Report truffe sul trading online in Italia

logomark Filippo Ucchino calendar Ultimo Aggiornamento: March 2022 timer min lettura

Nel 2009 la CONSOB, ovvero l’ente che monitora i mercati finanziari in Italia, ha segnalato “solo” 8 attività fraudolente legate a finti broker per il trading online.

Nel 2021, la stessa CONSOB ne ha segnalate 241.

In questo articolo tratteremo vari argomenti relativi alle truffe sul trading online, tra i quali:

  • Statistiche e dati sulle truffe dal 2009 al 2021
  • Come riconoscere e prevenire le truffe
  • Come operano i broker che seguono le direttive europee
  • Come verificare la licenza CONSOB per operare in Italia
  • Cosa fare in caso di truffa.
Elenco dei contenuti

Dati sulle truffe in Italia: Panoramica 2009-2021

La CONSOB dal 2009 ad oggi ha segnalato centinaia di siti che hanno offerto servizi finanziari in maniera abusiva sul territorio italiano.

Nella loro attività, hanno anche pubblicato le segnalazioni che arrivavano da altri enti europei e mondiali.

I dati hanno evidenziato che dal 2009 al 2021 sono state segnalate 14277 attività fraudolente a livello internazionale, di cui 1254 (l’8,1%) in Italia, un numero enorme per il nostro paese.

Su questo totale, 794 (il 63,3%) sono state relative al trading online.

tipi di truffe finanziarie in italia

Con un ulteriore approfondimento si è notato che gran parte di queste fanno riferimento al forex (24,56%) e alle criptovalute (14,61%).

Bisogna sottolineare che questa è una sottostima, in quanto non si è riusciti a risalire all’ambito in cui operavano 394 broker fraudolenti (49,62% del totale).

Di conseguenza, ipotizzando che gran parte di queste attività facciano riferimento al forex o alle criptovalute (ovvero ai due ambiti più gettonati dai truffatori), le percentuali sopra sono solo destinate ad aumentare.

Per una panoramica completa, qui di seguito sono presenti i dati completi sulla suddivisione delle truffe sul trading online in Italia dal 2009 al 2021.

Ambito delle truffe Numero totale di truffe
Sconosciuto 394
Forex 195
Criptovalute 116
CFD 26
Opzioni binarie 19
Metalli e gemme 19
Azioni 13
Segnali di trading 7
Futures 5

tipi di truffe sul trading online in italia

Crescita delle truffe anno per anno

La crescita delle truffe non è stata lineare, ma è incrementata molto dal 2017 ad oggi.

Se prendiamo il numero totale delle segnalazioni, possiamo notare come nel 2017 la CONSOB abbia segnalato 36 attività fraudolente, mentre nel 2021 sono state 202 (+561%).

Le truffe sul forex sono quelle che hanno visto la maggiore crescita. Nel 2017 erano stati segnalati 4 broker, mentre lo scorso anno sono stati 60.

Le criptovalute sono un altro argomento caldo quando si parla di profitti online. Prima del 2017 le truffe sui Bitcoin erano rarissime da vedere, ma da quando si è cominciato a parlare di questa criptovaluta anche al di fuori dei media specializzati, il numero di truffe è aumentato a dismisura con una variazione del +700%.

Se consideriamo anche altre segnalazioni di cui non si è riusciti a risalire all’attività, possiamo vedere come nel 2017 fossero 20, mentre nel 2021 ne sono state segnalate 96 (+480%).

In seguito, la visualizzazione grafica delle truffe in Italia anno per anno dal 2009 al 2021.

variazione annuale delle truffe sul trading in italia

totale truffe sul trading online in italia

Come si svolgono le truffe sul trading online

Sebbene esistano vari tipi di truffa sul trading online, quella più diffusa è sicuramente quella telefonica.

Il tutto inizia con una chiamata da un numero sconosciuto, con prefisso straniero o anche italiano. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi il numero italiano è solo un numero di copertura, e il truffatore sta usando sistemi VoIP per apparire come se stesse chiamando dall’Italia, mentre in realtà è in un altro paese.

È bene sapere che le aziende che offrono servizi finanziari, come ad esempio le banche o gli stessi broker, non possono chiamare il potenziale cliente a casa per farsi pubblicità e tantomeno spingerlo ad aprire un conto con loro (salvo esplicita autorizzazione del cliente).

Quindi, se ricevi una chiamata da un broker sconosciuto, 99% puoi già essere sicuro che è una truffa.

