In Italia negli ultimi anni il trading ormai è diventata una realtà solida e seguitissima. Sono tantissimi gli utenti che cercano di ottenere profitti con investimenti online nei vari settori del mercato, come il forex, primo fra tutti ma non certo l’unico.

La spinta decisiva alla diffusione del settore è arrivata dalla nascita di numerosissime piattaforme broker, che permettono a chiunque di operare sui mercati finanziari con costi anche abbastanza contenuti.

Ovviamente, in questo pullulare di piattaforme, non tutti i broker riescono davvero a presentare un’offerta convincente, senza contare che alcuni di essi risultano non certificati e possono riscontrare seri problemi di sicurezza.

Proprio per tale motivo, nella guida di oggi vedremo i migliori 10 broker italiani per il trading online tra quelli presenti sul mercato, così da aiutare i nuovi utenti nella scelta della propria piattaforma.

Prima di analizzare e recensire i migliori broker italiani, però, dobbiamo chiarire alcuni punti, primo fra tutti cos’è e come funziona il trading forex.

Top 10 dei migliori broker italiani per il trading online

Prima di partire, ricordiamo semplicemente che l’ordine con cui verranno presentati i broker è del tutto casuale e non seguirà nessun parametro in particolare.

immagine in evidenza dell'articolo migliori broker italiani

1) Avatrade

Avatrade è un broker irlandese con licenza Consob 9068076 e con sede italiana situata a Milano in Viale Enrico Forlanini 23, 201134.

Il broker si caratterizza per essere tra i pochissimi ad offrire spread completamente fissi a partire da 0.9 pips sul forex.

Molto apprezzata è anche l’offerta di piattaforme, che comprende MetaTrader 4 e MetaTrader 5, due delle piattaforme più utilizzate al mondo.

Si tratta di due piattaforme ottime per utenti con un certo grado di esperienza, che potranno sfruttare strumenti come gli Expert Advisor.

Gli EA sono un sistema di trading automatico, che consente di automatizzare e velocizzare una serie di operazioni.

È anche possibile programmare ex novo degli script, così da personalizzare in tutto e per tutto la propria piattaforma.

Va ricordato, però, che tutti gli script e i bot che vengono elaborati su una delle due piattaforme non sarà trasferibile sulla seconda.

Difficile dire quale sia la migliore delle due, poiché entrambe hanno dei dettagli che possono accattivare un certo tipo di utenti pertanto il consiglio è di provarle entrambe e poi decidere.

Ricordiamo in conclusione che il deposito minimo è di 100 euro, cifra di certo non molto alta, anche se il conto demo gratuito presenta una scadenza dopo appena 21 giorni di prova. Tuttavia, questa scadenza può essere posticipata facendone richiesta al broker stesso.

AVATRADE

  • Regolamentazioni: SCB, FCA, FSB, CySEC, DFSA
  • Deposito minimo: $500
  • Piattaforme: MT4, MT5, cTrader
  • Voto InvestinGoal: 4.5/5


71% dei conti CFD retail perde denaro

2) IG Markets

IG Markets è un broker inglese appartenente alla società IG Group plc. Fondata nel 1974 con il nome di IG Index. La principale occupazione dell’azienda era l’investimento in oro, tuttavia ben presto si allargò arrivando ad imporsi come broker.

Ha anche una sede italiana in Via Paolo da Cannobio 33, 20122 Milano, e una licenza CONSOB 1026230.

Una delle caratteristiche principali del broker è che agisce anche come sostituto d’imposta, il che rappresenta una bella comodità per gli utenti, ma approfondiremo in seguito il discorso riguardante le tasse sul trading online.

IG Markets presenta un discreto numero di asset: ben 1700 divisi tra mercato forex, azioni, materie prime e criptovalute.

Per investire il broker propone ben 4 piattaforme di trading:

  • L2Dealer: piattaforma DMA specificatamente pensata per il mercato azionario;
  • ProRealTime: piattaforma completa di una lunga serie di strumenti di monitoraggio ed analisi avanzate;
  • MetaTrader4; la piattaforma più usata al mondo, grazie al sopraccitato sistema di trading automatico Expert Advisor;
  • Piattaforma mobile: piattaforma web based, comoda ma sicuramente incompleta e non certo consigliatissima, se non con l’unico scopo di monitorare operazioni già aperte.

