Migliori Broker Italiani per il Trading Online Autorizzati Consob

logomark Filippo Ucchino calendar Ultimo Aggiornamento: November 2022 timer 14 min lettura

In InvestinGoal seguiamo degli standard rigorosi per garantire un processo di valutazione imparziale. Realizziamo le nostre recensioni esaminando l'offerta e le prestazioni di ogni broker attraverso 4 categorie chiave. La valutazione finale di ogni broker viene elaborata sulla base di un totale di 187 parametri. Scopri di più sui nostri processi e metodologie di valutazione.

Qui di seguito trovi elencati i 10 migliori broker italiani che sono disponibili sul territorio.

Per l’analisi e infine scelta di questi broker, abbiamo tenuto in considerazione i seguenti punti:

  • Affidabilità e sicurezza del broker
  • Il deposito minimo richiesto
  • Il numero di asset disponibili
  • Gli spread addebitati
  • La leva retail e professionale offerta
  • Le piattaforme disponibili
Elenco dei contenuti

Riassunto

  1. eToro: migliore per il copy trading
  2. IG Markets: miglior numero di asset CFD
  3. AvaTrade: miglior broker con spread fissi
  4. XTB: miglior materiale didattico
  5. Plus500: miglior piattaforma CFD
  6. ActivTrades: miglior conto demo
  7. Pepperstone: miglior broker con spread bassi
  8. Degiro: migliore per trading di azioni
  9. Fineco: migliore per sicurezza
  10. Directa: migliore per bassi costi

ATTENZIONE

Il 74-89% dei trader retail perdono denaro investendo in CFD.
Dovresti considerare se puoi permetterti o meno di correre il rischio di perdere soldi.

Top 10 dei migliori broker italiani per il trading online

Prima di partire, ricordiamo semplicemente che l’ordine con cui verranno presentati i broker è del tutto casuale e non seguirà nessun parametro in particolare.

1. eToro

  • eToro è disponibile in Italia grazie alla licenza Consob eToro (Europe) Ltd. – 10033275.
  • eToro è la scelta migliore per quanto riguarda il social e copy trading tramite la piattaforma webtrader proprietaria.
  • Il deposito minimo di eToro richiesto in Italia è di 50$.
  • L’USD è l’unica valuta di base accettata, per cui ti verrà addebitata una tassa di conversione a partire da 50 pip a seconda del metodo di pagamento utilizzato se effettui un deposito o prelievo in EUR.
  • I clienti italiani troveranno spread da 1 pip su più di 1000+ CFD asset, inclusi forex, azioni, indici, materie prime, crypto, ETF.
  • La leva disponibile arriva fino a 30:1 per clienti retail e fino a 400:1 per clienti professionali.

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(Il 79% dei conti retail perde denaro quando fa trading di CFD con questo fornitore. Dovete valutare se potete permettervi di correre il rischio di perdere denaro.)

2. IG Markets

  • IG Markets è un’ottima scelta per i trader italiani, grazie alla presenza di una sede italiana a Milano, e una licenza CONSOB 1026230.
  • Il deposito minimo richiesto da IG Markets è fissato a 300€, cifra leggermente superiore alla media del mercato.
  • Più di 17.000 asset CFD sono offerti in Italia da IG Markets, tra cui opzioni vanilla, bond e digital100, con spread sul forex da 1 pip.
  • La leva finanziaria disponibile arriva fino a 30:1 (retail) e 222:1 (professionale).
  • I trader italiani possono scegliere tra diverse piattaforme di trading: ProRealTime, L2Dealer, MT4 e piattaforma mobile.

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75% dei conti CFD retail perde denaro

3. AvaTrade

  • Avatrade è un broker disponibile in Italia, con licenza Consob 9068076 e con una sede italiana situata a Milano.
  • $100 è il deposito minimo necessario per aprire un conto col broker.
  • AvaTrade offre 1000+ asset CFD con spread fissi da 0,9 pip sul forex. Altri asset inclusi sono: indici, materie prime, azioni, cripto, ETF, opzioni forex, bond.
  • La leva di AvaTrade in Italia è 30:1 per trader retail and 400:1 per trader professionisti.
  • AvaTrade offre diverse piattaforme, incluse AvaOption, MT4 e MT5.