Una volta ricevuta la chiamata, di solito la truffa si svolge nel seguente modo:

1. Convincono l’utente che il servizio di investimento offerto sia regolare e affidabile

Sfruttano diversi metodi, ma i più comuni sono i seguenti:

  • Sostengono di averti chiamato perché tu ti sei registrato sul loro sito, o hai espresso interesse a essere ricontattato, cosa ovviamente falsa.
  • Chiamano l’azienda in modo simile ad un altro broker regolamentato. In questo modo potrebbero spacciare come propria una registrazione CONSOB.
  • Dicono di essere partner finanziari di grandi banche o altri broker
  • Si spacciano per rappresentanti di enti regolatori (come la FCA inglese)
  • Si spacciano per dipendenti degli uffici commerciali di grandi società (vedi la truffa delle azioni Amazon)
  • Dicono di voler fare un sondaggio da parte di altri enti, come anche la Consob stessa
  • Chiamano l’azienda come uno strumento finanziario. Ad esempio, possono chiamare il loro broker SWDA e mostrare alla vittima un link all’ETF il cui ticker è SWDA. Per poi affermare che il codice dell’ETF (IE00B4L5Y983 nel caso di SWDA) è in realtà il numero della loro regolamentazione.

2. Chiedono alla vittima di investire del denaro col loro servizio

Non chiedono mai grandi quantità di denaro per massimizzare le loro possibilità di truffa (non più di 250€).

Inoltre, il loro obiettivo in questa prima fase è di “sbloccare” la vittima. Una volta che le vittime effettuano il primo deposito, il più difficile a livello psicologico, saranno più inclini ad effettuarne altri in seguito.

Dicono quindi di accettare solo metodi di deposito come bonifici o criptovalute. Di fatto, questi sono i metodi di pagamento che rendono il recupero del denaro da parte della vittima più difficile o impossibile.

3. Viene aperto il falso conto di trading

È bene specificare fin da subito che una volta inviati i soldi al finto broker, questi sono già irrimediabilmente persi.

I soldi non verranno versati in nessun conto trading, finiranno semplicemente nel conto del truffatore.

Tutto quello che il finto broker farà da questo momento in poi sarà farti credere di fare trading (anche con piattaforme “truccate”), cercando di farti inviare altro denaro.

In particolare, possono esserci due tipi di modalità:

  • Trading individuale: la vittima entra in una piattaforma manipolata dal broker, il quale procede a manipolare i prezzi a favore del trader (per invogliarlo a versare di più per aumentare i guadagni) o a sfavore del trader (quando vuole farlo perdere per spingerlo ad effettuare nuovi depositi per coprire le perdite).
  • Conto gestito: Il conto è gestito da un finto fund manager che fa trading al posto del cliente. Tuttavia, il denaro è già irrecuperabile e non verrà mai utilizzato per essere investito realmente.

4. Vengono richiesti ulteriori depositi

L’obiettivo è guadagnare la fiducia della vittima, in modo che continui a depositare denaro per aumentare sempre di più i suoi guadagni.

I depositi richiesti a questo punto non sono più di 250€, ma possono diventare anche di migliaia di Euro a seconda della disponibilità economica del truffato. Anche in questi casi, si tratta di denaro che non tornerà mai indietro.

5. Il sedicente broker ritarda il momento del prelievo

La vittima, prima o poi, a fronte della voglia di incassare i (finti) guadagni, o di salvare parte del capitale rimasto dopo le perdite, comunicherà al finto broker di voler prelevare i suoi soldi.

Da questo momento iniziano tutta una serie di scuse o motivazioni tecniche con cui il broker tenterà di ritardare il più possibile il prelievo, cercando di convincerti a non farlo e a versare di più.

In alcuni casi, esso potrebbe concedere un piccolo prelievo in modo da “rassicurare” la vittima, e quindi chiedere più soldi in seguito.

6. Si richiede un anticipo tasse

Un altro espediente che i finti broker usano per spillare altro denaro alle vittime è richiedere il pagamento di una serie di tasse sul capitale guadagnato per poter ricevere il denaro.

Quindi non solo alla vittima viene rubato tutto il capitale iniziale versato, ma perde altri soldi nella convinzione di poter ritirare i suoi guadagni, che in realtà non esistono.

Per chiarire ulteriormente, in Italia le tasse sul trading vanno pagate in dichiarazione dei redditi, quindi nessun broker può chiederti niente in questo senso.

7. Smettono di rispondere

Quando ormai la vittima capisce di essere stata truffata e chiede i soldi indietro, il broker fraudolento smette di rispondere.