Concludiamo con il deposito minimo, fissato a 300 euro, cifra leggermente superiore alla media del mercato.

IG MARKETS

  • Regolamentazioni: FCA, ASIC
  • Deposito minimo: $250
  • Piattaforme: MT4, L2 Dealer
  • Voto InvestinGoal: 4.5/5


81% dei conti CFD retail perde denaro

3) Plus500

Passiamo ad un altro dei broker storici che popolano il panorama italiano. Plus500 è un broker inglese, con regolare certificazione FCA oltre che licenza CONSOB 1006241.

L’affidabilità della società è anche garantita anche dalla sua partecipazione alla borsa di Londra, per la quale è ovviamente sottoposta a controlli molto stringenti.

È uno di broker più apprezzati per la sua offerta molto vasta, formata da più di 1800 asset su divisi su tutti i settori, anche se scambiabili unicamente in CFD.

Ovviamente non sarà possibile investire in azioni Plus500, che il broker non include tra gli asset per evitare possibili conflitti d’interessa.

Plus500 non presenta commissioni di sorta su nessun tipo di operazione, oltre a presentare degli spread molto bassi, a partire da 0.6 pips per il mercato forex.

Il deposito minimo è di 100 euro, cifra decisamente abbordabile anche per piccoli risparmiatori o semplici amatori del settore.

Concludiamo parlando della piattaforma proprietaria, molto semplice ed intuitiva da usare anche per coloro che hanno meno esperienza sui mercati finanziari ma non per questo manchevole di strumenti essenziali. La piattaforma è sostanzialmente molto buona pur non brillando per caratteristiche particolari.

Inoltre, esiste anche una versione mobile molto ben curata, pur mostrando i limiti classici di questo tipo di piattaforme. Risulta, ad ogni modo, pienamente utilizzabile per compiere investimenti e non mostra difetti invalidanti.

PLUS500

  • Regolamentazioni: ES, MAS, CySEC, FCA, ASIC
  • Deposito minimo: $100
  • Piattaforme: Plus500 Trading Platform
  • Voto InvestinGoal: 4.2/5


80.5% dei conti CFD retail perde denaro

4) eToro

eToro è il broker leader assoluto del Social e Copy Trading, due funzioni capaci di riscrivere totalmente i canoni del trading online.

Per capire questi concetti dobbiamo analizzare la piattaforma proprietaria di eToro. Si tratta di una buona piattaforma, chiara e semplice da usare, la cui caratteristica principale è proprio il suo essere “social”.

Intendiamo dire che si presenterà effettivamente come un social network, riportando i profili di altri utenti, le loro operazioni finanche i loro post, i quali si rivelano particolarmente utile per carpire le ultime notizie da parte dei mercati.

Questa è l’Area social del broker, utili anche per supportare adeguatamente il Copy Trading, lo strumento principe dell’offerta di eToro.

Con questo strumento sarà possibile replicare gli investimenti di un altro trader in maniera del tutto automatica. Ovviamente non sarà possibile copiare qualsiasi trader, ma solo quelli che garantiscono una certa affidabilità nella loro attività di investitori: i Popular Investor.

Il broker presenta due diverse licenze CONSOB relative a due diverse sedi amministrative:

  • eToro (Europe) Ltd. – 10033275
  • eToro (UK) Ltd – 0066424/13

Il deposito minimo è di 200 euro, perfettamente in linea con la media del mercato, di 100 dollari se si vuole aprire un conto islamico.

Ricordiamo, infine, che è possibile aprire un conto solo in dollari, pertanto si potrà subire piccole tasse di conversione.

ETORO

  • Regolamentazioni: CySec, FCA, ASIC
  • Deposito minimo: $200
  • Piattaforme: Proprietaria
  • Voto InvestinGoal: 4.5/5


75% dei conti CFD retail perde denaro

5) ActivTrades

ActivTrades è un broker inglese molto attivo in Italia e con regolare licenza CONSOB 5081938.

