un anno.

Queste sono le tempistiche minime perché i tuoi ragionamenti e le valutazioni sulle performance siano attendibili.

Sempre prendendo d’esempio una strategia Long Term, che senso avrebbe lamentarsi delle performance dopo soli 5 mesi, sapendo come queste strategie funzionano? Valutazioni del genere non hanno molta logica, per il semplice fatto che non è stato lasciato al portafoglio il tempo necessario per mostrare le sue reali potenzialità, o magari anche per svelare i suoi reali problemi o lacune.

Per entrambe le cose serve il giusto tempo. Altrimenti non stai agendo in modo sensato ma solamente prendendo decisioni in base all’emotività, cosa molto deleteria nel mondo dell’investimento.

Per ribadire, questo non significa che se un Signal Provider tradisce la propria stessa strategia, o vedi che le perdite stanno mettendo in pericolo il tuo conto, tu devi comunque aspettare 6 mesi prima di prendere qualsiasi decisione. Le regole che avrai stabilito in partenza servono proprio a questo: a capire quando e perché devi intraprendere delle azioni al di fuori dell’ordinario.

Il capitale iniziale nel Social Trading

Passiamo ora a trattare degli argomenti di natura monetaria.

Un’altra domanda che molti si pongono è “Con quanti soldi devo cominciare?“. Ormai lo sai, questi sono tutti argomenti relativi che possono variare da persona a persona. Tuttavia, possiamo fare alcune considerazioni di carattere generale.

Con il Social Trading, grazie alla leva finaziaria, è possibile cominciare anche con sole poche centinaia di dollari. Con Zulutrade precisamente 250 usd, con eToro 200 usd. Da un lato questo aspetto è fantastico, perché consente l’accesso a questo strumento di investimento davvero a tutti. Dall’altro però, come al solito, può essere causa di rischio.

Cominciare con somme di denaro così ridotte può causare frustrazione. I ritorni in percentuale che si possono ottenere sono gli stessi di quelli ottenibili su grandi capitali, ma è chiaro che il 50% di 300 dollari è molto diverso dal 50% di 30.000 dollari.

Ottenere il 50% in un anno, ma anche di più come vedremo tra poco, è un risultato ottenibile con il Social Trading, ma a quanto questo 50% corrisponda in termini monetari dipende solo dal tuo capitale iniziale. Averne troppo poco potrebbe causare un certo livello di frustrazione, che potrebbe poi farti prendere della cattive decisioni, la peggiore delle quali quella di aumentare l’esposizione e i lot size, per cercare di aumentare i profitti.

Come ben sai, in questo modo aumentano anche e soprattutto le perdite, e quindi tutto il rischio collegato al tuo portafoglio. Inoltre, con un capitale ridotto potresti non avere la copertura sufficiente, in termini di margine, per poter seguire più di un Signal Provider con dei parametri di sicurezza.

Avere un buon capitale di partenza ti consente di ottenere dei risultati apprezzabili, che ti permettano di vivere in serenità l’evolvere del tuo investimento, e soprattutto di non correre nessun rischio inutile causato dalla foga di volere ottenere profitti cospicui.

Come regola generale, dovresti sempre investire una somma che non avresti problemi a perdere, e che non metta mai a repentaglio la tua stabilità a sicurezza finanziaria e patrimoniale. Ma allo stesso tempo dovresti fare in modo che questa somma sia il più cospicua possibile.

Molto meglio risparmiare per il periodo necessario mentre si studia e si fa pratica su carta, che cominciare con quel poco che si ha correndo i rischi detti sopra. Oppure, si può sempre partire anche con piccole somme, ma con in programma di versare nuovi fondi ogni volta possibile, come spiegato in questa lezione del corso sull’investire.

Quanto si può guadagnare

Arriviamo poi all’ultimo argomento, di sicuro quello di maggiore interesse.

Quanto si può guadagnare con il Social Trading?“.

Tra tutte quelle che ci siamo posti fin ora, questa è certamente la domanda più personale e relativa di tutte.

Ovviamente, si vuole cercare di ragionare su quanto sia possibile guadagnare “al massimo” con il Social Trading, quali sono le maggiori percentuali di ritorno ottenibili. Questa non è una domanda facile a cui rispondere. Il motivo è semplice.

Le decisioni su che lot size utilizzare le prendi tu, per cui quanto guadagnare è una tua scelta, ma come sai, quando scegli lo fai anche sui rischi correlati. Puoi anche progettare di realizzare il 500% di ritorno in un anno, puoi farlo, i mezzi sono a tua disposizione. Ma, o hai trovato dei Signal Provider davvero eccezionali e con delle strategie ultra profittevoli, e soprattutto ultra sicure (in quel caso ti preghiamo di dirci chi sono anche a noi 🙂 ), o se no, molto probabilmente, stai rischiando davvero troppo.

Quanto puoi guadagnare deve dipendere sempre e comunque da quanto stai rischiando, e per poter minimizzare i rischi e massimizzare i profitti devi essere soprattutto bravo a trovare i Signal Provider adatti e costruire professionalmente la tua strategia.