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71% dei conti CFD retail perde denaro

4. XTB

  • XTB è disponibile in Italia e autorizzato dalla Consob con numero di registrazione 3569.
  • XTB presenta un deposito minimo di €0.
  • Gli asset offerti da XTB sono più di 5400 e comprendono forex, indici, crypto, materie prime, ETF e azioni, con spread che partono da 0,3 pip sul forex.
  • La leva finanziaria che trovano i trader italiani arriva fino a 1:30 (retail) e 200:1 (professionale).
  • In Italia, è possibile fare trading con XTB tramite la loro piattaforma proprietaria xStation 5.

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(79% dei conti CFD retail perde denaro)

5. Plus500

  • Plus500 è un broker storico nel panorama italiano, con licenza CONSOB 1006241.
  • Il deposito minimo è di 100€.
  • Spread variabili su 2000+ asset CFD, di cui 60+ di coppie forex e altri tipi di asset come indici, azioni, materie prime, cripto, ETF, opzioni e futures.
  • La leva massima disponibile di Plus500 è di 30:1 per clienti italiani retail e 300:1 per clienti italiani professionali.
  • Plus500 offre una piattaforma Webtrader di livello.

Visita Plus500
(77% dei conti CFD retail perde denaro)

6. ActivTrades

  • ActivTrades è molto attivo in Italia e dispone una regolare licenza CONSOB 5081938.
  • ActivTrades non richiede un deposito minimo in Italia.
  • Il broker presenta un’offerta di 500 asset con spread a partire da 0.5 sul forex. Altri asset sono indici, ETF, azioni, materie prime, opzioni e futures.
  • La leva retail arriva fino a 30:1, mentre la leva professionale fino a 400:1.
  • Activtrades presenta ben 3 piattaforme: Metatrader4; Metatrader5; Piattaforma proprietaria.

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(75.7% dei conti CFD retail perde denaro)

7. Pepperstone

  • Pepperstone presenta la licenza CONSOB 0005104/17 per operare in Italia.
  • Il deposito minimo consigliato da Pepperstone è di €200.
  • I clienti italiani trovano più di 200 asset CFD con spread da 0 pip sul forex a seconda del tipo di conto scelto. Si trovano anche indici, materie prime, cripto e azioni.
  • La leva più alta che viene resa disponibile da Pepperstone è di 1:30 e di 1:500 a seconda che il cliente sia, rispettivamente, di tipo retail o professionale.
  • Pepperstone presenta nella sua gamma di piattaforme le seguenti: MT4, MT5, cTrader.

Visita Pepperstone
(74-89% dei trader retail perdono denaro quando fanno trading coi CFD)

8. Degiro

  • DEGIRO è un broker olandese che opera in 18 paesi Europei, tra cui l’Italia.
  • È possibile aprire un conto per soli 0,01€, anche se Degiro non permette l’utilizzo di un conto demo.
  • DEGIRO offre oltre 30.000 azioni e migliaia di ETF ai suoi utenti, rappresentando quindi un broker adatto davvero ad ogni esigenza e richiesta.
  • Ottime sono inoltre le commissioni, che partono da 0,50€ per le azioni USA.
  • I trader di DEGIRO possono fare trading sulla piattaforma proprietaria del broker.

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(Investire comporta il rischio di perdere denaro)

9. Fineco

  • Fineco è stato fondato nel 1990 a Milano, ha una registrazione CONSOB e rappresenta un’ottima scelta per trader Italiani.
  • Il broker non richiede alcun deposito minimo, anche se non offre un conto demo.
  • Il focus centrale di Fineco è il trading su azioni con commissioni a partire da 19€ riducibili fino a 2,95€ per ordine ,ma la piattaforma offre anche contratti futures, opzioni, e infine permette di operare sui classici CFD, con spread da 1 pip sul forex.
  • Fineco ha una leva massima di 30:1 per clienti retail e una leva massima di 100:1 per clienti professionali.
  • Fineco offre una piattaforma proprietaria di livello.

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(Investire comporta il rischio di perdere denaro)

10. Directa

  • Directa è una piattaforma fondata nel 1985 a Torino e consente agli investitori di operare sui mercati finanziari direttamente coi i propri dispositivi, con esecuzione immediata delle operazioni e con costi ridotti.
  • Il deposito minimo richiesto da Directa per aprire un conto è di 0€
  • Directa garantisce un’ottima disponibilità di azioni, ETFs, forex, indici, futures, coppie forex e opzioni, con commissioni a partire da 1,50€ a seconda del prodotto e del profilo scelto.
  • La leva massima sulle azioni è di 5:1 sia per clienti retail che per clienti professionali.