Il broker presenta un’offerta che può essere considerata parca, comprendendo appena 500 assets, tra i quali risultano presenti i più importanti e scambiati.

Una caratteristica molto apprezzata è il livello di spread, che parte da 0.5 per quanto riguarda il mercato forex, dunque decisamente bassi.

Activtrades presenta ben 3 piattaforme:

  • Metatrader4;
  • Metatrader5;
  • Piattaforma proprietaria.

Quest’ultima pur non presentando caratteristiche inedite, si comporta molto bene e sarà molto utile agli utenti meno esperti per la sua semplicità.

Il broker permette anche di aprire un conto senza alcuna registrazione, il quale avrà una scadenza di 72 ore. È anche possibile, però, registrarsi e aprire un conto demo di 30.

Il deposito minimo è di 1000 euro, dunque certamente più alto di molti dei brokr presenti in questa classifica.

Concludiamo con una peculiarità che farà la felicità di molti: ActivTrades agisce come sostituto d’imposta, facilitando di molto il pagamento delle tasse.

ACTIVE TRADES

  • Regolamentazioni: FCA
  • Deposito minimo: $100
  • Piattaforme: ActiveTrader, MT4, MT5
  • Voto InvestinGoal: 4/5


71% dei conti CFD retail perde denaro

6) Pepperstone

Passiamo ad uno dei broker più utilizzati e conosciuto a livello mondiale: Pepperstone.

Il broker, che presenta la licenza CONSOB 0005104/17, presenta ben tre piattaforme, tutte sviluppate da terze parti:

  • MetaTrader4;
  • MetaTrader5;
  • cTrader.

Quest’ultima presenta sia una versione web che una versione desktop, la cui differenza principale risiede nella completezza degli strumenti offerti e al livello di personalizzazione.

Tuttavia, anche la versione web può risultare molto comoda, poiché è eseguibile da qualsiasi broker e risulta tutto sommato veloce ed efficiente. Non manca una versione mobile apprezzabile ma sicuramente più elementare.

Pepperstone è anche caratterizzato per la velocità con cui gli ordini vengono inseriti, dettaglio tutt’altro che trascurabile, poiché le condizioni di mercato cambiano continuamente e dei ritardi dovuti al broker potrebbero risultare un serio problema.

Per ciò che riguarda il deposito minimo, questo semplicemente non esiste. Il broker non chiederà nessun importo fisso, tuttavia può richiedere alcune commissioni, ma ciò dipenderà dal tipo di conto che verrà scelto tra i due disponibili: conto Razor e conto Standard.

C’è anche un conto demo, ma questo ha una durata limitata a 30 giorni.

Pepperstone

  • Regolamentazioni: ASIC, FCA
  • Deposito minimo: $200
  • Piattaforme: MT4, MT5, cTrader,cAlgo
  • Voto InvestinGoal: 4.8/5


76.5% dei conti CFD retail perde denaro

7) FxPro

Broker Inglese fondato nel 2006 che può vantare due diverse licenze CONSOB:

  • FxPro Financial Services Ltd – 7111455;
  • FxPro UK Limited – 12042469.

La qualità del broker è anche confermata dagli oltre 70 premi vinti, oltre che dall’opinione di moltissimi analisti ed esperti del settore.

FxPro presenta ben 4 piattaforme:

  • MetaTrader4;
  • MetaTrader5;
  • cTrader;
  • FxPro Edge.

Quest’ultima è sviluppata dal broker stesso e pensata per coloro che vogliono fare spread betting in maniera ottimale.

Ciò che rende peculiare questo broker è la continua evoluzione dell’offerta degli strumenti messi a disposizione alla propria utenza, come cAlgo Algorithmic Trading, FxPro Library, FxPro Quant Strategy Builder e FxPro VPS, strumenti utili per rendere l’attività di trading più veloce ed automatizzata.

Il deposito minimo è di 100 euro, tuttavia il broker consiglia un importo non inferiore ai 1000, che consentirà di investire con tutti gli strumenti disponibili.