Ti abbiamo già mostrato che i Retail Trader sul Forex o sui CFD possono ottenere grandissimi ritorni sul loro capitale, quindi vuol dire che puoi farlo anche tu. L’importante è saper gestire questo enorme potenziale e non scottarsi.

Le tue aspettative con il Social Trading possono essere molto alte, ma cerca comunque di non esagerare mai. Non voglio darti limiti su quali ritorni tu possa ottenere, perché non avrebbe senso. Puoi puntare a qualsiasi cosa tu voglia.

Tuttavia, voglio assicurami tu sia cosciente che ogni possibile traguardo nasconde sempre dei possibili rischi per la salvaguardia del tuo capitale, rischi che tu devi essere in grado di identificare, analizzare e controllare. Se, fatto questo, questi rischi sono accettabili, oppure non lo sono ma tu sei comunque deciso a correrli, sapendo quali possono essere le conseguenze, allora procedi pure.

Ti auguro sempre e in ogni caso buona fortuna e buon investimento.

Detto questo, noi consigliamo sempre di non esagerare. Come avrai modo di vedere fra poco, con il Social Trading si possono ottenere degli ottimi ritorni sul capitale, non raggiungibili con altri strumenti di investimento classici, mantenendo comunque contenuti i rischi.

Vuoi aumentare i soldi guadagnati? Versa altro capitale e aumenta così la base su cui il portafoglio lavora, mantenendo in percentuale la stessa esposizione al rischio.

Questo è vero investire.

Pronti, Via! Investi con il Social Trading

iniziare con il social trading

Eccoci finalmente arrivati alla conclusione di questo corso sull’investire con il Social Trading.

È stato un lungo viaggio, ma così abbiamo avuto modo di toccare davvero gli argomenti fondamentali che sono alla base del successo in questa disciplina.

Se hai seguito tutto il percorso che ti abbiamo voluto suggerire in questa sezione “Impara” del sito, ora possiedi davvero tutte le nozioni necessarie per sapere come incominciare ad Investire Oggi, come farlo attraverso il Social Trading, e il mercato nel quale si opera principalmente, ovvero il Mercato Forex.

Per passare all’ultimo corso gratuito della sezione Impara, il tuo prossimo passo sarà di aprire il tuo conto di Social Trading le due migliori e più famose società al mondo: ZuluTrade e eToro.

Puoi aprire un conto demo con entrambi per cominciare a lavorare con le stesse identiche funzioni che potrai trovare in un conto reale. Ti consigliamo di aprire i tuoi conti demo attraverso i nostri link di affiliazione, senza nessun costo aggiuntivo:

Naga Trader 5 stelle
Naga Trader Logo
  • Regolamentato: CySEC
  • Piattaforme: Proprietaria
  • Deposito Min: $1
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(Il tuo capitale è a rischio)

Il momento di investire con il Social Trading è arrivato

Per cui, ora ci siamo.

È arrivato per te il momento di cominciare davvero a investire con il Social Trading.

Con il tuo conto demo in mano, ti consigliamo di esplorare tutte le funzionalità disponibili e di fare più pratica possibile in generale. Non commettere però l’errore di cominciare a prendere decisioni alla leggera, o peggio ancora a caso, solo perché “tanto il conto è demo…“.

Abituati fin da subito a prendere decisioni oculate e ragionate, anche se magari non hai ancora tutta la conoscenza avanzata necessaria per operare come un vero professionista.

Tu ora prendi confidenza con il Social Trading, con lo strumento di lavoro. Comincia ad osservare i Signal Provider presenti, cerca di interpretare le loro performance tramite ciò che hai imparato fino ad ora.

So che non resisterai alla tentazione di cominciare a seguire qualche Signal Provider, anzi, direi che è proprio il caso che tu lo faccia. Un conto demo è fatto anche per questo. Solamente, non stupirti se per caso succedono cose strane o cominci a perdere senza neanche essertene reso conto. È normale, può succedere se non hai la giusta conoscenza avanzata dello strumento.

Ma questo non è assolutamente un problema.

Avrai quindi modo di capire come si analizzano in pratica i Signal Provider, quali sono nello specifico i loro punti di forza e debolezza e come si identificano, come si calcolano davvero i possibili rischi, e soprattutto come si costruisce un portafoglio perfettamente bilanciato e come lo si gestisce nel tempo.

Il tuo viaggio in questa nuova opportunità di investimento sta per iniziare. Si comincia aprendo un conto le due società leader in questo settore: ZuluTrade ed eToro.

Come vedrai nel prossimo corso, puoi aprire un conto demo, o puoi anche direttamente aprire un conto real con soldi veri.

A seguire, hai a disposizione i due corsi per cominciar ad investire demo con queste due società:

In ogni modo, questo è un viaggio che, se fatto bene, potrà darti molte soddisfazioni, personali, emotive ma ovviamente, per quello che interessa a noi tutti, soprattutto economiche.