immagine in evidenza dell'articolo tassazione etoroPer quanto si tratti di un argomento di cui raramente si parla, la tassazione nel trading online ha un ruolo molto importante.

Si tratta di un’attività che può generare importanti profitti, pertanto ogni trader dovrà ben conoscere come fare e quali peculiarità presenta la tassazione di questo settore.

Avremo modo di vedere la tassazione con eToro presenti alcune caratteristiche molto interessanti se non proprio vantaggiose.

Tuttavia, ci concentreremo unicamente su questo aspetto, mentre coloro che vogliono semplicemente conoscere meglio il broker in questione possono visitare questa guida sulle opinioni di eToro, dove ogni caratteristica verrà attentamente analizzare ed esposta.

Tornando al nostro argomento, dovremo affrontare diversi punti nella guida di oggi: come pagare le tasse, che ruolo svolge il broker e ovviamente a quanto ammontano le tasse sul trading online.

eToro 5 stelle
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  • Regolamentato: FCA, CySEC, ASIC
  • Piattaforme: WebTrader
  • Deposito Min: $200
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Tassazione eToro: come funziona

Diciamo subito che pagare le tasse con eToro, così come per altri broker, non è difficile, tuttavia dovremo tenere a mente che i broker praticamente mai si comportano da sostituti d’imposta.

Questo vuol dire che i guadagni che ci verranno mostrati sulla piattaforma sono da considerare lordi: non è eToro, dunque, a detrarre direttamente le tasse dall’attività di trading, ma dovremo farlo noi stessi.

Per fortuna, rispetto a molte altre attività, non esistono particolari trafile burocratiche da sostenere, e il processo si rivelerà anche abbastanza semplice.

Ovviamente è consigliato svolgere le operazioni di pagamento in collaborazione con il proprio CAF o commercialista, così da essere certi del regolare svolgimento delle stesse.

eToro, pur non fungendo da sostituto d’imposta una mano ce la da comunque: il broker ci fornisce una sezione da cui è possibile scaricare lo storico comprendente tutte le nostre posizioni aperte o chiuse nel corso dell’anno.

Ottenuto il resoconto di tutte e nostre attività compiute e concluse nell’anno fiscale, dovremo compilare il modello unico o il 730.

Per quanto riguarda il periodo in cui queste andranno pagate, generalmente viene fatto intorno a febbraio-marzo, e prevederanno il pagamento degli introiti circa l’anno precedente.

Questo vuol dire che i profitti derivati dall’attività di trading su eToro dell’anno 2020 saranno dichiarati e pagati a febbraio o a marzo del 2021

Ma quali attività dovranno essere dichiarate? Essenzialmente tutte, ma dovremo soffermarci più approfonditamente sui concetti di plusvalenza e minusvalenza, cruciale per una buona comprensione della tassazione su eToro.

Tassazione eToro: cosa intendiamo con minusvalenza e plusvalenza

Plusvalenza e minusvalenza sono temi cruciali dell’economia in ogni sua sfaccettatura, e sono presenti anche quando parliamo di eToro e correlata tassazione delle attività di trading.

Il trading online viene tassato per il 26%, che può sembrare molto, tuttavia solo le plusvalenze verranno tassate dallo Stato.

Questo vuol dire che solo se otteniamo dei profitti dovremo versare le tasse corrispettive, ma facciamo un esempio pratico.

Fingiamo di depositare 200 euro, cifra minima per iscriversi su eToro, e che alla fine dell’anno il nostro conto sia quintuplicato.

Avremo dunque 1000 euro, ma di questi solo 800 saranno tassati, poiché corrispondono all’effettiva plusvalenza prodotta dalle nostre attività.

Ma se non dovessimo ottenere nulla facendo trading, o peggio perdere addirittura del denaro?

In questo caso le cose si fanno abbastanza interessanti. Abbiamo detto he solo le plusvalenze vengono tassate, il che vuol dire che se non otteniamo profitti non dovremo versare assolutamente nulla nelle casse dello stato.

Per quanto riguarda le minusvalenze, queste potranno addirittura essere recuperate entro 4 anni, seguendo l’iter apposito.