In ultimo, gli spread presentati dal broker sono sia fissi che variabili. I primi ammontano ad 1.6 pips mentre i variabili possono partire da 0.1 pips.

FXPRO

  • Regolamentazioni: SCB, FCA, FSB, CySEC, DFSA
  • Deposito minimo: $500
  • Piattaforme: MT4, MT5, cTrader
  • Voto InvestinGoal: 4.5/5


79% dei conti CFD retail perde denaro

8) XM.com

XM è il più importante broker cipriota nonché terzo al mondo per volume di utenti registrati, con incrementi annui che ne confermano il buon lavoro svolto dalla compagnia.

Le licenze CONSOB presentate sono due, corrispondenti alle 2 diverse filiali:

  • Filiale EU – 10103660;
  • Filiale UK – 0098524/16.

Anche XM presenta due piattaforme che abbiamo già avuto modo di conoscere nel corso della guida: MetaTrader 4 e Metatrader 5.

Il deposito minimo dipende dal conto che decidiamo di aprire con questo broker:

  • Conto Micro;
  • Conto Standard;
  • Conto Zero.

Il conto Micro è molto interessante per gli utenti novizi, poiché presenta un deposito minimo di 5 euro, conto di trading a basso rischio e possibilità di investire in micro-lotti.

Gli spread sono ottimali e partono da 0 pips per il mercato forex. Inoltre, XM presenta un ottimo conto islamico, che può essere richiesto contattando l’assistenza.

XM.COM

  • Regolamentazioni: ASIC, CySEC, IFSC, DFSA
  • Deposito minimo: $5
  • Piattaforme: MT4, MT5
  • Voto InvestinGoal: 4/5


69.75% dei conti CFD retail perde denaro

9) FXCM

FXCM è un broker statunitense fondato nel 1999 con licenza CONSOB 4075963 e uffici italiani situati a Milano in piazza Gianfranco Ferrè,10, 20025 in Legnano.

Gli spread di questo broker non sono particolarmente interessanti, e si aggirano mediamente ben al di sopra di 1 pip.

Tuttavia, gli utenti considerati attivi vedranno i loro spread ridotti in maniera significativa, il che incentiva gli utenti a tenere un alto volume di operazioni.

FXCM dispone di diverse piattaforme:

  • MetaTrader4: con cui investire anche in micro-lotti;
  • Trading Station: disponibili nelle versioni web, mobile e desktop.

Molto apprezzati sono i sistemi di trading algoritmico come ZuluTrader, NinjaTrader e Mirror Trader, tutte accessibili attraverso MT4.

Si tratta di sistemi di trading automatico e di copy trading molto utili e decisamente intuitivi sia per coloro che hanno già dell’esperienza con il trading online, sia per i neofiti di questo settore.

Concludiamo con il deposito minimo, corrispondente a 300 euro per tutti i residenti nel Regno Unito e in Unione Europea.

fxcm

  • Regolamentazioni: ASIC, FCA, AMF, IIROC
  • Deposito minimo: $50
  • Piattaforme: MT4, NinjaTrader, WebTrader
  • Voto InvestinGoal: 3.0/5


76.88% dei conti CFD retail perde denaro

10) Oanda

Ultimo broker della nostra è un nome storico del trading online: Oanda. Il broker canadese è stato fondato nel lontano 1995 in Delaware

Il broker è considerato uno dei più grossi player per ciò che riguarda il mercato forex: è stato stimato che circa il 20% delle transazioni giornaliere che riguardano il settore passano proprio per i server di Oanda.

Per ciò che riguarda le piattaforme, abbiamo l’immancabile Metatrader4 oltre che una versione personale di WebTrader: Oanda’s desktop platform.

La presenza in Italia è più che decennale, certificata dalla licenza CONSOB 11055365.

Molto interessante la presenza di un conto cent, che permette di operare con quantità centesimali e dunque ben al di sotto dei micro-lotti.

Il broker tra l’altro non presenta nessun tipo di deposito minimo, il che rende l’attività immediatamente accessibili e sprovvista di barriere economiche di alcun tipo.

E con quest’ultimo, abbiamo concluso la nostra disamina sui migliori 10 broker italiani per il trading online presenti attualmente sul mercato.