Visita Directa
(Investire comporta il rischio di perdere denaro)

Cos’è e come funziona il trading Forex?

Il termine forex sta per Foreign Exchange Market, ossia scambio di valuta estera, ed è proprio il mercato in cui vengono tradate le varie valute nazionali tra di loro, tentando di ottenere profitti attraverso il tasso di cambio.

Ricordiamo che si tratta del principale mercato al mondo, con un volume di scambi giornalieri 6000 miliardi di dollari.

Il mercato forex nasce nel 1971, quando i trattati di Bretton Woods furono definitivamente abbandonati. Questi erano stati siglati dopo la Seconda Guerra Mondiale, e prevedevano di fissare il tasso di cambio di diverse nazioni con quello del dollaro, che a sua volta era ancorato al valore dell’oro (il tasso di cambio era di 35 dollari l’oncia).

Questo evitava soprattutto speculazioni di vario genere, ma risultava anche limitante per l’economia del dopoguerra, che aveva invece bisogno di investimenti ingenti per la ricostruzione.

Ciò avvenne nel 1971, dando origine al mercato valutario e all’era del libero mercato, con annesse deregolamentazioni che aiutarono senz’altro investitori e speculatori.

Come si potrà immaginare, all’inizio solo i grandi soggetti finanziari (banche nazionali, fondi di investimento, grandi investitori o stati nazionali) potevano fare investimenti nel mercato forex, ma a partire dagli anni ’80 le cose iniziarono a cambiare.

La diffusione dei computer e di internet rese più agevole questa pratica, e anche i comuni cittadini iniziarono ad avere accesso a questi mercati.

Inoltre, negli anni ’90 il trading forex arriva in Italia e in pochi decenni vedrà una diffusione incredibile, con decine di broker e milioni di utenti attivi.

Ma fare trading in Italia oggi è davvero sicuro?

Fare trading forex in Italia è sicuro?

Possiamo subito rispondere positivamente a questa domanda: in Italia fare trading online forex con un broker CFD è assolutamente sicuro, ma vediamo perché.

Prima di tutto, tutti i broker che operano in Italia devono sottostare all’autorità dell’ESMA (Autorità Europea degli Strumenti finanziari e dei Mercati) la quale negli anni ha imposto diverse regole proprio per rendere l’attività degli utenti il più sicuro possibile.

Alcune delle regole più importanti introdotte dall’ESMA sono contenute nella direttiva MiFID II.

Tra queste abbiamo la Negative Balance Protection, una misura che impedisce di perdere più di quello che si deposito sul conto. In questo modo, se un utente a causa di un investimento errato va in negativo, sarà il broker a coprire la differenza.

Sono state diverse le implicazioni susseguite a questa regola, tra cui la definizione chiara dei livelli di leva finanziaria, che come molti lettori sapranno può essere uno strumento assai insidioso da utilizzare se non si possiede una certa esperienza.

L’ESMA non è l’unico garante della sicurezza in ambito di trading online presente per gli utenti italiani.

La CySEC (Cyprus Securities and Exchange Commission) collabora con l’ICF, un fondo di compensazione per investitori nel caso un broker dovesse risultare insolvente.

In ultimo, i conti segregati forniscono una garanzia molto importante per i trader. In parole povere, il denaro che viene depositato presso un broker non è davvero in possesso di quest’ultimo. Viene infatti aperto un conto con una banca terza a nome dell’utente, e il broker non può assolutamente utilizzarlo per mantenere la sua liquidità circolante o per appropriarsene.

In questo modo il denaro proveniente dalle commissioni e quello derivato dai conti rimangono separati, così che in caso di bancarotta, gli utenti possano venir rimborsati completamente.

Queste sono solo alcune delle regole più importanti che rendono il trading su forex assolutamente sicuro in Italia.

Esistono broker italiani per il trading online?

Ad oggi, l’unico broker totalmente italiano è Fineco Bank. Fineco è una banca fondata nel 1999 con sede a Reggio Emilia che ad oggi conta oltre 1 milione di clienti. Quotata nella borsa italiana come “FBK”, Fineco offre ai suoi clienti anche servizi di brokeraggio dedicati al mercato azionario.

Un altro broker pioniere del trading in Italia è Directa, che è stato fondato a Torino nel 1995 con l’obiettivo di aprire i mercati finanziari anche agli investitori retail.