Ricordiamo che non è obbligatorio dichiarare anche le minusvalenze, tuttavia se non viene fatto si perderà la possibilità di poterle recuperare.

Concludiamo questo capitolo facendo luce proprio su ciò che va dichiarato e ciò che non va dichiarato obbligatoriamente della nostra attività di trading online su eToro.

Le plusvalenze andranno dichiarate, sia quando vengono prelevate, sia quando vengono lasciate sul conto.

Le minusvalenze, come abbiamo visto, potremmo anche non dichiararle, ma così facendo, come detto in precedenza, non potremmo più recuperarle recuperarle.

Questo come linea generale, tuttavia i casi sono tanti e le eccezioni non mancano, come avremo modo di vedere nel prossimo paragrafo.

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Alcune eccezioni della tassazione su eToro: ETF e valute crypto

Le minusvalenze, come detto, possono essere recuperate, almeno entro 4 anni rispetto a quando sono state generate, ma non è sempre così.

Quando produciamo minusvalenze investendo in ETF non armonizzati, queste non potranno in nessun modo essere recuperate.

Ricordiamo che per ETF non armonizzati intendiamo quelli non conformi alle direttive dell’Unione Europea in materia finanziaria, e non possono essere quotati sulla maggior parte delle borse europee. Tuttavia, è possibile compiere investimenti su questi asset poiché sono spesso quotati sulla borsa di New York, NASDAQ ed altre ancora.

Capitolo criptovalute. Secondo l’ordinamento fiscale italiano, le valute crypto e digitali sono considerate in tutto e per tutto valute fiat.

Le criptovalute, secondo l’ordinamento italiano, sono considerate come Valuta fiat, pertanto le plusvalenze prodotte saranno tassabili del 26% ma solo se vengono effettivamente possedute per un controvalore di almeno 51.000 euro e per almeno 7 giorni consecutivi.

Infine, per quanto riguarda i dividendi, la situazione è più complessa. Il broker trattiene già di base il 30% dei dividendi derivati dalle aziende, mentre la pressione fiscale rimane al 26%.

In alcuni casi si può richiedere la differenza nel momento in cui vengono pagate le tasse, ma per informazioni ulteriori è meglio rivolgersi al proprio CAF o commercialista di riferimento.

Inoltre, i dividendi di alcune aziende, esattamente come accade per gli ETF non armonizzati di cui prima, potrebbero non permettere di recuperare le minusvalenze prodotte, ma anzi ricevere una tassazione specifica.

Dopo aver analizzato alcuni casi particolari circa la tassazione su questo broker, vediamo ora alcune delle opinioni su eToro e considerazioni circa le imposte legate al mondo del trading online.

Tassazione eToro: opinioni e considerazioni finali

A molti utenti la tassazione sulle attività di trading online può sembrare molto alta, e avrebbero in parte ragione. Dopotutto il 26% è una cifra abbastanza alta, a cui poi andranno aggiunte anche alcune commissioni, come ad esempio l’overnight fees.

Tuttavia, il fatto che vengano tassate unicamente le plusvalenze è davvero un vantaggio da non sottovalutare: dopotutto se vengono prodotti risultati positivi con il trading online non sarà certo il 26% di tasse a spaventare.

Altro aspetto positivo è quello legato alle minusvalenze. Seppur con le dovute eccezioni, già ben analizzate nel corso dell’articolo, queste potranno essere addirittura recuperate entro 4 anni rispetto a quando sono state prodotte.

Ricordiamo che avvalersi di una figura competente in materia è più che un semplice consiglio: pur non trattandosi di un settore eccessivamente burocratizzato, esistono sempre svariati cavilli che sarà bene conoscere per ottenere tutti i vantaggi possibili. Soprattutto perché esistono diversi regimi fiscali, ognuno con determinate caratteristiche.

In conclusione, invitiamo i nostri lettori a visitare anche la recensione eToro opinioni, nella quale verranno presi in esame tutti gli strumenti e gli asset offerti dal broker, descritta ed analizzata la piattaforma operative e soprattutto recensiti gli strumenti cardine di eToro come il Copy Trading.

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