Andrà ora toccato un argomento molto importante per chi vuole iniziare a fare investimenti online, magari con uno dei sopra citati broker: la tassazione sul trading online presente in Italia.

OANDA

  • Regolamentazioni: CFTC, DFSA, IIROC, MAS, NFA, FSA
  • Deposito minimo: $1
  • Piattaforme: Oanda Platform
  • Voto InvestinGoal: 4.1/5


77% dei conti CFD retail perde denaro

Cos’è e come funziona il trading Forex?

Il termine forex sta per Foreign Exchange Market, ossia scambio di valuta estera, ed è proprio il mercato in cui vengono tradate le varie valute nazional tra di loro, tentando di ottenere profitti attraverso il tasso di cambio.

Ricordiamo che si tratta del principale mercato al mondo, con un volume di scambi giornalieri 6000 miliardi di dollari.

Il mercato forex nasce nel 1971, quando i trattati di Bretton Woods furono definitivamente abbandonati. Questi erano stati siglati dopo la Seconda Guerra Mondiale, e prevedevano di fissare il tasso di cambio di diverse nazioni con quello del dollaro, che a sua volta era ancorato al valore dell’oro (il tasso di cambio era di 35 dollari l’oncia).

Questo evitava soprattutto speculazioni di vario genere, ma risultava anche limitante per l’economia del dopoguerra, che aveva invece bisogno di investimenti ingenti per la ricostruzione.

Ciò avvenne nel 1971, dando origine al mercato valutario e all’era del libero mercato, con annesse deregolamentazioni che aiutarono senz’altro investitori e speculatori.

Come si potrà immaginare, all’inizio solo i grandi soggetti finanziari (banche nazionali, fondi di investimento, grandi investitori o stati nazionali) potevano fare investimenti nel mercato forex, ma a partire dagli anni ’80 le cose iniziarono a cambiare.

La diffusione dei computer e di internet rese più agevole questa pratica, e anche i comuni cittadini iniziarono ad avere accesso a questi mercati.

Inoltre, negli anni ’90 il trading forex arriva in Italia e in pochi decenni vedrà una diffusione incredibile, con decine di broker e milioni di utenti attivi.

Ma fare trading in Italia oggi è davvero sicuro?

Fare trading forex in Italia è sicuro?

Possiamo subito rispondere positivamente a questa domanda: in Italia fare trading online su forex è assolutamente sicuro, ma vediamo perché.

Prima di tutto, tutti i broker che operano in Italia devono sottostare all’autorità dell’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) la quale negli anni ha imposto diverse regole proprio per rendere l’attività degli utenti il più sicuro possibile.

Alcune delle regole più importanti introdotto dell’ESMA sono contenute nella direttiva MiFID II.

Tra queste abbiamo la Negative Balance Protection, una misura che impedisce di perdere più di quello che si deposito sul conto. In questo modo, se un utente a causa di un investimento errato va in negativo, sarà il broker a coprire la differenza.

Sono state diverse le implicazioni susseguite a questa regola, tra cui la definizione chiara dei livelli di leva finanziaria, che come molti lettori sapranno può essere uno strumento assai insidioso da utilizzare se non si possiede una certa esperienza.

L’ESMA non è l’unico garante della sicurezza in ambito di trading online presente per gli utenti italiani.

La CySEC (Cyprus Securities and Exchange Commission) collabora con l’ICF, un fondo di compensazione per investitori nel caso un broker dovesse risultare insolvente.

In ultimo, i conti segregati forniscono una garanzia molto importante per i trader. In parole povere, il denaro che viene depositato presso un broker non è davvero in possesso di quest’ultimo. Viene infatti aperto un conto con una banca terza a nome dell’utente, e il broker non può assolutamente utilizzarlo per mantenere la sua liquidità circolante o per appropriarsene.

In questo modo il denaro proveniente dalle commissioni e quello derivato dai conti rimangono separati, così che in caso di bancarotta, gli utenti possano venir rimborsati completamente.

Queste sono solo alcune delle regole più importanti che rendono il trading su forex assolutamente sicuro in Italia.