Oltre a Fineco Bank e Directa, però, non ci sono molti altri broker totalmente italiani. I motivi sono fondamentalmente fiscali, e queste entità nascono quasi sempre in paesi come Cipro, Irlanda, o anche Polonia, Estonia, paesi dove la pressione fiscale sulle attività di investimento risultano inferiori e dove i servizi di brokeraggio traggono vantaggi da una maggiore attenzione delle istituzioni.

Detto ciò, abbiamo diverse regole sul trading online, milioni di utenti e tanti broker operanti in Italia, spesso con sedi fisiche, e regolati dalla CONSOB. Possiamo considerare proprio i broker certificati dalla CONSOB come “Italiani”, intendendo dire che sono gli unici a poter operare nel Bel Paese.

Ricordiamo, inoltre, che tutti i broker autorizzati dalla CONSOB lo saranno anche dall’ESMA, la massima autorità europea in tema di mercati e strumenti finanziari.

Come che sia, per conoscere tutte le informazioni e le certificazioni europee dichiarate dai broker, è possibile visitare la pagina ufficiale dell’ESMA, la quale conterrà tutte le informazioni del caso.

Tasse sul trading in Italia

Pagare le tasse sul trading online non è complesso ma andranno chiariti alcuni importanti punti. Prima di tutto dobbiamo sapere che le imposte sul trading online in Italia ammontano al 26% sulle plusvalenze.

Questo vuol dire che non solo le perdite non entreranno in questo conteggio, ma potranno anche essere sfruttate come bonus fiscali. Con alcuni strumenti le perdite potranno essere sottratte alle tasse entro 4 anni, fornendo un ottimo paracadute agli investitori meno fortunati.

Per quanto riguarda le tempistiche e la modulistica, questo può dipendere da molti fattori.

In linea di massima le tasse sul trading vanno pagate entro il giugno dell’anno successivo alle plusvalenze. I dati andranno inseriti nella propria dichiarazione dei redditi.

Tuttavia, per i broker che agiscono come sostituti d’imposta, non dovremo fare nulla di tutto questo poiché sarà il broker stesso ad occuparsi della tassazione, detraendo in maniera automatica il 26% dalle plusvalenze.

Sono due quindi i regimi fiscali tra cui decidere:

  • Regime Amministrativo: il quale eliminerà tutti i fastidi del pagamento delle tasse facendolo a sua volta per l’utente, ma sottraendogli anche liquidità che entro l’anno avrebbe potuto sfruttare in un qualche modo;
  • Regime Dichiarativo: dovremo occuparci personalmente della dichiarazione dei nostri profitti derivati dall’attività di trading, ma questo vuol dire che avremo anche un anno come margine di tempo in cui potremo utilizzare quella liquidità per diverse strategie.

Sarà immediatamente chiaro che il primo regime è consigliato ad un’utenza inesperta di fatti burocratici e fiscali, viceversa la seconda.

Come che sia, il consiglio è quello di farsi sempre aiutare dal proprio commercialista o CAF, così da essere del tutto sicuro di quello che si sta facendo.

Tasse sulle Criptovalute in Italia

Capitolo a parte per ciò che riguarda le criptovalute. Secondo l’ordinamento italiano queste verranno identificate al pari di una normale valuta fiat, seguendo anche lo stesso tipo di tassazione, con aliquota al 26% sulle plusvalenze da dichiarare entro un anno.

Questo per ciò che vale il trading in CFD. Se invece si acquistano in senso pieno delle valute crypto per conservarle in un wallet, lo stato non chiederà delle tasse tranne nel caso vengano convertite in euro.

Secondo questa valutazione, le plusvalenze crypto saranno tassate del 26% solo se una persona fisica nell’anno solare possiede bitcoin per un controvalore di circa 51.000 euro e per almeno 7 giorni consecutivi.

Restrizioni nel fare trading in Italia

Prima di scegliere un broker e iniziare a fare trading online, bisognerà accertarsi di quali restrizioni vengono imposte nel fare trading online in Italia.

Diciamo subito che molte regole sono state determinate dall’attività dell’ESMA, e vanno nella direzione di una maggiore difesa degli utenti.

La prima restrizione è infatti correlata ai livelli massimi di leva finanziaria concessi. In Italia e in Europa la leva massima sul forex è di 1:30, ben inferiore a qualche anno fa.