8. Inizia la truffa del recupero crediti

A questo punto inizia una nuova truffa che cerca di far leva sulla disperazione delle vittime, e sul loro dolore per aver perso il loro denaro e la vergogna di essere stati raggirati.

False agenzie di recupero crediti si propongono con le medesime modalità (ovvero via telefono) per aiutare la vittima a recuperare il denaro.

Esse sono in realtà complici del broker truffa, e proseguono ciò che è stato interrotto.

Broker truffaldini vs broker regolamentati

Il mercato del trading online, al contrario di quello che si può pensare, è altamente regolamentato da organi nazionali ed internazionali.

La CONSOB segue le direttive dell’ESMA, uno degli enti regolatori più rispettati a livello globale.

Le direttive ESMA coprono diverse aree di attività dei broker che verranno riassunte in questa tabella:

Fattori Broker truffaldini Broker regolamentati
Marketing Telemarketing aggressivo, mentre promettono guadagni alti e sicuri. Si pubblicizzano tramite sponsorizzazioni, e avvertono sui rischi di fare trading.
Regolamentazione Non sono regolamentati, o lo sono molto poco. Accettano clienti in nazioni nelle quali non possono operare. Sono regolamentati da vari enti finanziari. Non accettano clienti residenti in paesi in cui non sono regolamentati.
Apertura del conto Non richiedono alcun KYC. Spingono le persone a depositare il quanto prima possibile. Richiedono il KYC per sapere chi è il cliente, in modo da essere in linea con le regolamentazioni. Non spingono al deposito.
Trading Manipolano i prezzi, o offrono una piattaforma che mostra andamenti fasulli. Sono trasparenti sui costi, e hanno alle loro spalle grandi banche e istituti finanziari.
Commissioni Caricano commissioni poco trasparenti, coercitive, e inutili ai fini del servizio. Sono trasparenti. Caricano commissioni dove necessario.
Protezione del denaro dei clienti Utilizzano un conto al quale hanno accesso diretto. Il broker fa sì che ogni cliente depositi il denaro in un conto bancario segregato.
Depositi Accettano solo criptovalute e bonifici. Accettano un gran numero di metodi di deposito.
Prelievi Rendono complesso ogni prelievo. I clienti possono prelevare il denaro in ogni momento.

Come difendersi dalle truffe del trading online

Per difendersi dalle truffe è necessario prendere delle semplici precauzioni, come ad esempio:

Non utilizzare il proprio numero di telefono online. I broker truffaldini possono chiamare a casa utilizzando dei database contenenti i numeri di telefono che vengono raccolti abusivamente e poi incrociati con altri dati pubblici per ottenere informazioni utili sul possessore.

Mai fidarsi dei call-center. I broker (o i servizi finanziari in generale) che operano a norma di legge, non possono chiamare a casa senza previo consenso della persona. Se un call center chiama senza che noi abbiamo dato il consenso per chiederci di investire denaro in qualcosa, è una truffa/frode. In ogni caso, si sta parlando di un broker poco affidabile.

Verificare l’esistenza e la veridicità del broker presso altri portali. InvestinGoal e siti simili recensiscono solo broker veri, autorizzati e con anni di comprovata professionalità alle spalle.

Non ascoltare i consigli di investimento quando apri un conto presso qualunque broker. Alcune piattaforme potrebbero assegnare dei fund manager per “consigliare” all’utente le operazioni da fare. Siccome in genere con i CFD il broker perde denaro quando l’utente guadagna, ci sarebbe un forte conflitto d’interesse.

Controllare la sede del broker su google maps. Un broker è in genere un’azienda che fattura milioni di dollari ogni anno. Un’azienda simile, dovrebbe avere sedi in grandi uffici. Invece in alcuni casi, è possibile vedere che questi finti broker hanno sedi in villette anonime nella periferia della città.

Conoscere la situazione normativa in Italia. La CONSOB è un organo che rispetta le direttive MiFID II dell’ESMA, l’ente Europeo che monitora i mercati finanziari europei.

Controllare in prima persona ogni informazione normativa fornita. La CONSOB ha un registro aggiornato di tutti gli enti autorizzati ad operare in Italia.

Controllare se l’ente è già stato segnalato. Ciò può essere verificato sulla sezione dedicata del sito della CONSOB.

Come verificare una licenza

Sebbene la regolamentazione non sia necessariamente sinonimo di sicurezza, è uno dei modi migliori per scremare  tutte quelle truffe sul trading online “poco raffinate”. Infatti alcuni broker potrebbero comunque agire in maniera poco trasparente pur essendo regolamentati.