Siamo quasi pronti per vedere quali sono i miglior broker italiani ma ci rimane un ultimo punto da chiarire, esistono broker italiani?

Esistono broker italiani per il trading online?

Ad oggi, non esistono dei broker italiani, non nati in Italia o da Italiani quanto meno.  I motivi sono fondamentalmente fiscali, e queste entità nascono quasi sempre in paesi come Cipro, Irlanda, o anche Polonia, Estonia, paesi dove la pressione fiscale sulle attività di investimento risultano inferiori.

Detto ciò, abbiamo diverse regole sul trading online, milioni di utenti e tanti broker operanti in Italia, spesso con sedi fisiche e regolati dalla CONSOB. Possiamo considerare proprio i broker certificati dalla CONSOB come “Italiani”, intendendo dire che sono gli unici a poter operare nel Bel Paese.

Ricordiamo, inoltre, che tutti i broker certificati dalla CONSOB lo saranno anche dall’ESMA, la massima autorità europea in tema di mercati e strumenti finanziari.

Come che sia, per conoscere tutte le informazioni e le certificazioni europee dichiarate dai broker, è possibile visitare la pagina ufficiale dell’ESMA, la quale conterrà tutte le informazioni del caso.

Fatto questo importante appunto, vediamo allora quali sono i migliori 10 broker italiani (dunque certificati dalla CONSOB).

Tasse sul trading in Italia

Pagare le tasse sul trading online non è complesso ma andranno chiariti alcuni importanti punti. Prima di tutto dobbiamo sapere che le imposte sul trading online in Italia ammontano al 26% sulle plusvalenze.

Questo vuol dire che non solo le perdite non entreranno in questo conteggio, ma potranno anche essere sfruttate come bonus fiscali. Con alcuni strumenti le perdite potranno essere sottratte alle tasse entro 4 anni, fornendo un ottimo paracadute agli investitori meno fortunati.

Per quanto riguarda le tempistiche e la modulistica, questo può dipendere da molti fattori.

In linea di massima le tasse sul trading vanno pagate entro il giugno dell’anno successivo alle plusvalenze. I dati andranno inseriti nella propria dichiarazione dei redditi.

Tuttavia, per i broker che agiscono come sostituti d’imposta, non dovremo fare nulla di tutto questo poiché sarà il broker stesso ad occuparsi della tassazione, detraendo in maniera automatica il 26% dalle plusvalenze.

Sono due quindi i regimi fiscali tra cui decidere:

  • Regime Amministrativo: il quale eliminerà tutti i fastidi del pagamento delle tasse facendolo a sua volta per l’utente, ma sottraendogli anche liquidità che entro l’anno avrebbe potuto sfruttare in un qualche modo;
  • Regime Dichiarativo: dovremo occuparci personalmente della dichiarazione dei nostri profitti derivati dall’attività di trading, ma questo vuol dire che avremo anche un anno come margine di tempo in cui potremo utilizzare quella liquidità per diverse strategie.

Sarà immediatamente chiaro che il primo regime è consigliato ad un’utenza inesperta di fatti burocratici e fiscali, viceversa la seconda.

Come che sia, il consiglio è quello di farsi sempre aiutare dal proprio commercialista o CAF, così da essere del tutto sicuro di quello che si sta facendo.

Tasse sulle Criptovalute in Italia

Capitolo a parte per ciò che riguarda le criptovalute. Secondo l’ordinamento italiano queste verranno identificate al pari di una normale valuta fiat, seguendo anche lo stesso tipo di tassazione, con aliquota al 26% sulle plusvalenze da dichiarare entro un anno.

Questo per ciò che vale il trading in CFD. Se invece si acquistano in senso pieno delle valute crypto per conservarle in un wallet, lo stato non chiederà delle tasse tranne nel caso vengano convertite in euro.

Secondo questa valutazione, le plusvalenze crypto saranno tassate del 26% solo se una persona fisica nell’anno solare possiede bitcoin per un controvalore di circa 51.000 euro e per almeno 7 giorni consecutivi.

Restrizioni nel fare trading in Italia

Prima di scegliere un broker e iniziare a fare trading online, bisognerà accertarsi di quali restrizioni vengono imposte nel fare trading online in Italia.