Tuttavia, si tratta di una restrizione legittima, poiché la leva finanziaria è uno strumento fin troppo pericoloso per i novizi, e livelli eccessivi avrebbero aumentato ancor di più i rischi connessi al trading online.

Esistono anche alcuni strumenti che sono stati dl tutto bannati, come lo Spread Betting. Tuttavia, rimane comunque accessibile in molti stati extra europei come Inghilterra e Irlanda.

Curioso invece il caso delle Opzioni Binarie. Questo strumento fu prima reso illegale dall’ESMA e poi riqualificato recentemente pur non essendo cambiate le condizioni dello stesso.

Si consiglia massima cautela data la somiglianza allo Spread Betting, illegale per motivazioni senza dubbio sensate.

Si tratta, infatti, di strumenti utili soprattutto per gli utenti più esperti, ma potrebbero rivelarsi davvero insidiosi ai novizi, così come anche i livelli di leva finanziaria, che per alcuni conti professionali potrebbero essere più alti.

Chiarito anche questo importante aspetto, cerchiamo di indicare alcuni consigli per scegliere il miglior broker italiano.

Come scegliere il miglior broker italiano

Sono tanti i fattori da considerare quando operiamo una scelta così importante. Va poi considerato che ognuno dei broker descritti è di ottima qualità, il che non fa che complicare le cose.

Le regolamentazioni sono sicuramente molto importanti, e consigliamo di verificare sui siti ufficiali anche quali altri paesi ne hanno concessa una al broker in questione.

Oltre le certificazioni ESMA e CONSOB, molto importanti ed autorevoli sono anche l’ASIC Australiana e l’FCA del Regno Unito.

Per dimostrare l’affidabilità di un broker la longevità è sicuramente un ottimo indicatore. Dopotutto non sono mancati negli anni dei casi di broker neonati e falliti nonostante la sicurezza che paventavano.

Contare invece su di un’esperienza trentennale nel mondo del trading online dimostra quantomeno fondamenta solide e ottima gestione della società.

Oltre a ciò ci sono altri fattori del tutto soggetti e discrezionali, ma che possono ugualmente incidere in maniera significativa. Pertanto, dovremo capire se siamo dei trader davvero esperti o soltanto dei novizi.

Per quest’ultimi sono consigliati broker con un deposito minimo il più basso possibile, così da non impiegare da subito somme di denaro troppo importanti.

Anche una piattaforma semplice ed intuitiva potrebbe aiutare ad inserirsi in questo settore, ma queste andranno più che altro provate attraverso il conto demo, da usare il più possibile ovviamente. Ricordiamo che aprire un conto demo in nessun caso impegna all’apertura di un conto reale.

Per ciò che riguarda costi e spread, saranno d’accordo trader di ogni livello che andrà scelto il broker con gli spread inferiori per massimizzare i profitti. Molto spesso i broker con migliori offerte al riguardo sono gli ECN/STP broker.

Un altro consiglio utile è quello di scegliere un broker con una sede fisica nel nostro paese. Tutte le piattaforme sono dotate di un servizio clienti, spesso anche molto apprezzabile, ma il poter parlare con una persona fisica in carne ed ossa offre sicuramente maggiori garanzie.

Stesso discorso per i contatti, se non si conoscono sufficientemente bene le lingue straniere evitare assolutamente broker che non offrono la lingua italiana.

L’obiettivo nella scelta del broker è crearvi il vostro ambiente ideale in cui lavorare e fare trading online nel modo migliore, cercando una situazione che vi metta a vostro agio ma che abbia anche effettivamente un’offerta solida e conveniente

Con questo abbiamo terminato la nostra guida sui migliori broker italiani e non ci resta che augurare buon trading a tutti i lettori.


Autore del post

Filippo Ucchino

Co-Fondatore - CEO - Broker Expert

Filippo è il co-fondatore e amministratore di InvestinGoal.it. Ha 15 anni di esperienza nel settore finanziario e forex in particolare. Ha iniziato la sua carriera come forex trader nel 2005, per poi interessarsi a tutto il settore Fintech e Crypto in generale.

Con il tempo ha sviluppato un approccio quasi scientifico all’analisi dei broker, dei loro servizi e delle loro offerte. Inoltre, è un esperto delle Politiche di Compliance e Sicurezza per la tutela dei consumatori in questo settore.

Con InvestinGoal l’obiettivo di Filippo è di portare quanta più chiarezza possibile per aiutare gli utenti a navigare il mondo del trading online, del forex e delle criptovalute.


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