Per operare in Italia i brokers devono rilevare la licenza CONSOB, la quale può essere ottenuta anche essendo regolamentati in un qualsiasi altro paese europeo.

Spesso i brokers scelgono la CySEC (Cipro), e una volta ottenuta possono utilizzare il passaporto europeo per rilevare tutte le altre licenze europee.

Le regolamentazioni ottenute dai broker, sono spesso mostrate nel footer del sito web degli stessi.

Prendendo come esempio eToro possiamo trovare questa sezione:

footer del sito di etoro

Possiamo vedere che eToro è regolamentato da 4 enti: CySEC, FCA, ASIC e FSAS. L’ente che interessa ai clienti italiani è la CySEC, ovvero l’ente Cipriota.

Si può subito verificare se le info sono veritiere andando nel registro CySEC. Con una breve ricerca, è possibile trovare quella di eToro, e si può vedere che tutte le info fornite dal broker combaciano perfettamente.

Poi si può andare a verificare la licenza CONSOB.

La consob ha diversi registri per ogni tipo di succursale: in italia, in europa, extra-ue (menù a sinistra).

menu di navigazione sito consob

eToro non ha sedi in italia, ma ha una sede a Cipro. Quindi si troverà nel registro delle imprese UE senza succursale in Italia.

Con la funzione di ricerca (CTRL + F) basterà cercare “eToro” per trovare la licenza CONSOB.

regolamentazione cysec di etoro

Verificare anche poco sotto quali sono i servizi che eToro è autorizzato ad esercitare in Italia. Infatti un’azienda può essere autorizzata ad operare in Italia, ma potrebbe non essere autorizzata ad offrire servizi di trading.

servizi offerti da etoro europe

Bisogna sottolineare il fatto che il nome del broker non sempre coincide col nome dell’azienda a cui fa capo (come appunto eToro con “eToro (Europe) Limited”).

Ad esempio FBS è regolamentato dalla CySEC, ma l’azienda a cui fa capo è “Tradestone Ltd” come da registrazione CySEC del broker. Possiamo infatti vedere come tra i domini approvati (Approved Domains), ci sia il sito di FBS.

Come agire dopo una truffa

Dopo aver subito una truffa è necessario contattare immediatamente la CONSOB attraverso la pagina dedicata per informarli sull’abusivismo dei servizi del broker.

Se il broker invece risulta regolamentato in Europa presso enti come CySEC, KNF, BaFIN, CBI (o altri), è necessario contattare anche questi ultimi.

Se necessario, bisogna contattare anche le forze dell’ordine e denunciare l’accaduto.

Dopo la denuncia è infatti consigliabile recarsi nella propria banca (o l’istituto utilizzato per effettuare i depositi) e richiedere un chargeback.

Se il broker ha sede in Europa e risulta regolamentato, recuperare il denaro sarà molto più semplice seppur la procedura potrebbe richiedere del tempo. Se ad esempio il broker ha sede a Cipro, bisognerà contattare l’ente locale (ovvero la CySEC) che valuterà cosa fare. Sul sito ufficiale dell’ESMA è presente la lista completa degli enti regolatori Europei.

Quando invece il broker ha sedi in paradisi fiscali e opera in maniera fraudolenta, il recupero del denaro potrebbe essere impossibile, se non in casi molto specifici dove può essere applicato il chargeback.

Quando si cerca di essere risarciti, bisogna fare estrema attenzione ai falsi istituti di recupero crediti, che essendo complici dei truffatori contattano le neo-vittime per truffarle una seconda volta. La CONSOB anche in questo senso continua a ricevere segnalazioni di utenti riguardo attività simili.

In sintesi, bisogna cercare aiuto presso la Consob, la propria banca, le forze dell’ordine, e uffici specializzati in recupero crediti.


Autore del post

Filippo Ucchino

Co-Fondatore - CEO - Broker Expert

Filippo è il co-fondatore e amministratore di InvestinGoal.it. Ha 15 anni di esperienza nel settore finanziario e forex in particolare. Ha iniziato la sua carriera come forex trader nel 2005, per poi interessarsi a tutto il settore Fintech e Crypto in generale.

Con il tempo ha sviluppato un approccio quasi scientifico all’analisi dei broker, dei loro servizi e delle loro offerte. Inoltre, è un esperto delle Politiche di Compliance e Sicurezza per la tutela dei consumatori in questo settore.

Con InvestinGoal l’obiettivo di Filippo è di portare quanta più chiarezza possibile per aiutare gli utenti a navigare il mondo del trading online, del forex e delle criptovalute.

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