Diciamo subito che molte regole sono state determinate dall’attività dell’ESMA, e vanno nella direzione di una maggiore difesa degli utenti.

La prima restrizione è infatti correlata ai livelli massimi di leva finanziaria concessi. In Italia e in Europa la leva massima sul forex è di 1:30, ben inferiore a qualche anno fa.

Tuttavia, si tratta di una restrizione legittima, poiché la leva finanziaria è uno strumento fin troppo pericoloso per i novizi, e livelli eccessivi avrebbero aumentato ancor di più i rischi connessi al trading online.

Esistono anche alcuni strumenti che sono stati dl tutto bannati, come lo Spread Betting. Tuttavia, sarà comunque accessibili in molti stati extra europei come Inghilterra e Irlanda.

Curioso invece il caso delle Opzioni Binarie. Questo strumento fu prima reso illegale dall’ESMA e poi riqualificato recentemente pur non essendo cambiate le condizioni dello stesso.

Si consiglia massima cautela data la somiglianza allo Spread Betting, illegale per motivazioni senza dubbio sensate.

Si tratta, infatti, di strumenti utili soprattutto per gli utenti più esperti, ma potrebbero rivelarsi davvero insidiosi ai novizi, così come anche i livelli di leva finanziaria, che per alcuni conti professionali potrebbero essere più alti.

Chiarito anche questo importante aspetto, cerchiamo di indicare alcune coordinate per scegliere il miglior broker italiano.

Come scegliere il miglior broker italiano

Sono tanti i fattori da considerare quando operiamo una scelta così importante. Va poi considerato che ognuno dei broker descritti è di ottima qualità, il che non fa che complicare le cose.

Le regolamentazioni sono sicuramente molto importanti, e consigliamo di verificare sui siti ufficiali anche quali altri paesi ne hanno concessa una al broker in questione.

Oltre le certificazioni ESMA e CONSOB, molto importanti ed autorevoli sono anche l’ASIC australiana e l’FCA del Regno Unito.

Per dimostrare l’affidabilità di un broker la longevità è sicuramente un ottimo indicatore. Dopotutto non sono mancati negli anni dei casi di broker neonati e falliti nonostante la sicurezza che paventavano.

Contare invece su di un’esperienza trentennale nel mondo del trading online dimostra quantomeno fondamenta solide e ottima gestione della società.

Oltre a ciò ci sono altri fattori del tutto soggetti e discrezionali, ma che possono ugualmente incidere in maniera significativa. Pertanto, dovremo capire se siamo dei trader davvero esperti o soltanto dei novizi.

Per quest’ultimi sono consigliati broker con un deposito minimo il più basso possibile, così da non impiegare da subito somme di denaro troppo importanti.

Anche una piattaforma semplice ed intuitiva potrebbe aiutare ad inserirsi in questo settore, ma queste andranno più che altro provate attraverso il conto demo, da usare il più possibile ovviamente. Ricordiamo che aprire un conto demo in nessun caso impegna all’apertura di un conto reale.

Per ciò che riguarda costi e spread, saranno d’accordo trader di ogni livello che andrà scelto il broker con gli spread inferiori per massimizzare i profitti. Molto spesso i broker con migliori offerte al riguardo sono gli ECN/STP broker.

Un altro consiglio utili è quello di scegliere un broker con una sede fisica nel nostro paese. Tutte le piattaforme sono dotate di un servizio clienti, spesso anche molto apprezzabile, ma il poter parlare con una persona fisica in carne ed ossa offre sicuramente maggiori garanzie.

Stesso discorso per i contatti, se non si conoscono sufficientemente bene le lingue straniere evitare assolutamente broker che non offrono la lingua italiana.

L’obiettivo nella scelta del broker è crearvi il vostro ambiente ideale in cui lavorare e fare trading online nel modo migliore, cercando una situazione che vi metta a vostro agio ma che abbia anche effettivamente un’offerta solida e conveniente

Con questo abbiamo terminato la nostra guida sui migliori broker italiani e non ci resta che augurare buon trading a tutti i lettori.